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Enrico Tantucci
Mose, i lavori ora accelerano
29 Luglio 2006
MoSE
Nonostante il dissenso (tardivo e debole) del Comune, e quello di alcuni ministri della Repubblica, il carro armato Consorzio Venezia Nuova - Magistrato alle Acque procede nella distruzione della Laguna. Dala Nuova Veneziadel 29 luglio 2006

LIDO. Colpo di acceleratore sui lavori del Mose dopo l’esito del Comitatone. Il Magistrato alle acque ha firmato due ordinanze di limitazione del traffico acqueo nei pressi della bocca di porto di Lido per consentire la piena realizzazione dell’isola artificiale prevista al centro di essa.

L’isola sta sorgendo accanto al sistema di dighe mobili, e avrà tre livelli diversi, ospitando in quello più basso le strutture e i macchinari che dovranno sorgere in mezzo alla laguna come mezzi di supporto alle paratoie, comprese le torrette di regia da dove dovrebbero in futuro essere azionate e controllate le dighe. L’isola e di otto ettari sorgerà davanti al bacàn di Sant’Erasmo e sarà alta tre metri con una parte di sette per incernierare le paratoie.

Gli edifici per il controllo delle paratoie saranno appunto interrati. I lavori che sono già in corso riguardano la realizzazione del nucleo centrale dell’isola - con la creazione di un terrapieno delimitato da scogliere e delle sponde verso Treporti e San Nicolò che ospiteranno una delle “spalle” delle relative schiere. A ridosso dell’isola, dal lato laguna, viene anche realizzato il canale navigabile che consentirà il collegamento fra Treporti e san Nicolò, quando le paratoie saranno in funzione. La principale delle ordinanze firmate in questi giorni dal presidente del Magistrato alle Acque Maria Giovanna Piva prevede che da giovedì scorso e per un periodo di trenta mesi si svolgano i lavori per la formazione della spalla Ovest e degli argini di coronamento per la realizzazione delle opere di sostegno a parete vericale lungo il canale di Treporti dell’«isola Novissima», come è stata definita. Per questo - precisa l’ordinanza - sino al 31 gennaio 2009 è interdetta la navigazione, l’accosto, e la sosta nella zona dei bassi fondali dove inizia la divergenza dei canali San Nicolò e treporti, a circa 2100 dall’ingresso della Bocca di San Nicolò verso la laguna. In quest’area sono infatti previste le operazioni di versamento dei materiali lapidei necessari alla realizzazione dell’isola e di dragaggio. Il periodo di trenta mesi di interdizione al traffico acqueo - piuttosto abbondante se limitato alla creazione della sola spalla Ovest della nuova isola - sembra in realtà “tarato” sui tempi complessivi di realizzazione del sito, fortemente contestato dagli ambientalisti.

Secondo il Magistrato alle Acque si tratta comunque di lavori già autorizzati e che non rappresenterebbero, dunque, una”fuga in avanti“ rispetto agli interventi alle bocche di porto, come temuto dal Comune. Sono già partite le prime opere per la predisposizione degli alloggiamenti delle paratoie mobili e per la protezione del fondale.

Il Magistrato alle Acque ha firmato anche una seconda ordinanza che limita il traffico acqueo per tre mesi nella zona di basso fondale di fronte al litorale di Punta Sabbioni, nella zona del porto rifugio - nel Comune di Cavallino-Treporti - dove saranno compiuti lavori di bonifica di possibili ordigni bellici presenti nell’area.

L’area è a ridosso della sponda nord-est della nuova isola artificiale, e anche queste opere di bonifica sono dunque preparatorie alla sua piena realizzazione. Sulla base dell’isola artificiale erano sbarcati solo pochi giorni fa i rappresentanti dell’l’Assemblea permanente No Mose per denunciare «lo scempio e i danni irreversibili che si stanno facendo in laguna».

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