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La Maddalena blindata
24 Marzo 2008
Sardegna
Brutti progetti “international style”, timori di speculazione, sviluppo a cinque stelle, deroghe al PPR: ombre pesanti per un evento inutile. La Nuova Sardegna, 17-23 marzo 2008

17 marzo 2008

La Maddalena, l'arsenale diventa un hotel

di Guido Piga

Rinasce, La Maddalena, come una stella luminosa al centro del Mediterraneo. Le sue "magnifiche sorti e progressive" passano dall'arsenale, da quello che sarà tirato su al suo posto, 113 anni anni dopo essere stato aperto dalla marina militare: un hotel lussuosissimo a 5 stelle. Eccolo, allora, quello che sarà il cuore del G8 del 2009 e che poi farà pulsare il turismo nell'arcipelago. "La Nuova" pubblica le foto del progetto redatto dagli architetti Stefano Boeri e Mario Cucinella. E' un intervento di riconversione economica senza precedenti in Sardegna.

La più grande operazione di ristrutturazione urbanistica dell'Isola è maestosa, ma non cancellerà il passato. Non del tutto, almeno. L'arsenale non ci sarà più, non ci saranno operai impegnati a riparare e rifare le navi della marina militare italiana. Ci sarà un albergo a 5 stelle, con 110 camere vista mare, alimentato da energia solare ed eolica, costruito con materiali naturali. Sarà una svolta architettonica radicale nel paesaggio della Sardegna, dopo quella impressa dal modello Costa Smeralda negli anni Sessanta (e poi sempre scimmiottata malamente).

L'hotel avrà dei grandi padiglioni. Uno è sospeso sopra il mare, con ampie vetrate. E' il punto in cui si riuniranno gli 8 presidenti dei paesi più industrializzati del mondo. La loro vista godrà del mare dell'arcipelago, dell'isola di Santo Stefano libera dalla servitù militare americana. Il vetro è dominante, nella riconversione dell'arsenale. E' un po' una metafora, economica e politica. Il vetro è un materiale ecosostenibile. Il filo rosso del G8 sarà proprio questo, la salvezza dell'ambiente. «Sarà un G8 in cui dovranno essere prese importanti decisioni per l'ambiente, noi dobbiamo dare l'esempio» è la linea del commissario Guido Bertolaso e del governatore Renato Soru. L'albergo sarà energeticamente autosufficiente. All'ingresso, in un grande piazzale bianco, ci saranno delle mini pale eoliche, sul tetto dei pannelli solari. L'acqua per il riscaldamento verrà pompata dal mare, una soluzione innovativa che è stata già sperimentata all'hotel Cervo.

Ma il massiccio ricorso al vetro ha una valenza politica. Il vetro è luce, rappresenta plasticamemente la rinascita della Maddalena che passa da un'economia di stellette (militari) a una di stelle (alberghiere). Il vetro è anche trasparenza, quella che dovrà essere (quanto più possibile) adottata dagli 8 grandi della terra nelle loro decisioni.

Sorgerà una torre, molto alta, quasi un faro. E' questo il punto di contatto con le funzioni dell'arsenale che non verranno dimenticate. Davanti e dietro, ecco i pontili. Nell'idea di Boeri e Cucinella una nave, anche da crociera, potrà attraccare proprio davanti all'hotel; tutte le altre potranno ormeggiare a Cala Camicia, dentro l'arsenale, lasciando libero solo il molo orientale che servirà ancora per un po' alla marina militare. La nautica vivrà e prospererà, nell'area da 16 mila metri quadrati completamente rivoluzionata. Ci sarà spazio anche per un cantiere da destinare ai maxi-yacht. Ma questa è una scelta che dovrà prendere la Regione, finito il vertice. Soru vuole un bando internazionale per la gestione dell'hotel e del porto, ci sono in pole position due candidati d'eccellenza: l'Aga Khan ed Ernesto Bertarelli. Il primo potrebbe mettere in campo lo Yacht Club Costa Smeralda per la nautica e le società turistiche del suo gruppo (dirette da una sarda, Francesca Cossu) per l'albergo. Il secondo potrebbe calare la carta della Maddalena come sede della Coppa America, qualora Alinghi dovesse vincerla ancora.

