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Adriana Pollice
Napoli. Abbattimenti, il cemento nell'urna
13 Maggio 2011
Abusivismo
Come si chiamavano una volta quelli che infrangevano la legge per fare i propri interessi? Dove andavano a finire? Il manifesto, 13 maggio 2011

Oggi dunque Berlusconi annuncerà ai napoletani che è «Pronto il provvedimento che sospenderà gli abbattimenti delle case in vista di una soluzione». L'anticipazione del proclama è andata in onda ieri ai microfoni di radio Kiss Kiss, emittente legata a Mondadori che per conto del network napoletano gestisce in esclusiva la vendita dello spazio pubblicitario.

La sospensione degli abbattimenti è il cavallo di battaglia numero due delle ultime campagne elettorali: dopo il flop del miracolo dei rifiuti, via libera all'abusivismo edilizio, come alle scorse regionali. Una promessa che da due anni il Pdl prova a onorare tra decreti e leggine da far approvare in sordina al Parlamento, ma per ora nessuno stop agli abbattimenti della procura. Oggi pomeriggio alla Mostra d'Oltremare, per la chiusura della campagna elettorale di Gianni Lettieri, Berlusconi incasserà la ola di quelli che ruotano intorno al ciclo del cemento. «In Campania - osserva Michele Buonomo, presidente regionale di Legambiente - dove un terzo delle case degli ultimi dieci anni è abusivo, con decine di morti, e il business del cemento illegale è nelle mani della camorra, tale provvedimento può avere solo un effetto devastante». Un effetto soprattutto nei quartieri periferici, ad alta densità di abitanti e molti voti in palio, dove palazzoni e villette spuntano dalla sera alla mattina. Come si leghino mattone e successo elettorale, lo spiegano gli eletti. Se due anni fa a Ischia - dove gli abbattimenti aizzano la popolazione - il pieno di voti lo fece Mara Carfagna cavalcando la richiesta di fermare le ruspe, a Pianura, ultimo quartiere dormitorio prima dei Campi flegrei, tra i più votati c'è Pietro Diodato, ex An, poi Pdl, adesso Fli, quello che capeggiava la rivolta contro i migranti per liberare spazi, mentre il cognato, ex cutoliano, si accaparrava le proprietà dei suoli. Suo concorrente Marco Nonno, rimasto nel Pdl, ugualmente interessato agli sviluppi urbanistici del quartiere, su cui entrambi fondano il loro radicamento elettorale.

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