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Silvio Testa
Manca ancora da limare qualcosa ...
20 Agosto 2005
Vivere a Venezia
Se il programma del centrosinistra veneziano è questo, chi è contrario alla chimica a Porto Marghera, al MoSE, alla metropolitana sublagunare (oltre che agli uomini di Berlusconi) non avrà molte ragioni per votare. Speriamo che il Gazzettino (del 9 gennaio 2005) si sbagli

Manca ancora da limare qualcosa e da articolare i contenuti in un testo omogeneo, ma il programma elettorale del centrosinistra, riassunto per ora in sette schede, è praticamente pronto e mercoledì prossimo verrà sottoscritto dai partiti della coalizione dopo che lo scorso 4 gennaio i suoi contenuti erano già stati approvati al tavolo delle trattative.

Sulla carta, sono stati sciolti anche i tre nodi più grossi: Chimica, Salvaguardia, Sublagunare. Su Porto Marghera, il Centrosinistra punta alla riqualificazione, della quale l'Accordo sulla Chimica e il Master Plan per le bonifiche sono due pilastri, che devono rappresentare però non un punto d'arrivo ma un punto di partenza per nuove politiche. La sperimentazione in corso per la sostituzione del fosgene nelle produzioni di Tdi va rapidamente conclusa, per perseguire una nuova chimica, compatibile, mentre i nuovi scenari normativi dovranno permettere di completare le bomifiche, insediare nuove industrie, rafforzare la cantieristica, la portualità, la logistica, integrare Università, Ricerca, Produzione.

Il criterio guida per la Salvaguardia è la visione sistemica dei problemi e degli interventi, rovesciata invece dal Governo che concentra tutte le risorse sul Mose, un'opera che non convince né in vista di futuri scenari di innalzamento del livello marino, né in rapporto all'attività portuale (sia a regime che durante la sua costruzione), e che resta scollegata dal riassetto morfologico della laguna lasciando del tutto indifesa la città nei lunghi anni dei lavori. Prima di fare altri passi verso la realizzazione del Mose, il Centrosinistra chiede di ripristinare l'unitarietà delle opere di salvaguardia (bonifiche, disinquinamento, risanamento morfologico), puntando da subito per le acque alte a sperimentare vere opere dissipative, ridefinendo la soluzione per le maree eccezionali senza dimenticare il vincolo ineludibile dell'attività portuale.

La Sublagunare, infine, viene inquadrata nel contesto dell'attuazione degli interventi previsti dal Piano urbano della mobilità, che prevedono la valorizzazione del trasporto via acqua, l'incremento del trasporto ferroviario, l'estensione delle aree pedonali in terraferma, il rafforzamento del trasporto pubblico e del sistema dei parcheggi. L'eventuale realizzazione del metrò, comunque, va subordinata a un confronto con tutta la città e a una decisione definitiva da parte del consiglio comunale, in vista dei quali vanno condotti tutti i necessari approfondimenti ambientali, socio - economici, urbanistici, comparando la sublagunare a soluzioni alternative, anche di navigazione, e verificando l'effettiva esistenza di finanziamenti pubblici, per evitare ricadute negative sui bilanci comunali.

Al di là del tema della Salvaguardia e fatte salve le diverse accentuazioni sulla Chimica, la bozza di programma sembra presentarsi con una linea di sostanziale continuità con l'amministrazione uscente, sottolineando la necessità della riorganizzazione istituzionale incentrata sulle Municipalità ma dando nel contempo un colpo di freno alla privatizzazione delle aziende, che dovranno continuare a rispondere a logiche e regie pubbliche. I livelli di welfare raggiunti vanno garantiti seppure ripensati e razionalizzati, offrendo in più opportunità e diritti ai migranti (voto amministrativo) e autonomia ai soggetti in crisi o precarizzati, con particolare attenzione ai minori (più nidi e materne). Il programma affronta poi i problemi della Salute, della Casa, della Cultura (sostenendo la produzione locale), dell'Istruzione (Venezia luogo della ricerca e dell'innovazione), del Turismo (passare dal "mordi e fuggi" all'ospite - cittadino attore di promozione di nuove attività e di nuovi servizi).

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