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Mark Tran
Linee guida globali sulla proprietà dei suoli
15 Marzo 2012
Dalla stampa
Un accordo mondiale di massima sponsorizzato dalla FAO che si ropone di risolvere alcuni problemi sia di sviluppo urbano che di consumo di territorio. The Guardian, 14 marzo 2012 (f.b.)

Titolo originale: Negotiators reach consensus on global land governance guidelines– Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

I negoziatori riuniti a Roma hanno concordato una serie di linee guida volontarie globali su una “governance responsabile” della proprietà e accessibilità dei suoli, delle zone di pesca, delle aree a bosco. La proposta sarà inviata alla Commissione ONU sulla Sicurezza Alimentare per l’approvazione finale nel prossimo maggio,sempre a Roma, come precisa in un comunicato la FAO. “Una volta approvate, le linee guida saranno di applicazione volontaria, ma dato che le abbiamo scritte in modo molto organico, e che si tratta di una questione su cui tutti concordano la necessità di un quadro di riferimento, si prevede che condizioneranno in modo determinate le future decisioni politiche” commenta Yaya Olaniran, attuale presidente della Commissione Sicurezza Alimentare. "Stiamo in realtà già vedendo come i governi adeguino le proprie scelte e pratiche alle linee guida".

I negoziati durano da ottobre, e rappresentano il culmine di sei anni di discussioni fra governi, organizzazioni internazionali, società civile, coordinati dalla Commissione. Le linee guida nascono dalle preoccupazioni sul fenomeno dell’accaparramento di terreni, enormi superfici dei paesi in via di sviluppo affittate a investitori privati. Gli orientamenti concordati coprono tutta una serie di questioni, dai pari diritti delle donne alla proprietà, alla costruzione di registri trasparenti e accessibili dalle popolazioni rurali più povere, al riconoscimento e tutela dei diritti d’uso informali tradizionali a terra, acque per la pesca e boschi. José Graziano da Silva, direttore generale della FAO, definisce l’accordo “una pietra miliare” e specifica: “Queste linee guida volontarie svolgeranno un ruolo importantissimo nella risposta al problema della fame, e della sicurezza alimentare dei bambini e degli adulti, in modo sostenibile sia dal punto di vista ambientale che sociale”.

Dopo l’approvazione ufficiale gli orientamenti diventeranno secondo la FAO un riferimento per i governi nazionali nell’approvare leggi e programmi riguardanti I diritti di proprietà e sfruttamento dei suoli, pesca e foreste. Si vuole così anche dare agli investitori e altri soggetti economicamente interessati una indicazione sulle buone pratiche, e alla società civile una base per sostenere i diritti delle comunità rurali. Alla serie di negoziati hanno preso parte novantasei paesi, organizzazioni non governative, agenzie Onu e altri organismi internazionali, oltre a rappresentanti del settore privato, per arrivare agli accordi di Roma nella sede FAO la scorsa settimana. Presto la segreteria della Commissione sulla Sicurezza Alimentare dovrebbe pubblicare sul proprio sito web il testo completo delle linee guida.

“Il metodo partecipativo dei negoziati ha tutto il merito" continua Graziano da Silva. “Si tratta di un dialogo assai necessario. Importante per le linee guida volontarie, e necessario per rispondere ad altre sfide per la sicurezza alimentare e lo sviluppo delle campagne". Altri danno un giudizio più problematico. “L’ampiezza della partecipazione e la presenza dei governi ha diluito i contenuti per arrivare a un consenso. Ci vorrà parecchio tempo perché tutte le risorse e aspettative investite in queste linee guida inizino a dare effetti” commenta Liz Alden Wily, esperta internazionale di proprietà e gestione di terreni". Dopo tutto si tratta solo di linee guida, che non vincolano i governi, o le compagnie, chi prende le decisioni, gli investitori, tutti già molto addentro ai processi di acquisizione e sfruttamento delle risorse". Forse tutto il tempo e il denaro investiti per gli accordi si sarebbero potuti sfruttare meglio con una migliore legge internazionale sugli scambi, da cui tanto dipende lo sfruttamento delle risorse, e “rafforzando quelle oggi debolissime sui diritti umani. O sostenendo la mobilitazione dei milioni di poveri colpiti attualmente da leggi e programmi".

Aggiunge Alden Wily: “Sarà interessante capire se il sistema globale che propone queste linee guida saprà impegnarsi nello stesso modo a tradurle in 150 lingue diverse e farne avere delle copie a tutte le comunità rurali povere dei paesi in via di sviluppo. Un miliardo di copie”. In un nuovo rapporto Earth Security Initiative [l’ho allegato scaricabile direttamente qui da eddyburg n.d.r.] sui rischi degli investimenti in terreni agricoli, si afferma che politica e investitori dovrebbero tener maggiore conto dei diritti informali delle comunità sulle loro terre, che si tratta dell’unica strada verso uno sviluppo economico sostenibile. “E parallelamente c’è anche una efficace tutela dei suoli, della biodiversità, dell’acqua potabile" aggiunge Alejandro Litovsky, autore principale del rapporto e fondatore del gruppo. “Visti i rischi a cui sono esposti I paesi di fronte al cambiamento climatico, anche queste risorse devono essere considerate dal punto di vista economico come nazionali".

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