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La speculazione? Colpa degli ambientalisti
5 Maggio 2007
Roma
Polemiche e disinvolte interpretazioni urbanistiche nella maggioranza che guida la Regione Lazio. Negli articoli del Corriere della Sera, ed. Roma, 3 e 4 maggio 2007. Con una postilla

Qui alla postilla.

Corriere della Sera, ed. Roma, 3 maggio 2007

«Troppa ostilità verso i Verdi» Bonelli contro il Pd regionale

di Alessandro Capponi

La vicenda di Colle della Strega s'è risolta - articolo 11 di Laurentino 38 approvato con una memoria di Giunta che impegna Marrazzo a trovare una delocalizzazione per i settantamila metri cubi previsti in quell'area che sarà inserita nell'ampliamento del Parco dell'Appia Antica - ma l'«insofferenza» rimane. I Verdi, per voce di Angelo Bonelli, capogruppo alla Camera ed ex assessore all'Ambiente del Lazio, adesso dicono chiaramente che «Marrazzo e la sua Giunta devono recuperare il ruolo di sintesi che avevano all'inizio, noi Verdi siamo stati sempre responsabili ma non possono chiederci di modificare il nostro dna, di rinunciare alla nostra identità». Manda messaggi a Marrazzo, al nascente Partito democratico, a quelle forze di governo regionale che hanno i numeri per governare «solo grazie al trasformismo politico, ai tanti che dal centrodestra sono passati di qua». In sintesi: in regione, «c'è un problema politico serio».

Bonelli, cosa c'è che non va nella coalizione che sostiene Marrazzo?

«L'impressione è che quello che possiamo ormai chiamare Partito democratico abbia come strategia la marginalizzazione della coscienza critica ambientalista. Anche se, ufficialemente, il Pd si dice ambientalista...Nei fatti, però, come nel caso di Colle della Strega, sembra il contrario. Anche se arrivasse al 28 per cento dei voti, l'altro 22 come lo ottiene?

Ecco, il Partito democratico farebbe bene ad avere un atteggiamento meno egemonico e più attento».

C'è un presidente a garanzia della sintesi della coalizione, no?

«Questo Marrazzo e la sua Giunta l'hanno fatto all'inizio, adesso devono recuperare quello spirito, appunto: quel ruolo di sintesi. Non si può chiedere ai Verdi di rinunciare a tutto, anche perché sui temi e sui valori che noi difendiamo altre forze politico si mettono continuamente di traverso...».

Bonelli: quali forze? A quali provvedimenti si oppongono?

«Solo per fare un esempio: la Margherita sulla legge per difendersi dall'Elettrosmog. Anzi, registriamo l'ostilità, diciamo così, di ampie aree del Partito democratico. Si tratta di provvedimenti ambientali che sono lì, in giacenza, in commissione. Per non parlare dell'allargamento del Parco dell'Appia Antica, che è stata una vicenda inaccettabile e quasi incomprensibile. Per non parlare dei riufiuti, tema del quale ci limiteremo a dire che l'interesse economico è molto forte. Ecco, il punto è che noi Verdi non abbiamo poltrone o posti o interessi da difendere: noi difendiamo solo valori, non ci chiedano di rinnegarli, perché noi ci consideriamo sì i migliori alleati di Marrazzo e l'abbiamo dimostrato con un atteggiamento responsabile, però...».

Però siete pronti a uscire dalla Giunta?

«Sono formule, quelle minacciose, che non ci appartengono. Noi diciamo una cosa più semplice: se sarà rispettata la nostra identità, faremo ancora molta strada con questa coalizione..In Regione è possibile fare a meno di noi e Rc solo grazie al trasformismo politico di tanti che dal centrodestra sono passati di qua»

Corriere della Sera, ed. Roma, 4 maggio 2007

Milana ai Verdi: «I vostri no fanno crescere il cemento»

di Alessandro Capponi

«I Verdi dei Municipi, quelli al Comune e quelli alla Regione dicono tre cose diverse sullo stesso argomento. E ovviamente i Verdi del Lazio dicono anche cose diverse dai Verdi della Toscana. Il loro ambientalismo serve a fare favori agli amici ma poi moltiplica le cubature in giro per la città. Scaricano sulla coalizione l'impossibilità di fare sintesi delle loro diverse posizioni, e la paralizzano. Ma su questioni come l'urbanistica, Marrazzo deve tenere la barra a dritta». Il segretario romano della Margherita, Riccardo Milana, torna sull'intervista al capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli, pubblicata ieri dal Corriere. Dl e Verdi si sono ritrovati distanti sulla vicenda di Colle della Strega, e da quella, ieri, Bonelli è partito per criticare l'atteggiamento «che mira all'egemonia del Pd, della Margherita che blocca alcuni provvedimenti ambientalisti».

Alleati, dunque, almeno ufficialmente, perché a sentirli parlare non si direbbe.

Milana, Bonelli ha parlato espressamente della Margherita, dice che bloccate alcuni provvedimenti ambientalisti.

