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Giuseppe Guida
Nella Campania del rifiuto c’è chi racconta un'altra storia.
4 Aprile 2008
Recensioni e segnalazioni
Una recensione del libro Una campagna per il futuro, di A. di Gennaro e A. Di Lorenzo (edizioni Clean). Scritta per eddyburg

Una storia di territori lontani dalle cronache e dalle emergenze, fatta di paesaggi nei quali si sono sedimentati quell’identità e quel genius loci che li hanno resi riconoscibili e unici e ne hanno conservato assetti agrari e silvo-pastorali che spesso sono riusciti a convivere con gli innesti di modernità, favorendo una migliore qualità della vita e uno sviluppo non onnivoro e più sostenibile.

Nel libro “Una campagna per il futuro. La strategia per lo spazio rurale nel Piano Territoriale della Campania”, curato da Agostino Di Lorenzo e Antonio di Gennaro per le edizioni Clean, c’è, soprattutto, la storia di gran parte della Campania, quella più ampia e consistente, “osso e polpa” allo stesso tempo e a partire dalla quale sarà possibile affrontare le incredibili emergenze ambientali e la rappresentazione distorta dell’intera regione di questi ultimi anni.

Descrivendo le strategie e le linee guida per il paesaggio e il territorio rurale e aperto, elaborate per il Piano Territoriale Regionale (Ptr), il libro questa Campania la racconta e, soprattutto, la fa vedere. Il corredo iconografico e fotografico attinge in buona parte al meticoloso lavoro di studio e di ricerca che Antonio di Gennaro fa da anni sul patrimonio ambientale, agroforestale, naturalistico e, quindi, storico-culturale della regione, integrando l’impegno di archivio con il continuo tentativo di proporre regole, principi, ma anche semplici suggerimenti o allarmate esortazioni per evitare di erodere ulteriormente un paesaggio non soltanto “bello”, ma spesso poco conosciuto, nel migliore dei casi, o semplicemente ignorato da politiche e presunte strategie di sviluppo, in quello peggiore. Un paesaggio volubile, come emerge da alcune analisi contenute nel volume, le cui trasformazioni possono sembrare impreviste: così come la campagna perde peso nella struttura territoriale (-16%), a prendere il suo posto non sono soltanto il tessuto urbano o brandelli di città diffusa, ma anche ampie aree di formazioni boschive o di cosiddetto “terzo paesaggio” (in crescita del 43%), e cioè arbusteti, aree di frangia e di risulta o di dismissione di attività dell’uomo, in cui la risacca della natura ricostruisce lentamente la biodiversità.

Di questo paesaggio, alcune politiche regionali, spesso soltanto presuntive ed evocative di uno sviluppo cosiddetto locale, dove tutto è stato “sviluppo” e dove ogni luogo è diventato“locale”, hanno messo in campo strumenti politico-amministrativi dove il finanziamento a pioggia è stata la regola e le valutazioni finali di quello che si è speso e di come lo si è fatto, sono stati e sono l’eccezione, mettendo in luce un ruolo ancora troppo ambiguo della Regione Campania. Se da un lato, infatti, con il Ptr, si è meritoriamente fornito un quadro unitario di riferimento per le amministrazioni pubbliche, fatto di indirizzi per la tutela paesistico-ambientale e per la creazione di una rete ecologica regionale, dall’altro si sono moltiplicati interventi legislativi derogatori e prepotenti verso il territorio o miopi ritardi nell’attuazione di specifiche normative di tutela, cui forse la recente approvazione della nuova versione del Codice del Paesaggio potrà procurare qualche riparo.

Per il futuro, tuttavia, proprio il quadro di riferimento contenuto nel Ptr dovrà costituire lo strumento per l’integrazione delle diverse politiche regionali ed, in particolare, per la programmazione delle ancora una volta consistenti risorse comunitarie per il periodo 2007-2013 e per la definizione dei piani di settore relativi ad energia, trasporti, rifiuti, cave, ma anche aree produttive, grande distribuzione, logistica.

Un’occasione, quella offerta da questo libro, per una riflessione sulle tante biografie dei diversi territori della Campania plurale che, è utile ricordarlo, ancora non è quella veicolata in giro per il mondo in questi mesi.

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