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Maria Laura Rodotà
La cultura è un servizio essenziale
8 Dicembre 2009
Beni culturali
La cultura come strumento contro la deriva mercantilistica. Su il Corriere della Sera , 6 dicembre 2009 (m.p.g.)

Giapponesi infuriati che assaltano il Louvre in un estremo tentativo di tornare a casa dopo aver omaggiato la Gioconda. Lavoratori museali francesi in sciopero dal 2 dicembre contro i prossimi tagli occupazionali. Alcuni musei (tra cui il Louvre) che oggi per forza maggiore riaprono. Altre istituzioni irriducibili (tra cui il Beaubourg e la Sainte-Chapelle) che rimangono sprangate. Caos a Parigi nel weekend pre-Immacolata.

E una diffusa, forse non imprevista sensazione: che le opere d’arte, anche se da lungo tempo nell’era della loro riproducibilità tecnica, siano un servizio essenziale. Che la cultura sia un servizio essenziale in Paese civile; come i trasporti pubblici, per dire. Il che darebbe ragione a tutti: ai turisti che dopo un lungo viaggio vogliono vedere i quadri, agli operatori culturali che non vogliono essere decimati, a chi vive di turismo nelle città d’arte. Dove la cultura — mai scordarlo — è un motore dell’economia.

Specie in paesi come la Francia e l’Italia. E in tutta quell’Europa che ha perso peso economico ma resiste (anche) trasformandosi in un’Eurodisney per visitatori grandi e piccini. E magari dovrebbe moltiplicare le attrazioni invece di ridurre i fondi come se si trattasse di biglietti d’auguri dei ministeri. È un problema in Francia come da noi (chiedere ai sovrintendenti delle nostre strapelate Belle Arti, in caso).

Ma è un guaio/opportunità che non si risolve solo trovando sponsor per restaurare attrazioni note ai giapponesi e aprendo nei musei ristoranti e bookshop. Ci si dovrebbe (in Francia e da noi) inventare dell’altro. Non solo far vedere, fare capire. Spendere qualche euro anche per stimolare la creatività. E tentare di ridiventare un laboratorio. I musei sono un servizio essenziale ma non sufficiente. Non basta guadagnare rifocillando i turisti. Non basta produrre qualche erudito che — genere colonnello Hans Landa di Bastardi senza gloria — conosca a menadito arti e lettere e poi vada sereno a caccia di ebrei. La cultura europea ha ancora parecchio da dire e da dare, anche partendo dai suoi errori. Per questo serve.

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