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La Regione non mette in vendita i beni minerari
1 Marzo 2008
Sardegna
La rettifica di una notizia di ieri: scompare oltre l’orizzonte una nuvola . Dal sito della Regione Sardegna

I beni minerari vicini al mare non saranno posti in vendita ma - come già altre volte è stato detto e come è stato ribadito dal Presidente della Regione, Renato Soru - saranno trasferiti alla Conservatoria delle coste.

CAGLIARI, 29 FEBBRAIO 2008 - La notizia pubblicata oggi sulla prima pagina di un quotidiano regionale secondo la quale “le ex miniere tornano in vendita” non solo non “è stata anticipata ieri mattina dal Governatore Soru nel corso dell’incontro per l’Intesa istituzionale con la provincia di Carbonia-Iglesias” come scrive il giornale, ma è totalmente priva di fondamento.

I beni minerari vicini al mare non saranno posti in vendita ma - come già altre volte è stato detto e come è stato ribadito ieri dal Presidente Soru - saranno trasferiti alla Conservatoria delle coste. L’ipotesi della vendita riguarda esclusivamente alcuni beni di minor pregio lontani dal mare, nelle aree interne.

E’ vero che la concessione è uno strumento che si è rivelato scarsamente appetibile, e che le imprese preferiscono l’acquisto, ma la Regione continuerà a farvi ricorso anche dove sono andati deserti i bandi (come a Sant’Antioco).

La riunione di ieri tra il Presidente della Regione e gli amministratori del Sulcis-Iglesiente aveva lo scopo di accelerare i lavori di bonifica delle aree ex minerarie e di fare il punto sui progetti di riutilizzo di Monteponi, Campo Pisano e San Giovanni.

E’ stato confermato che a Masua non si costruirà più, il sito sarà bonificato e trasformato in parco naturale mentre gli alberghi potranno essere costruiti nel centro abitato di Nebida.

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