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Serena Giannico
L’Abruzzo (del Pd) rompe il fronte referendario antitrivelle
16 Gennaio 2016
Articoli del 2016
«“Il Consiglio non è statointerpellato” Il coordinamento nazionaleNo Triv chiede le dimissionidel presidente della Regione». Il manifesto, 16 gennaio 2016 (m.p.r.)

Il manifesto, 16 gennaio 2016 (m.p.r.)

L’Aquila. L’Abruzzo abbandona il referendumantitrivelle. E lo fa con una decisionedella Giunta regionale che, ingran segreto, ingrana la marcia indietro,ignorando il mandato del Consiglio regionaleche, invece, compatto, il 24 settembre2015 aveva scelto di portare avanti laconsultazione popolare insieme ad altrenove Regioni (Basilicata, Marche, Puglia,Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria,Campania e Molise).

Voltafaccia delpresidente Luciano D’Alfonso (Pd) chein questa maniera lancia un chiaro segnaledi fedeltà al premier Matteo Renziche si sta muovendo su ogni fronte perevitare il referendum antipetrolio.D’Alfonso baratta la cancellazione delprogetto «Ombrina Mare» e i soldi del Masterplan(753 milioni) con l’abbandono delreferendum? Sta di fatto che la RegioneAbruzzo, senza farlo sapere troppo in giro,ha revocato l’incarico all’avvocato StelioMangiameli per i quesiti referendari antitrivelleche il 19 gennaio saranno all’attenzionedella Corte Costituzionale.

«Si tratta di un atto gravissimo ed irresponsabile,dell’ennesimo colpo inferto allademocrazia nel nostro Paese», fa presenteil Coordinamento nazionale No Triv.«Non solo il referendum non è più da temponella disponibilità di nessuno se nondella Corte Costituzionale - aggiungono iportavoci dei No Triv - ma, volendosi spingerefino ad infrangere le regole, avrebbedovuto essere il Consiglio regionale, cherappresenta tutti gli abruzzesi, a discuteree decidere se deliberare su questo drasticocambio di rotta. Il presidente D’Alfonso ela giunta si dimettano immediatamente!!!»

«L’Abruzzo ha rotto di fatto il fronte delleRegioni che si erano coalizzate contro il dilagaredelle trivellazioni in mare - commentaMaurizio Acerbo, di Rifondazione comunista-. La cosa più grave è che lo ha fattonon solo nascondendolo alla cittadinanzama persino in maniera illegittima visto cheil Consiglio regionale è all’oscuro di tutto.Da quel che mi risulta l’Abruzzo ha decisonon solo di non affiancare le altre Regioninel conflitto di attribuzione davanti allaCorte Costituzionale, ma persino di ritirarsidefinitivamente dalla compagine referendaria.Lo avranno deciso D’Alfonso e il suoesecutivo per ingraziarsi Renzi ma va sottolineatoche non era nelle loro facoltà inquanto queste decisioni spettavano al Consiglio.Tutto ciò - prosegue l’ex consigliereregionale ed ex parlamentare, Acerbo - dàla misura della senso dalfonsiano delle istituzioniché neanche la conferenza dei capigruppoè stata sentita. Non credo che l’avvocaturaregionale o il delegato LucrezioPaolini in questa materia possano legittimamenteassumere posizioni senza mandatodel Consiglio come invece sembra siaaccaduto».

«Può il presidente surrogare il Consiglioregionale, che aveva deliberato intal senso? O in un delirio di onnipotenzacrede di poter sostituire chicchessìa?»:lo chiede il senatore Fabrizio Di Stefano(FI), che aggiunge: «Una cosa è certa:questa scelta non rappresenta la volontàdegli abruzzesi e sicuramente dei consiglieriregionali di Forza Italia, che si farannosentire per contrastare questa iniziativache di certo nessuno vuole. Nonsi dica che la Legge di stabilità ha fermato"Ombrina" - aggiunge Di Stefano -."Ombrina" forse è stata bloccata, ma altretrivellazioni, anche più devastanti,possono ancora essere autorizzate. Sommiamola sospensione dell’autorizzazionead "Ombrina", l’autorizzazione allasocietà Petroceltic in Puglia e questa iniziativa:sono a mio giudizio indizi che cifanno preoccupare».

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