Solo ipotesi. La certezza è che l'arcipelago avrà una struttura di altissimo valore, unica nel Mediterraneo così come unica è la bellezza delle isole maddalenine. Una rinascita che avverrà in un anno. Lo stesso periodo di tempo che in Cina, nel campus dell'università di Pechino, hanno impiegato per costruire un albergo ecosostenibile da 20mila metricubi progettato da Mario Cucinella. Quel successo è stato raccontato, con molti particolari sull'impiego di materiali della bioedilizia targata Made in Italy, da "Abitare", la rivista di architettura diretta da Boeri. E allora avanti: come dicono Obama e Veltroni, "si può fare".

17 marzo 2008

La Maddalena: pomodori contro Legambiente

di Serena Lullia

La festa di Legambiente per lo smantellamento della base americana affonda davanti al porto. Le barche con le bandiere simbolo delle battaglie ecologiste galleggiano per alcune ore davanti all'isola parco. L'attracco nell'arcipelago non ci sarà. Un centinaio di maddalenini presidia il molo. Barriera umana di rabbia e frustrazione. Commercianti, ex dipendenti Usa ed ex lavoratori dell'arsenale bloccano l'ormeggio. Uova, pomodori e insulti diventano le armi per tenere lontano i soldati delle guerre verdi.

La visita sulle onde di Legambiente fa detonare il malessere di un'isola che in attesa del G8 si spegne lentamente. La goletta verde doveva fare rotta sulla Maddalena per festeggiare la liberazione dalle catene a stelle e strisce. Provincia, Comune e Parco erano stati annunciati come ospiti speciali del party sull'acqua. Ma quando il presidente regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana, è sbarcato non ha trovato un comitato di accoglienza in doppio petto. Ad aspettarlo un centinaio di cittadini infuriati, uomini e donne rimaste incastrate negli ingranaggi della riconversione militare. L'annuncio della festa di primavera è stato interpretato come un insulto, un'offesa alla comunità maddalenina che da anni aspetta un'alternativa all'economia delle stellette. «Siamo venuti per fare proposte di sviluppo - spiega Tiana -. Ribadiamo la soddisfazione per lo smantellamento della base Usa ma condividiamo il malumore degli ex dipendenti.

Ci impegniamo a incontrare il commissario per il G8 Bertolaso e il presidente Soru perché diano risposte certe ai lavoratori isolani». Dichiarazioni che non spengono la rabbia dei maddalenini. I cittadini accerchiano il presidente Tiana, lo invitano ad andarsene, qualcuno gli regala il biglietto per il traghetto e glielo infila in tasca. Nel frattempo le barche di Legambiente provano ad avvicinarsi alla banchina. Parte il lancio di uova e sacchetti di sugo. Le imbarcazioni giallo-verdi sono costrette alla ritirata. Davanti al presidente verde sfila il malumore di un'isola intera. Il numero uno di Legambiente protetto dai carabinieri ascolta lo sfogo rabbioso della gente. «I maddalenini sono i primi ambientalisti - dice Nuccio Maddaluno, commerciante -. Legambiente vorrebbe frenare il cemento. Oggi abbiamo bisogno di costruire infrastrutture per rimettere in moto un'economia ferma. Non si tratta solo dell'arsenale o della base Usa. È mancato un indotto che ha bloccato tutto. Anche gli affari dei commercianti sono in caduta libera».

Il coordinatore di Forza Italia, Roberto Ugazzi, parla di paese al capolinea. «Quest' isola è stata svenduta - dice -. Non è stata mai creata un' alternativa all'economia militare. Ora siamo al collasso». I contestatori cercano tra la folla i politici annunciati come special guest. Il sindaco Comiti e l'assessore Zanchetta non si vedono. Il presidente Bonanno convoca una conferenza lampo per prendere le distanze da Legambiente. «I politici annunciati non ci sono - dice Pietro Cuneo, ex dipendente Usa -. Se non erano d'accordo con Legambiente dovevano impedire la visita di oggi. L' associazione ambientalista è stata poco sensibile. Il futuro della Maddalena non può essere basato solo sul G8. Gli ex dipendenti Usa sono senza certezze. Fra qualche mese saremo in mobilità. Ma i fatti dimostrano che non solo noi lavoratori ma tutta l'isola non ha nulla da festeggiare».

