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Giuliano Cesaretto
L'invasione del lusso dietro il sacco edilizio
20 Luglio 2007
Sardegna
Al posto della collina dei lentischi, apre in Gallura, tra passerelle dei soliti “vip”, l’ennesimo post-pacchiano villaggio della moda. Poi le mode passano, ma i metri cubi restano. Il Nord Sardegna, 14 luglio 2007 (f.b.)

Una scommessa da 5 milioni puntati sulla cittadella del lusso, là dove c'era la collina dei lentischi, alle spalle dei primi insediamenti cementizi di Porto Cervo. Una scommessa ancorata su note e costose firme della moda tutte pronte ad accaparrarsi qualche metro quadro sotto i portici di quel complesso edile nato da un lustro e ben prima della legge salvacoste, tra sbancamenti di rocce, terra e verde e completato in questi giorni con gli ultimi spagnoleggianti ritocchi estetici a questa fortezza di svariati milioni di metri cubi e aperta sulla via. Dietro la scommessa il business che vien dal Continente, una manager ben determinata e ben addentro alle cose della Costa, Daniela Fargion, che vede lontano - 13 anni per far quadrare i conti di tutti - che sogna un ponte aereo tra Isola e Penisola, una navetta vips per futuri scambi tra i due porti più esclusivi della Gallura, Rotondo-Cervo e viceversa, che crede allo sviluppo molto d'��lite di questa piazzetta dedicata ad un non esplicitato principe e prevede arrivi a frotte di famosi e facoltosi di ogni età, passato e passaporto.

L’idea è insomma, e sinché su questa vocazione allo sfarzo non si abbatterà qualche stangata in stile Soru, di un polo della ricchezza e del capriccio per i molli trastulli estivi di chi ha da scialare e ostentare e che nel disegno dei finanziatori si tradurrà in incasso spendendosi come richiamo il via vai dei bei nomi abitudinari frequentatori della Costa e dei suoi approdi. Con in più l'ottimistica ambizione di allungare tra feste, firme e sfilate la stagione del turismo in gran pompa ma sin qui limitata a un mesetto o poco più. E con tanti saluti a chi rimpiange la collinetta di pietre e ginepri scomparsa sotto il maglio di un palazzinaro dell'Alto Adige che ha fermato a 33 le abitazioni a vendere (quei 33 trentini che trotterellavano...) e affidato a Jean Claude Le Suisse, architetto, la confezione “naturalistico- commerciale” del nuovo borgo. Per chi ci investe e lavora, ovviamente, il complesso fortilizio con botteghe e parcheggi è il segno della vitalità e delle occasioni offerte dalle meraviglie della riviera gallurese.

Posti per i sardi, al negozio o al banco bar, gente fashion e passaggi di denari, incremento a cascata su tutto il residuo vacanziero e sino al piccolo cabotaggio anche se qui, al Principe fondatore portuale, si terrà alto, altissimo il livello, cioè il prezzo, dell'accesso a piazzetta e mercatino.

Il paragone e l’esempio sono Portofino, Saint Tropez, Sant Thomas forse, isole Vergini, tutti paradisi del superfluo e qualche volta anche del fisco. Cui Porto Cervo nulla ha da invidiare, evidentemente. Mancavano le firme dell'alta moda, un posto che le avesse tutte lì col loro meglio anche della prossima stagione, e ora vi si è posto rimedio. Il resto, infrastrutture e trasporti che non dipendono dal privato, seguirà: ne sono convinti gli scommettitori di quei milioni di euro e l'imprenditore immobiliare trentino perché là dove c'è il business la politica segue a ruota. Stasera si inaugura il tutto con musica e luci e personaggi, i soliti. E subito dopo si apre bottega.

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