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Pierluigi Panza
Musei. Archistar addio: l' «effetto Bilbao» è più mediatico che economico
24 Luglio 2012
Beni culturali
Finalmente comincia ad affiorare l’inconsistenza culturale ed economica di un fenomeno tuttora assai diffuso. Corriere della Sera, 24 luglio 2012 (m.p.g.)

Siamo certi che i celebrati musei stile Guggenheim di Bilbao di Frank Gehry facciano davvero rifiorire le città? Siamo certi che servano per il marketing urbano, il turismo e la crescita? Contro la retorica dell' «effetto Bilbao» diffusa in gran parte del mondo, retorica che sta portando le città a competere nel collezionare architetture spettacolari, è uscito un libro di Davide Ponzini e Michele Nastasi "Starchitecture. Scene, attori e spettacoli nelle città contemporanee" (Allemandi, pp. 146, 30). Ponzini è un ricercatore dell'area urbanistica che ha studiato a lungo le ricadute di queste architetture in chiave economica e sociale ed è intervenuto in recenti convegni internazionali al termine dei quali, riporta la pubblicistica straniera, persino importanti fondazioni sono state indotte a riflettere su alcune aperture di musei futuri. In alternativa all'insistente celebrazione mediatica di ogni architettura nichilista dell'iperconsumo — che comunque rappresenta e rispecchia i nostri tempi — gli autori propongono una lettura critica delle molteplici implicazioni urbane di edifici, piani e progetti per le varie Bilbao, Abu Dhabi, Parigi e New York. L'architettura, infatti, non è solo un linguaggio e, tantomeno, un «evento». E uno dei temi che si è sottovalutato è la rapida obsolescenza architettonica e mediatica di queste gioiose macchine da guerra messe in scena in città non sempre appropriate. Per dirne una — e forse è una buona notizia — appare incerto il destino dell'approvato nuovo Museo di arte contemporanea di Milano firmato da Daniel Libeskind. Fu vera gloria?

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