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Alberto Vitucci
Lido di Venezia. Parco delle rose, ecco il progetto
28 Dicembre 2010
Vivere a Venezia
Sotto l'egida del Commissario straordinario, insediato col pretesto del “Nuovo Palazzo del Cinema”, si procede nella grande speculazione immobiliare al Lido. La Nuova Venezia, 28 dicembre 2010

Due edifici di cinque piani più due piani interrati con supermercato e garage. Una torre centrale con grande tetto spiovente, una piazzetta e 3 mila metri quadrati di verde pubblico. Ecco il nuovo Parco delle Rose.

La parte centrale del Gran Viale che oggi ospita pizzeria, sala Giochi e una grande area verde con dentro edifici per circa 4 mila metri cubi è destinata a cambiare completamente volto. Appartamenti e palazzine come al Lido non sono per nulla tipiche. I vecchi edifici saranno tutti demoliti, gli alberi di alto fusto tagliati perché ritenuti di scarso pregio e in parte malati. La cubatura sarà quasi sestuplicata (dagli attuali 4.40 metri cubi ai 23.00 del nuovo progetto). Un’altra parte dell’isola che si trasforma.

Il progetto definitivo sarà approvato con i poteri straordinari del commissario Vincenzo Spaziante il 30 dicembre. «Che c’entra questo progetto privato con l’interesse pubblico e l’Ospedale al Mare?» chiedono i comitati. Secondo l’imprenditore calabrese Antonio Di Martino si tratta della «valorizzazione» di una parte degradata del Gran Viale. E il commissario Spaziante, calabrese pure lui, nominato dal governo tre anni fa per seguire i progetti del nuovo palazzo del Cinema in vista del 150esimo dell’Unità d’Italia, ha inserito la proposta tra quelle da approvare giovedì. Il progetto elaborato dallo studio Folin con studio a San Marco (architetti Fabrizio Folin e Eleonora Bonotto) e da Open Lab (architetti Deferrard, Pivetta e geometra Lorenzi) è stato commissionato dallì’immobiliare Adm, con sede in via Gioacchino Murat 46 a Lamezia Terme. L’intervento viene definito «riqualificazione urbanistica e residenziale dell’area Parco delle Rose», tra il Gran Viale Santa Maria Elisabetta e viale Zara.

Secondo gli architetti si deve costruire una sorta di «magnete urbano» che oggi al Lido manca, al posto del «vuoto urbano» rappresentato dall’area nello stato attuale. I grandi tetti sporgenti avranno la funzione di calamitare appunto l’attenzione di chi sbarca a Santa Maria Elisabetta, la costruzione a H con i due grandi fabbricati e la torre centrale quella di permettere comunque il passaggio e la fruizione pubblica. Una «scommessa» secondo Di Martino. «Una speculazione immobiliare» secondo i comitati che chiedono quale sarà il vantaggio dell’isola derivante da questa operazione. Gli elaborati sono stati presentati in Comune, Soprintendenza e all’Ufficio del commissario. Verranno valutati nelle prossime ore e portati all’approvazione nella seduta di giovedì.

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