loader
menu
© 2022 Eddyburg
Luca Mercalli
La Grande Secca del nostro futuro
3 Dicembre 2007
Clima e risorse
Il territorio, oltre e prima che oggetto di "governo" per qualsivoglia "sviluppo", è quella cosa, viva, su cui camminiamo. La Repubblica, 24 aprile 2007; e un intervento di Jacopo Giliberto dal Sole 24 Ore (f.b.)

Isola Sant´Antonio è un comune di circa 750 abitanti a metà strada tra Alessandria e Pavia, e il suo nome, insieme a quello delle tre frazioni Inferno, Purgatorio e Paradiso, la dice lunga sul suo rapporto con il Po: un tempo era un dedalo di canali e paludi sempre in lotta con le piene del grande fiume. C´è l´idrometro a Isola Sant´Antonio, e tra le secche sabbiose segna tristemente 179 metri cubi al secondo invece degli oltre 500 che le piogge di aprile e la fusione della neve alpina dovrebbero assegnargli in media.

Manca all´appello circa il 50 per cento delle precipitazioni attese negli ultimi sei mesi, e soprattutto manca il manto nevoso sulle Alpi occidentali, che è il settore dove si forma la riserva idrica per i mesi estivi: a 2000 metri lo spessore è di 20 cm contro i 120 normali. L´ultima occasione di mettere una pezza a questa crisi idrica è maggio, che secondo la statistica dovrebbe essere il mese più piovoso dell´anno in questa regione, ma ormai chi si fida più delle statistiche? Quest´anno abbiamo infranto un record dopo l´altro, e pure le temperature si avviano a spingere aprile in testa alle classifiche, anticipando così il consumo d´acqua che in genere sarebbe cominciato due mesi più tardi. Gli scenari climatici proposti dall´ultimo rapporto Ipcc prefigurano entro questo secolo estati mediterranee fino a 6 gradi più calde e molto più siccitose; per intenderci, il caso 2003 diventerebbe la norma. Quindi è venuto il momento di agire, la salvaguardia della sicurezza idrica non deve più essere trattata come un´emergenza casuale ed eccezionale, bensì deve essere attentamente pianificata e strutturata per non trovarsi gravemente impreparati. Ci sono infatti altri problemi subdoli che si affiancano a quello climatico: al tempo degli antichi romani gli acquedotti sfruttavano la caduta naturale dei dislivelli orografici, oggi per distribuire acqua ci vuole soprattutto petrolio.

Gran parte dei nostri acquedotti, per via delle falde superficiali ormai inquinate, attingono da pozzi profondi centinaia di metri, e pompano poi l´acqua fino ai piani più elevati degli edifici: un sistema ghiotto di energia ma sempre più fragile in vista della crisi del petrolio. Tocca dunque attrezzarsi, come del resto già incominciano a fare i regolamenti edilizi di alcuni comuni: obbligo di installazione di cisterna per la raccolta dell´acqua piovana sulle case nuove e possibilmente anche su quelle esistenti, in modo da limitare l´uso dell´acqua potabile allo stretto necessario e utilizzare quella meno pregiata per irrigare orti e giardini e per l´uso nei wc. Il risparmio e l´efficienza devono diventare delle priorità politiche, l´acqua per fortuna non è esauribile come il petrolio, almeno prima o poi ritorna sempre, sia pure in modo irregolare, ma bisognerà essere saggi nel gestirla. Mettere i riduttori di flusso sul rubinetto di casa è un buon punto di partenza, ma non basterà. Di fronte ai giganteschi volumi in gioco in agricoltura, ci vuole un progetto di ampio respiro, che parta dalle simulazioni climatiche, dagli invasi e dalle reti di distribuzione, fino ad arrivare alle scelte agronomiche e a nuovi metodi di microirrigazione.

Jacopo Giliberto, A rischio campi e officine, Il Sole 24 Ore, 24 aprile 2007

Bisogna decidere adesso a chi donare in estate le scorte d'acqua nascoste dietro le muraglie di cemento delle dighe idroelettriche: alle colture di mais,come chiedono le associazioni agricole, oppure ai consumatori di corrente, grandi industrie come le acciaierie.

Contraddizioni idriche. Le paratoie del lago Maggiore stanno riversando nel Ticino quanta più acqua possibile. Bisogna allagare le risaie novaresi, pavesi, vercellesi.Per non perdere il raccolto di riso, il più importante d'Europa. Intanto — ecco l'ossimoro dell'acqua —mentre i consumi elettrici crescono l'Enel ha ridotto la produzione idroelettrica del 20%. Molte dighe sono piene, e in vista dell'estate l'acqua non viene fatta correre attraverso le condotte forzate né attraverso le pale delle turbine, quelle turbine che producono chilowattora senza comprare all'estero il combustibile e senza alzare un fil di fumo inquinante.

Che cosa accadrà tra giugno e luglio,quando il granturco assetato invocherà acqua, e milioni tra imprese e famiglie succhieranno corrente per i condizionatori e i macchinari?

All'appello del Po mancano — sono le stime di Terna —400 milioni di metri cubi d'acqua. Ieri l'incontro del gruppo di lavoro del ministero dello Sviluppo economico ha proposto di dividere tra tutti il risparmio d'acqua.Circa 150 milioni di metri cubi in meno ai produttori idroelettrici, i quali sperano di avere in cambio un incentivo economico ( ma attenzione: quando la domanda sarà alta potranno vendere il chilowattora a prezzi superbi).

Alle associazioni agricole è stato chiesto di rinunciare a 130 milioni di metri cubi, ma i contadini, scarpe grosse e cervello fino,hanno dato risposte vaghe che fanno presagire un "no"estivo e un ricorso ai risarcimenti da emergenza climatica.

Altri 70 milioni di metri cubi di risparmio sono stati proposti agli enti di gestione dei grandi laghi, ma su questo risparmio indicativo già oggi si possono stimare 10 milioni effettivi mentre altri 60 milioni scorrono verso i canali irrigui, come accade a valle del lago Maggiore.

Sono salvi gli acquedotti, com'è giusto.L'acqua destinata ai rubinetti è sacra. Invece sono a rischio nella stagione calda circa 5mila megawatt degli 8.100 delle centrali del bacino del Po (Moncalieri,Chivasso, La Casella, Piacenza, Turbigo, Sermide e Ostiglia). Con il caldo la domanda elettrica aumenta ma aumenta anche il bisogno di acque di raffreddamento delle centrali, e il Po in secca potrebbe non bastare. Altrimenti, le centrali dovranno marciare a mezzo servizio.Non basta. Con il caldo lavorano male le linee di alta tensione che importano la corrente.

Bisogna decidere adesso.

ARTICOLI CORRELATI

© 2022 Eddyburg