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Napolitano: 738, Rodotà: 217
21 Aprile 2013
Il fatto del giorno
La vicenda dell’elezione a stragrande maggioranza delpresidente della Repubblica nella persona di Giorgio Napoletano testimonia la durezza del guscio che sioppone alla nascita di una nuovademocrazia e conferma una convinzione: la strada obbligata per la ricomposizione diun quadro politico accettabile ha il suo passaggio obbligato nellafrantumazione del PD, e la sua speranza nel contributo che i suoi frammentipotranno dare alla ricostruzione, nell’Italia di oggi, di un nuovo Centro, unaDestra decente, e – magari – di un Sinistra adeguata

La vicenda dell’elezione a stragrande maggioranza delpresidente della Repubblica nella persona di Giorgio Napoletano testimonia la durezza del guscio che sioppone alla nascita di una nuovademocrazia e conferma una convinzione: la strada obbligata per la ricomposizione diun quadro politico accettabile ha il suo passaggio obbligato nellafrantumazione del PD, e la sua speranza nel contributo che i suoi frammentipotranno dare alla ricostruzione, nell’Italia di oggi, di un nuovo Centro, unaDestra decente, e – magari – di un Sinistra adeguata

Dall'AgenziaGiornalistica Italiana, ore 18,21

(AGI) - Roma, 20 apr. - Giorgio Napolitano e' stato rieletto al Quirinale. E' il primo caso nella storia della Repubblica.
Napolitano ha raggiunto 738 voti. Stefano Rodota' si e' fermato a 217.
"Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalita' finora sottopostesi al voto per l'elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilita' che mi e' stata richiesta", aveva sottolineato Napolitano annunciando la sua disponibilita' a un secondo mandato al Quirinale. "Naturalmente, nei colloqui di questa mattina, non si e' discusso di argomenti estranei al tema dell'elezione del Presidente della Repubblica.
Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un'assunzione di responsabilita' verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilita'", aveva aggiunto il capo dello Stato.
Per la prima volta nella storia della Repubblica, un presidente riceve la richiesta di ricandidarsi per un secondo settennato. Per la prima volta, accetta. Non era mai successo nemmeno con il pur popolarissimo Luigi Einaudi, cui nel 1955 successe Giovanni Gronchi. Il quale a sua volta fu protagonista di un "unicum": tento' lui di farsi rieleggere, con l'aiuto di 90 franchi tiratori, nonostante la Democrazia Cristiana avesse scelto per la successione Antonio Segni. Quella volta, comunque, la spunto' Segni. Si tratta cosi' del secondo "primato" per Giorgio Napolitano, dopo quello di primo ex comunista ad assurgere al Colle.
GRILLO "COLPO DI STATO, IN MILIONI A MONTECITORIO"
Beppe Grillo ha chiamato alla mobilitazione popolare contro il 'colpo di Stato' in atto con la rielezione di Giorgio Napolitano. "Ci sono momenti decisivi nella storia di una Nazione. Oggi, 20 aprile 2013, e' uno di quelli. E' in atto un colpo di Stato", ha scritto sul suo blog. "Il M5S da solo non puo' pero' cambiare il Paese. E' necessaria una mobilitazione popolare. Io sto andando a Roma in camper", ha spiegato, "saro' davanti a Montecitorio stasera. Rimarro' per tutto il tempo necessario.

Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di piu' non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese". "Pur di impedire un cambiamento sono disposti a tutto. Sono disperati. Quattro persone: Napolitano, Bersani, Berlusconi e Monti si sono incontrate in un salotto e hanno deciso di mantenere Napolitano al Quirinale, di nominare Amato presidente del Consiglio, di applicare come programma di Governo il documento dei dieci saggi di area Pdl/Pd che tra i suoi punti ha la mordacchia alla magistratura e il mantenimento del finanziamento pubblico ai partiti", ha spiegato Grillo.

"Nel Dopoguerra, anche nei momenti piu' oscuri della Repubblica, non c'e' mai stata una contrapposizione cosi' netta, cosi' spudorata tra Palazzo e cittadini", ha insistito.
"Rodota' e' la speranza di una nuova Italia, ma e' sopra le parti, incorruttibile. Quindi pericoloso. Quindi non votabile.
Il MoVimento 5 Stelle ha aperto gli occhi ormai anche ai ciechi sull'inciucio ventennale dei partiti", ha detto ancora. (AGI) .

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