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Leo Lancari
L’allarme delle città: «Stop agli sfratti»
7 Gennaio 2015
Abitare è difficile
Mille proroghe nella legge del governo, ma per i più deboli non c'è proroga alcuna. Gli assessori di Roma, Milano e Napoli contro il governo. Il ministro Lupi: «Non drammatizzate». Il manifesto, 7 gennaio2015

Mille proroghe nella legge del governo, ma per i più deboli non c'è proroga alcuna. Gli assessori di Roma, Milano e Napoli contro il governo. Il ministro Lupi: «Non drammatizzate». Il manifesto, 7 gennaio2015

Le deci­sione del governo di non rin­no­vare la pro­roga degli sfratti per il 2015 rischia di tra­sfor­marsi in «una bomba sociale». A lan­ciare l’allarme su un pro­blema che non si può ridurre a una pura e sem­plice que­stione di ordine pub­blico sono stati ieri Fran­ce­sca danese, Daniela Benelli e Ales­san­dro Fucito, asses­sori alle poli­ti­che abi­ta­tive di Roma, Milano e Napoli, tre dei quat­tro Comuni ita­liani ( l’ultimo è Torino) mag­gior­mente col­piti dall’emergenza sfratti. E lo hanno fatto lan­ciando un appello al governo Renzi in cui si chiede di fer­mare l’intervento delle forze dell’ordine per quanti si tro­vano ad avere il con­tratto sca­duto, scon­giu­rando così «una situa­zione altri­menti inge­sti­bile». Un appello al quale il mini­stro dei Tra­sporti Mau­ri­zio Lupi ha rispo­sto invi­tando i tre asses­sori a «non dram­ma­tiz­zare». per l’emergenza casa, ha detto Lupi, «il governo nel 2014 non è stato a guar­dare, anzi ha final­mente imboc­cato una strada nuova, cosciente che l’emergenza andava affron­tata in modo più radi­cale e e non con lo stru­mento vec­chio e logoro della proroga».

Il pro­blema nasce con al fine dell’anno e l’approvazione del decreto Mil­le­pro­ro­ghe senza l’abituale pro­roga degli sfratti per fine loca­zione. Un inter­vento giu­sti­fica dal mini­stero delle Infra­strut­ture con il fatto che nel decreto casa sono già attivi due fondi per un totale di 446 milioni, e salu­tato con sod­di­sfa­zione da Con­fe­di­li­zia, l’organizzazione dei pro­prie­tari immo­bi­liari per il cui pre­si­dente Cor­rado Sforza Fogliani, il governo ha messo fine a quella che era ormai diven­tata una «litur­gia». In realtà si tratta di un auten­tico dramma per le fami­glie inte­res­sate, circa 30 mila in tutta Ita­lia, che rischiano adesso di ritro­varsi con la poli­zia alla porta di casa. Tanto più se si con­si­dera che si tratta di fami­glie par­ti­co­lar­mente disa­giate dal punto di vista economico(il prov­ve­di­mento riguarda quanti hanno un red­dito infe­riore ai 27 mila euro annui lordi) oppure con a carico un parente anziano, por­ta­tore di han­di­cap o malato ter­mi­nale. «Non sono fami­glie che vogliono restare nella casa in cui sono per­ché par­ti­co­lar­mente attratte da quell’abitazione, ma per­ché non sono in con­di­zione di tro­vare sul mer­cato un altro allog­gio ade­guato alle loro ristrette pos­si­bi­lità», ha denun­ciato nei giorni scorsi il segre­ta­rio gene­rale del Sunia Daniele Barbieri.

Nei pros­simi giorni i tre asses­sori por­te­ranno la que­stione sfratti anche all’attenzione dell’Anci ma i tempi sono stretti e la situa­zione rischia dav­vero di diven­tare esplo­siva in tutta Ita­lia, dove le fami­glie a rischio sfratto sono tra le 30 e le 50 mila.

Quella legata agli sfratti è un’emergenza ulte­rior­mente aggra­vata dalla crisi eco­no­mica. Dal 2008 a oggi Roma ha regi­strato oltre die­ci­mila sen­tenze per finita loca­zione, Napoli 4.500 e Milano 4.000. Anche se lo stesso Vimi­nale ammette di no avere dati certi, il 70% delle fami­glie inte­res­sate dal prov­ve­di­mento ha i requi­siti pre­vi­sti dalla legge per otte­nere una pro­roga. Delle oltre 70 mila sen­tenze di sfratto emesse nel 2014 in Ita­liane sono state ese­guite 30 mila il 90% delle quali per moro­sità spesso incol­pe­vole. In pra­tica nel nostro paese si ese­guono media­mente 140 sfratti al giorno con la forza pub­blica e se si esclu­dono le fami­glie pro­prie­ta­rie di case e gli asse­gna­tari di alloggi pub­blici, que­sto signi­fica che ogni anno in Ita­lia uan sen­tenza di sfratto quasi sem­pre per moro­sità incol­pe­vole, tocca una fami­glia su quattro.

Defi­nire allar­mante un simile qua­dro della situa­zione è a dir poco ridut­tivo. La pro­roga sarebbe dovuta ser­vire pro­prio per inter­ve­nire in aiuto a que­sti nuclei fami­liari, che il governo ha invece pre­fe­rito igno­rare garan­tendo in com­penso un inter­vento a soste­gno di ade­guati piani casa da parte dei comuni,. Inter­vento che, però, finora non si è visto.

Chiaro che la situa­zione rischia adesso di diven­tare incan­de­scente. «Si rischia una bomba sociale deva­stante», ha detto ieri il depu­tato di Sel Fili­berto Zaratti. «Serve un piano straor­di­na­rio che affronti e risolva l’emergenza abi­ta­tiva con stan­zia­menti di risorse per l’edilizia resi­den­ziale pub­blica e poli­ti­che abi­ta­tive che ci con­sen­tano di uscire dalla logica dell’emergenza»

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