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Antonio Massari
Le ruspe sono pronte ma c'è chi vuole fermarle
23 Aprile 2010
Abusivismo
Le cifre dell’abusivismo in Campania, contro il quale sottoscrivete l’appello di eddyburg. Da Il Fatto Quotidiano, 23 aprile 2010 (m.p.g.)

Sessantamila demolizioni. Sessantamila abitazioni abusive da abbattere. Sessantamila segnali di legalità che vanno in fumo: è tutto nelle mani del Consiglio dei ministri che, oggi, deciderà se fermare le ruspe. Qui il governatore Stefano Caldoro, e il suo Pdl, avevano puntato le urne mirando al calcestruzzo: avevano promesso una sanatoria e le promesse, si sa, vanno mantenute. Ogni promessa è debito , si dice da queste parti, dove da sempre, i clan, dominano il ciclo del cemento. Edificano selvaggiamente e, attraverso le costruzioni, controllano economia e territorio. La cittadina di Marano in qualche decennio s’è abusivamente mangiata il Vomero, per intendersi, e i clan Nuvoletta prima, e Polverino poi, si sono arricchiti di soldi e potere. Stesso discorso per i Casalesi, o per i Mallardo di Giugliano, che su 16 mila abitanti conta ben 400 edifici sequestrati.

È qui, in questo contesto devastato dal binomio camorra e cemento, che il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, ha dichiarato senza alcun imbarazzo: “Se saremo noi ad amministrare la Campania, studieremo una legge regionale, d’intesa con il governo nazionale, per fermare le demolizioni. Ne ho parlato con Gianni Letta e ho investito direttamente il governo del problema”. Caldoro ha vinto, la promessa dev’essere mantenuta, a partire da oggi, se il Consiglio dei ministri lo vorrà. Può sembrare strano, ma questa storia dello “stop” alle demolizioni, trova il suo fondamento proprio nelle Pari opportunità. L’ultimo condono edilizio risale al 2003 e leggiamo cosa scrivono – inneggiando all’articolo 3 della Costituzione e al suo principio d’eguaglianza dinanzi alla legge – i 14 senatori: “L’applicazione del condono non è risultata sempre uniforme”. Si sono “configurate disparità di trattamento tra i cittadini della Repubblica”. In altre parole, vi sarebbero state diverse modalità d’accesso al vecchio condono, nelle varie regioni italiane, e i cittadini campani sarebbero stati penalizzati.

E quindi: il disegno di legge – che “mira a evitare le discriminazioni” – prevede l’interruzione delle demolizioni, anche per le sentenze passate in giudicato, purché riguardino costruzioni antecedenti al 31 marzo 2003. Si può presentare regolare domanda entro il 31 dicembre e via alla sanatoria. Ma non è tutto: “La sanatoria si applica anche agli abusi edilizi realizzati in aree sottoposte alla disciplina del codice dei beni culturali e del paesaggio”. E quindi: anche gli abusi in aree soggette a vincoli paesaggistici sarebbero sanate. E non c’è soltanto il Pdl a tifare per il condono. C’è anche il Pd. Con il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, convinto sostenitore dello “stop” alle demolizioni. Con qualche distinguo – per esempio: sulle aree idrogeologiche a rischio – ma pur sempre favorevole. Eppure, basta guardarsi attorno, per comprendere che condonare significa incrementare lo scempio: “Un’indagine sull’abusivismo edilizio, pubblicata nel 2009 dall’Agenzia del Territorio – dice Giuseppe Ruggero di Legambiente – sostiene che la provincia di Salerno detiene la maglia nera, in Italia, in fatto di illeciti ambientali: 93 mila particelle, che al catasto risultano aree verdi, sono coperte da cemento illegale”. Altri dati forniti da Legambiente: nell’Agro sarnese-nocerino, un tempo noto per la sua terra e i suoi pomodori, negli ultimi sei anni sono stati cementificati illegalmente 300 mila metri quadrati.

E ancora: 27 mila persone denunciate, negli ultimi 20 anni, per abusi edilizi, ovvero il 10 per cento della popolazione residente. La sola Procura di Nocera inferiore, tra il 2004 e il 2008, ha indagato circa 6 mila persone per violazioni urbanistiche. Tra il novembre 2007 e il luglio 2008 i carabinieri hanno denunciato 171 persone e sequestrato 35 fabbricati rurali per un valore di 14 milioni di euro. In quest’area, a fronte di 3479 ordinanze di demolizione, emesse a partire dal 1998, fino al 2009 ne sono state eseguite soltanto 42. La Gdf di Salerno tra il 2007 e il 2008, sulla costiera amalfitana, ha denunciato 377 persone e sequestrato 127 strutture. In soli due mesi del 2009, a Napoli, ben 1.200 denunce di abusi edilizi. “L'industria illegale dell'abusivismo edilizio rappresenta uno dei principali volani dell'imprenditoria camorristica”, dice Ruggero di Legambiente. “Speculazioni e abusivismo hanno da un lato depredato il territorio e dall'altro sono serviti a riciclare una enorme quantità di soldi di frutto di attività illecite. I rilevanti interessi economici hanno portato la criminalità organizzata di fatto a “governare” in campo urbanistico molti comuni dell'hinterland partenopeo”. Oggi in Campania e in Italia governa il Pdl: erano previste 60 mila demolizioni. Le ruspe erano pronte. Ma c’è chi è pronto a fermarle.

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