22 marzo 2008

I lavori del G8 coperti dal segreto di Stato

di Guido Piga

LA MADDALENA. Sulle opere per il G8 arriva il segreto di Stato. Ieri Romano Prodi ha firmato un’altra ordinanza, sarà pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale. Guido Bertolaso, commissario straordinario dell’evento, avrà maggiori poteri. Soprattutto sugli appalti per l’arsenale e l’ospedale militare, su come verranno fatti i lavori, su chi li farà e come, su chi fornirà materiali e servizi. Molte le deroghe alle leggi statali e regionali.

Quello di apporre il segreto è un atto necessario e motivato. Il presidente del consiglio Prodi ha esteso a tutti i lavori del G8, comprese le forniture e i servizi, la «qualificazione di riservatezza e segretezza». E lo ha fatto spiegando che tutto deve essere fatto con la «massima sicurezza», soprattutto per la presenza dei più importanti leader politici del mondo. E, altro particolare fondamentale, con la «somma urgenza».

Il G8 alla Maddalena è tra poco più di un anno, non è più possibile perdere tempo. In ballo c’è l’immagine dell’Italia, chiamata a dare prova di grandi capacità organizzative e, anche, a riscattare la pessima prova dell’ultimo vertice organizzato a casa propria: quello tragico del luglio 2001 a Genova.

Dunque pieni poteri a Bertolaso ma, passaggio politicamente rilevante, sempre usati d’intesa con il presidente della Regione. Su questo non ci sono incertezze: anche nell’ordinanza pubblicata oggi sulla Gazzetta ufficiale, è riconosciuto il ruolo di primo piano affidato a Soru per l’imponente riconversione economica e sociale che cambierà la faccia della Maddalena. «Ma, attenzione - fanno sapere da palazzo Chigi e dallo staff di Bertolaso - la segretezza non vorrà dire assenza di informazione. Anzi, Bertolaso vuole dare la massima pubblicità a tutti gli atti che prenderà». Dopo ogni decisione, ci sarà la comunicazione ufficiale. Un segnale di trasparenza che vuole essere, insieme all’ecosostenibilità, la cifra caratterizzante del G8.

La segretezza con cui Bertolaso potrà operare è prevista dal codice sui contratti pubblici. Quando di mezzo c’è la sicurezza dello Stato, opere, servizi e forniture possono essere eseguiti in deroga. Non ci sarà pubblicità sugli appalti per la riconversione dell’arsenale, dell’ospedale militare, della caserma Faravelli e delle officine Sauro. Bertolaso potrà fare una «gara informale», invitando a presentare le loro proposte almeno cinque importanti imprese. Una di queste, o un consorzio di queste, avrà il ruolo di general contractor: in Italia è una qualifica che hanno solo 23 aziende, tra queste Impregilo e Astaldi, le prime due nel settore delle costruzioni. Il general contractor avrà la responsabilità di realizzare le opere nei tempi previsti (anticipando i soldi), facendo ricorso ai subappalti. Una possibilità che apre le porte alla partecipazione delle imprese maddalenine e sarde in generale.

Bertolaso, però, non farà le cose da solo. Sarà affiancato da una “struttura di missione” che lavora sotto la direzione della presidenza del consiglio e, per i casi specifici, sotto la guida della protezione civile. Ma la nuova ordinanza, che amplia quella firmata da Prodi nel novembre del 2007, prevede anche un’altra figura cui il commissario straordinario potrà fare ricorso: quella del soggetto attuatore. E’ un ruolo-chiave: dovrà seguire le procedure per l’affidamento dei lavori, dei servizi e delle forniture, la stipula dei contratti, la direzione dei lavori e il controllo della spesa pubblica. Avrà a sua volta il potere di derogare alle leggi statati (in primis quella sui contratti pubblici) e regionali. Alcuni esempi. Non dovrà seguire le norme che disciplinano la posa di cavi e la realizzazione di condotte, il trasporto dei rifiuti, la realizzazione di impianti di smaltimento. E così avverrà anche per la valutazione d’impatto ambientale. Si farà su tutte le opere, è bene rimarcarlo. Verranno accorciati solo i tempi della procedura, che saranno ridotti della metà. Ma, vista la «somma urgenza», Bertolaso (o il soggetto attuatore) potrà comunque affidare i lavori senza la valutazione, imponendo poi al general contractor le «prescrizioni che dovessero essere impartite a seguito della compiuta valutazione d’impatto ambientale». Questo permetterà al commissario di mantenere gli impegni presi: i cantieri per il G8 apriranno il 1° aprile.

