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Enrico Tantucci
«Mose, i nuovi cantieri sono illegittimi»
20 Maggio 2007
MoSE
Forse questa volta lo scandalo del MoSE esploderà e condurrà a ripensamenti sostanziali. Da la Nuova Venezia del 20 maggio 2007

«Spero che le leggi dello Stato italiano valgano anche a Venezia. I cantieri per la prefabbricazione del Mose che sono stati aperti negli ultimi mesi in laguna non sono mai stati autorizzati e per questo il Ministero dell’Ambiente, con il suo direttore generale, si è già attivato scrivendo al Magistrato alle Acque. Di quei progetti non si è mai discusso nemmeno nell’ultimo Comitatone e su di essi è necessaria la Valutazione d’impatto ambientale». Parole del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio che annunciano una “bomba” destinata a scoppiare in laguna.

La lettera del Ministero è già partita e arriverà tra qualche giorno, ma segue le azioni già avviate dal Comune e la lettera scritta dalla stessa Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici. L’oggetto sono gli enormi cantieri aperti a Santa Maria del Mare, tra la spiaggia e quel che resta del molo sud. Una piattaforma in cemento di quasi 200 mila metri quadrati che dovrebbe servire a costruire i cassoni in calcestruzzo da mettere sui fondali delle tre bocche porto per sostenere le paratoie. Un cantiere per cui da mesi Comune e Soprintendenza discutono. Manca l’autorizzazione paesaggistica, obbligatoria per legge, dal momento che il progetto attuale non era inserito in quello approvato nel 2003 dalla commissione di Salvaguardia. Niente permessi e niente verifica di impatto ambientale nazionale per una struttura gigantesca, sorta in pochi mesi in un’area delicata e tutelata dalle normative europee, che dovrà ospitare la betoniera più grande d’Europa. Una situazione segnalata più volte anche alla Procura. La linea del Magistrato alle Acque è sempre stata quella che si tratta di cantieri provvisori e che, come tali, non necessitano della Via, ma la Commissione di Salvaguardia, circa un mese fa, ha respinto al mittente il progetto per la costruzione nella zona di un villaggio per circa 400 operai impegnati nei cantieri proprio perché fa riferimento a un’opera - quella dei cassoni prefabbricati - per cui non è stata chiesta nessuna autorizzazione.

«Che quei cantieri non siano mai stati autorizzati è ormai noto - commenta il sindaco Massimo Cacciari - noi lo abbiamo detto, facendo i nostri passi e la Soprintendenza lo ha scritto. Ora si è mosso ufficialmente il Ministero dell’Ambiente e speriamo che qualcuno si decida ad andare in sopralluogo a controllare», In questo caso, a fronte della mancanza di autorizzazioni, potrebbe scattare anche il blocco dei cantieri e la lettera del Ministero dell’Ambiente chiede al Magistrato alle Acque di fermarsi in assenza di autorizzazioni. Ma Pecoraro Scanio è tornato anche sul problema del controllo dei cantieri del Mose, per il quale si chiede da tempo un organismo terzo. «Spero che il Ministero della Ricerca Scientifica - ha detto ieri il titolare dell’Ambiente - si attivi finalmente in questo senso. Sono per spendere bene i soldi dei contribuenti: il Mose fa parte della categoria delle cose fatte male. Gli scienziati, con i mutamenti climatici in corso, confermano che si vuole insistere su un progetto vecchio mentre ci sono tante altre alternative valide. Il Ministero dell’Ambietne proporrà che sino all’ultimo momento, si possa tornare indietro su scelte sbagliate».

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