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“La difesa della Sardegna è un problema nazionale”
27 Febbraio 2009
Sardegna
Andrea Nurcis

Caro Salzano, leggo ora la lettera del ragazzo sardo, studente di architettura e la sua risposta, e innanzitutto voglio ringraziarla, e vorrei ringraziare anche quel ragazzo che ha anticipato una serie di riflessioni che volevo sottoporle. Ora la sua risposta è molto stimolante, spero che lo stesso Soru la legga e ne faccia tesoro. Ma volevo scriverle anche per chiederle in qualche modo un aiuto.

Io penso che la difesa del Ppr della Sardegna può in qualche modo avere successo solo se diventa un problema nazionale e non solo sardo; allo stesso modo come è accaduto per la difesa di Tuvixeddu, che anche attraverso il suo contributo, tutta l'italia ha potuto conoscerne l'importanza e la peculiarità storica e ambientale. Purtroppo ci troviamo in un momento di emergenza in cui bisognerebbe trovare delle forme di opposizione e lotta immediate. In Sardegna il nuovo presidente Cappellacci sta già mettendo le basi per smantellare il ppr e portare avanti i progetti speculativi sulle coste della Sardegna.

Quando parlo di questi problemi ai "continentali", ricevo risposte di grande sensibilità e amore nei confronti della Sardegna, mentre purtroppo non riscontro altrettanto dagli stessi sardi ancora residenti nell'isola. Ho capito comunque che il turismo stesso-questa specie di fetticcio così ricercato, questo mito che dovrebbe salvare l'economia e trovare le soluzioni ai problemi dell'isola- il turismo stesso dicevo, oggi va in tutt'altra direzione da quella concepita dalla destra che ora per 5 anni dovrà governare la terra in cui sono nato.

Una destra che sostanzialmente coniuga lo sviluppo turistico con quello edilizio, che considera la cultura e l'identità di un popolo come una merce da vendere al miglior offerente. Immagino per esempio che potrebbe essere importante che il ppr della Sardegna diventi materia di studio, in un seminario di una università italiana.

Bisognerebbe inoltre fare in modo che i quotidiani nazionali più disponibili su questi argomenti, dedichino ancora più spazio al problema Sardegna. Inoltre sarebbe utile aprire un dibattito nazionale su questo tema, magari partendo dal suo sito per farlo espandere nella rete. Un dibattito di denuncia che come lei stesso dice dovrebbe allargarsi a tutta l'italia e l'europa. Dibattito che infine potrebbe uscire dalla rete per organizzarsi in un comitato composto da intellettuali e politici che si renda attivo nel controllo e nella denuncia dell'operato del nuovo consiglio regionale nei confronti del patrimonio ambientale della Sardegna.

La Sardegna è un patrimonio culturale e ambientale che riguarda tutti e di cui tutti gli italiani ed europei dovrebbero preoccuparsi.

Grazie ancora.

L'immagine che mi ha inviato è la giusta icona dell'attuale situazione della Sardegna: l'imorenditore (chiamiamolo così) che vuole costruire i suoi palazzoni su Tuvixeddu-Tuvumannu, e fare della necropoli il giardino condominiale, riempie il calice al nuovo presidente della Sardegna. Grato, si suppone.

Per il resto, sono completamente d’accordo con lei. Eddyburg promuoverà un’iniziativa in questo senso. Un appello e una raccolta di adesioni non sono certo sufficienti, ma possono essere un primo passo nella direzione di ciò che bisogna fare per resistere e per prepararsi al contrattacco. Lo promuoveremo appena avremo trovato chi ci aiuta nella gestione delle adesioni.

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