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La Provincia di Bologna contro la legge Lupi
25 Marzo 2005
La legge Lupi
Il testo dell’ufficio stampa della Provincia di Bologna, che sintetizza l’ordine del giorno approvato il 22 marzo 2005

Governo del territorio, il Consiglio provinciale a maggioranza contesta

il progetto di legge presentato

dall’onorevole Maurizio Lupi di Forza Italia

Il progetto di legge “principi in materia di governo del territorio”, in discussione alla Camera dei deputati in questi giorni, appare potenzialmente in contrasto con alcuni articoli della Costituzione italiana. È quanto afferma un ordine del giorno presentato da Verdi, PdCi, Rc, Margherita e Ds e approvato ieri dal Consiglio provinciale con 18 voti favorevoli (Ds, Margherita, Verdi, Rc, PdCi) e 3 contrari (An e FI). Il progetto di legge, sostiene il documento, “indebolisce il principio di governo pubblico del territorio che rappresenta una delle principali conquiste del pensiero liberale e accomuna tutti i paesi sviluppati”.

Gli articoli della Costituzione che, secondo il documento, vengono messi in discussione dal progetto di legge sono, in particolare, l’art.9 “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”; l’art.117 (lettera s), lo Stato ha legislazione in materia di “Tutela dell’ambiente dell’ecosistema, dei beni culturali”; l’art. 118 “Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidarietà, differenziazione ed adeguatezza”.

L’odg ritiene il progetto di legge un “atto di abdicazione rispetto ai poteri e ai compiti degli enti territoriali a rappresentanza generale, così come sanciti dalla Costituzione della Repubblica e dalle vigenti leggi dello Stato; un passo indietro rispetto al ruolo delle Province in materia di pianificazione e governo del territorio, che contraddice il decreto legislativo 267 del 2000, che ha affidato alle Province, attraverso la legge regionale, l’approvazione e l’adozione del Ptcp; un palese attacco al paesaggio italiano e ai suoi valori; una pericolosa e incontrollata apertura alle logiche di mercato, con il rischio che queste prevalgano sui diritti di cittadinanza e l’interesse generale”. Pertanto, il documento invita innanzitutto il Parlamento a tenere conto di queste osservazioni e ad adottare le modifiche necessarie e la Regione a non abbassare la guardia in tema di governo del territorio e tutela del paesaggio”.

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