A essere derogato sarà anche il piano paesaggistico regionale. Bertolaso potrà non tenere conto di una serie di articoli, dall’attuazione del piano alla disciplina transitoria, per finire con le prescrizioni sui “manufatti storico culturali”. Ma, l’ordinanza è chiara, lo dovrà fare in «raccordo con il presidente della Regione autonoma della Sardegna». Il G8 non violerà lo statuto speciale, semmai - è il caso del trasferimento dei beni dallo Stato - ha contribuito enormente a farlo applicare. E infatti, a parte tutte le altre opere pubbliche che saranno inserite nelle ordinanze di Bertolaso, come l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia dopo il 2009, Soru ha ottenuto ciò che voleva per un bene strategico: il comprensorio di Punta Rossa, a Caprera, diventerà un centro di ricerca e sviluppo sulle specialità ambientali e artistiche della Sardegna.

Ma il G8 sarà una grande opportunità pure per ingegneri e architetti: una decina, sotto i 35 anni, potranno partecipare a un concorso per l’assunzione nella pubblica amministrazione, per un anno. Staranno a contatto con Boeri e Cucinella. Una bella scuola.

23 marzo 2008

G8, ricorso all’Unione europea

Paura di speculazioni immobiliari

LA MADDALENA. Il G8 non può diventare il grimaldello per aprire la porta a speculazioni immobiliari nell’arcipelago maddalenino. E’ la posizione degli ambientalisti del Gruppo d’Intervento giuridico e Amici della Terra, i quali temono che le deroghe concesse per garantire la riuscita di un evento straordinario come il vertice dei potenti della terra, possano alla fine rivelarsi devastanti sul piano dell’impatto ambientale.

«L’ordinanza del presidente del consiglio dei ministri - dice il portavoce dei movimenti ecologisti, Stefano Deliperi - disegna un G8 in “salsa cinese” con aperture potenziali spaventose per la speculazione edilizia. All’articolo 5 sono previste disposizioni in deroga per la segretazione degli interventi. All’articolo 8 sono previste ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina dei termini e dei medesimi effetti della normativa sulla valutazione di impatto ambientale, della valutazione di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale».

Come se non bastasse, poi, per gli ambientalisti diventa rischiosissimo il disposto secondo il quale «nelle more del procedimento di valutazione di impatto ambientale il soggetto attuatore è autorizzato a procedere agli affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre al soggetto affidatario le eventuali prescrizioni che dovessero essere impartite successivamente all’esito della valutazione di impatto ambientale, consentendo altresì l’apertura dei cantieri e l’inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali».

«Qui - dice Deliperi -, a nostro parere, vengono meno anche i principi fondamentali delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia che vincolano la realizzazione degli interventi assoggettati a Via alla positiva conclusione del relativo procedimento». Per questo motivo, gli ambientalisti hanno inoltrato un ricorso alla Commissione Europea «per verificare se sia rispondente al diritto comunitario una deroga di così eccessive proporzioni».

Per Deliperi nel primo decreto del governo, quello cioé che nominava Guido Bertolaso commissario straordinario, le disposizioni del piano paesaggistico regionale non potevano essere derogate. Quindi, è il passo successivo, il secondo decreto, che apre alcune porte pericolose per la salvaguardia ambientale alla Maddalena.

Altra circostanza che ha messo in allarme gli ecologisti è che le intese raggiunte tra la Regione, la Provincia Gallura e il Comune della Maddalena non contegono questa volta le schede istruttorie allegate. «Per questo - dice Deliperi - abbiamo già provveduto a richiederle per poter verificare ubicazioni e volumetrie per valutare quali iniziative ulteriori intraprendere per la salvaguardia dei valori ambientali e naturalistici dell’arcipelago della Maddalena».

La filosofia degli ambientalisti è molto chiara: «Così come abbiamo avversato il raddoppio della base militare in uso alla Us Navy dice infatti Stefano Deliperi -, ci opponiamo alla speculazione immobiliare. Faremo tutto il possibile per tenere fermi i principi cardine di salvaguardia di un ambiente unico e irripetibile». (p.m.)

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