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Marina Paglieri
La sovrintendente frena sul grattacielo di Piano
18 Febbraio 2008
Torino
Un invito alla ragionevolezza da parte della rappresentante dello Stato. Da la Repubblica, Torino, 25 gennaio 2008

La sovrintendente Liliana Pittarello stoppa il grattacielo di Piano progettato per Intesa-San Paolo nella zona di Porta Susa. La direttrice regionale del Ministero dei Beni culturali e responsabile della tutela paesaggistica in Piemonte chiede una pausa di riflessione e un tavolo istituzionale per affrontare le questione tecniche. Al famoso architetto la Pittarello non risparmia poi una frecciata: "Per i progetti non bastano i grandi nomi".

Se non proprio uno stop, una battuta d’arresto e una pausa di riflessione. Per mettersi intorno a un tavolo con Comune e Regione e affrontare "da tecnici" questioni per le quali è in gioco la percezione della città nei prossimi secoli. E’ quanto ha chiesto il direttore regionale dei beni culturali Liliana Pittarello durante l’affollata audizione ieri a Palazzo Civico in merito alle due torri di Porta Susa, nell’ambito della II e VI commissione presiedute da Piera Levi Montalcini e Vincenzo Cugusi. Un discorso lungo e articolato il suo, che è partito da lontano, chiamando in causa una tradizione torinese di tutela paesaggistica che affonda le radici negli anni ‘50 e non si vede perché dovrebbe arrestarsi proprio adesso. E non c’è grande architetto che tenga, non basta il nome di Renzo Piano, che ovviamente difende la sua creatura. E il suo invito "a non avere paura". Agli amministratori occorrono maggiori garanzie, a chi si occupa di tutela, maggiori informazioni. "Scriverò una lettera alle istituzioni coinvolte, in cui richiederò che ai nostri uffici siano dati elementi di conoscenza precisi" ha detto in chiusura. Un intervento insomma che potrebbe fare saltare il previsto passaggio la settimana prossima in commissione Urbanistica della modifica alla variante 164, quella che dovrebbe consentire un’altezza superiore ai 150 metri già approvati per il grattacielo Intesa San Paolo.

«Sono stata chiamata in corso di istruttoria, il che non mi piace mai molto. Ma credo che le questioni istituzionali vadano discusse in sede istituzionale» ha esordito Pittarello. Per spiegare poi che a Torino gli uffici della Soprintendenza hanno deciso di occuparsi della questione grattacieli "perché questa è una città ‘disegnata’ da un potere che così ha voluto, con vincoli apposti sin dagli anni ‘50, sulla collina prima, sui corsi poi. La nostra è una città con un patrimonio culturale, paesaggistico e urbano particolare, importante per la vita delle persone, che in esso si identificano, di cui sono orgogliose, come hanno dimostrato recenti sondaggi. Quindi, quando si parla di queste cose, bisogna essere cauti".

Poi il riferimento a Renzo Piano: «Mi stupisce che una persona della sua levatura, di cui ho la massima stima, abbia chiesto coraggio e invitato a non avere paura. Qui non è questione di coraggio o paura, c’è un progetto che richiede studio e scelte da compiere. Piano mi ha chiamato più volte, ci sentivamo spesso anche quando ero a Genova. Certo, lui parla di un grattacielo leggero, trasparente, ma le qualità del progetto devono essere verificate dall’amministrazione pubblica, non ci si può affidare ai progettisti, anche se di gran nome». Pittarello non è morbida nemmeno con il grattacielo di Fuksas per la Regione nell’area ex Avio: «Non sono contro i grattacieli, il mio non è un partito preso. Ma abbiamo valutato anche la torre di Fuksas, che coinvolge non solo l’edificio del Lingotto, ma l’intero quartiere. Ai nostri uffici l’architetto ha detto che sarebbe stata alta 190 metri, poi sui giornali abbiamo letto che arriverà a 220». Infine un invito: «Chiedo che non ci si fermi ai vincoli già apposti in passato, ma che la tutela del paesaggio riguardi l’intera città».

Dopo il suo intervento, la replica dell’assessore all’Urbanistica Mario Viano: «Sono d’accordo a trovarci intorno a un tavolo e a lavorare. Teniamo conto però che ci sono le aspettative e le esigenze di un’azienda che ha un peso specifico nell’economia della città». La soddisfazione era evidente nella sinistra radicale: «In queste audizioni – scrivono in un comunicato Monica Cerutti, Luca Cassano e Domenico Gallo, capigruppo di Sinistra Democratica, Rifondazione Comunista e Comunisti italiani – è emerso come le nostre perplessità siano del tutto fondate».

L'icona che illustra la presentazione di questo articolo, e che adornerà tutti i pezzi dedicati ad analoghe perversioni, è disegnata per eddyburg da Elena Tognoni e illustra una felice espressione coniata in un articolo di Giuseppe Pullara.

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