«Oltre che fuori luogo, le sue dichiarazioni mi sono sembrate incomprensibili. Su Colle della Strega, per cominciare: la Regione, ieri, ha di fatto votato l'edificazione di quei settantamila metri cubi; poi, sempre la Regione, ha votato un atto di indirizzo politico con il quale si impegna Marrazzo a delocalizzarli. Sapete cosa significa? Che quei metri cubi diventeranno duecentomila, in un'altra zona. Evidentemente, c'era qualche amico dei Verdi che non gradiva quelle edificazioni, e così adesso, in nome di questa politica pseudoambientalista, lo spazio per i costruttori sarà triplicato in un altro quartiere. È stato così anche in passato: invece di costruire un milione di metri cubi a Tor Marancia, ne costruiremo tre e mezzo altro. E questo sarebbe il loro ambientalismo?».

Veniamo a ciò che diceva Bonelli: la Margherita alla Regione lascia in giacenza la legge contro l'elettrosmog.

«Non mi risulta, ma siamo disponibili a parlarne. Il punto, però, è che discutere con i Verdi non è semplice: nei Municipi dicono una cosa, al Comune un'altra, in Regione un'altra ancora. Il problema è che sono preda di spinte localistiche, di amici e comitati ora di un quartiere ora di un altro: e così non hanno una linea comune. Ma in politica non bisogna salvare il proprio orticello...».

In verità, Milana, Bonelli sostiene che è il Partito democratico a puntare all'egemonia, a voler marginalizzare i Verdi e le altre forze non espressione del riformismo.

«I Verdi non fanno bene né a loro stessi, né al centrosinistra, né alla città né alla Regione: sono attenti agli amici invece che agli interessi generali. E siccome il Pd è il partito del fare, dell'agire, non rimanda questioni per decenni, allora, guardandola da questo punto di vista, è normale che i Verdi siano preoccupati».

Ma è vero o no che in ambito regionale i Verdi rischiano di essere marginalizzati?

«No, è falso. Anzi, su questioni importanti come l'urbanistica, invito Marrazzo e l'assessore Pompili a tenere la barra a dritta».

Vuol dire: non ascoltare le spinte ambientaliste?

«Ma quale ambientalismo è quello che triplica le cubature ad ogni delocalizzazione? Un ambientalismo che sta consegnando pezzi di città alla speculazione, questo è. Noi ci atteniamo a ciò che è scritto, preferiamo fare settantamila metri cubi a Colle della Strega piuttosto che duecentomila chissà dove. Ma una cosa è certa: quando sarà individuata l'area dove costruire, arriverà un altro comitato di quartiere dei Verdi che chiederà di spostare tutto un'altra volta. Ecco, voglio dirlo chiaramente: basta con questo finto ambientalismo, i Verdi siano una forza coerente, si sporchino le mani, e siano, come noi, attenti agli interessi generali e non a quelli degli amici...».

Postilla

Il breve botta e risposta tra gli onorevoli Bonelli e Milana sopra riportato evidenzia meglio di tanti ragionamenti il baratro in cui è caduta l’urbanistica (si fa per dire) romana. L’argomentazione con cui Milana risponde alle sacrosante esigenze di tutela del territorio e dell’ambiente di Bonelli, è infatti inoppugnabile. “Delocalizzare settantamila metri cubi a Colle della Strega significa che diventeranno duecentomila in altre zone”.

E’ vero, lo stiamo inutilmente denunciando da anni, la “compensazione urbanistica” è un istituto che incrementa la dissipazione del territorio. Triplica le cubature da realizzare perché avviene sulla base di una sotterranea trattativa rigorosamente privata. Il fatto scandaloso è che si vuol far credere che siano le ragioni della tutela a provocare la devastazione del territorio. E’ chi resiste agli energumeni del cemento a causare scempi!

Come si è arrivati a questa vergognoso ribaltamento della realtà è presto detto: l’urbanistica romana ha stabilito che esistono “diritti edificatori” a prescindere dalle leggi e di una prassi pluridecennale. Qualsiasi previsione di piano, anche la più immotivata e arbitraria come quella di Colle della Strega diventa un “diritto” da trasferire nel caso che non venga realizzata.

E proprio il caso di Colle della Strega è la più scandalosa denuncia a carico dell’involuzione culturale dell’urbanistica capitolina. Lo straordinario comitato di quartiere ha infatti dimostrato con atti inoppugnabili che la previsione edificatoria introdotta con uno dei tanti strumenti dell’urbanistica contrattata -formalizzata ovviamente attraverso accordo di programma- ricadeva su aree vincolate ai sensi della tutela paesistica.

Anche gli azzecacarbugli sanno che le previsioni edificatorie su aree vincolate non danno luogo ad alcun diritto. Ma a Roma vige un’altra legge e quelle previsioni illegittime diventano tre volte più grandi. E’ il sacco urbanistico.(P.B.)

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