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n.08 07/03/2008 Se un piano urbanistico è a crescita zero
1 Luglio 2008
Cassinetta di Lugagnano (MI) di Domenico Finiguerra

Piccolo comune ai margini della conurbazione milanese, Cassinetto non è importante solo per il ruolo che assunto nella battaglia per la difesa dei parchi. Lo è anche per la politica urbanistica che ha saputo coraggiosamente praticare. Fabrizio Bottini ne parla più ampiamente sul sito di Carta. Voglio sottolinearne un aspetto. Il sindaco ha ottenuto l’approvazione di un piano urbanistico (PGT) a crescita zero. Un risultato eccezionale in una situazione nella quale i comuni sono ormai spinti a “monetizzare” il territorio per finanziare le spese correnti: da alcuni anni infatti centrodestra e centrosinistra hanno spinto a dirottare verso le spese correnti i proventi degli oneri di urbanizzazione, vincolati dalle leggi che li istituirono a realizzare i servizi collettivi e il verde (Carta, 1/2008). Attraverso riunioni e assemblee, la Giunta ha fatto passare il principio che le nuove opere pubbliche necessarie sono realizzate per mezzo di nuove tasse. Di fronte al dilemma: “se vuoi la scuola materna, preferisci realizzarla con ulteriore espansione edilizia o maggiori tasse?” non c'è stata, ha scritto il Sindaco, “la levata di scudi in nome dello slogano meno tasse per tutti”. Hanno vinto l’interesse comune e la responsabilità verso il futuro.

Un suggerimento per quei propugnatori dell’ ”ambientalismo del fare” che girano l’Italia nel variopinto autobus. Sarebbe bello se si impegnassero a combattere, insieme ad altri più convinti sostenitori dell’equilibrio tra comune e individuale e tra pubblico e privato, per ripristinare la regola secondo la quale chi trasforma il territorio e ci guadagna paga il prezzo delle opere necessarie per compensare il nuovo impatto sociale e ambientale. Appunto, gli “oneri di urbanizzazione e costruzione”, saggiamente previsti dalle leggi della Prima Repubblica.

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