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Mauro Baioni
La città. Giornale di società civile
7 Dicembre 2018
Libri da leggere
Una rivista sulla polis che vuole diventare, essa stessa, spazio pubblico di confronto sulle idee e di proposte per la città. Noi la seguiremo con tutto l’interesse che merita, perché Genova ci riguarda. (m.b.)
Una rivista sulla polis che vuole diventare, essa stessa, spazio pubblico di confronto sulle idee e di proposte per la città. Noi la seguiremo con tutto l’interesse che merita, perché Genova ci riguarda. (m.b.)
Quello che accade a Genova riguarda tutti noi. Il discorso pubblico, come si sa, è polarizzato sulla ricostruzione del ponte sulla val Polcevera, collassato il 14 agosto scorso, ed è dominato dall’urgenza: ogni minuto che passa è tempo perso. Ma sotto e attorno al ponte c’è una grande città - la quarta per popolazione e il primo porto d’Italia. Un territorio che attraversa una lunga e incerta transizione produttiva per il quale non basta il ripristino infrastrutturale. Le risposte che si daranno e, soprattutto, quelle che non si daranno - per convenienze tattiche o per inettitudine - alle sue domande sociali ed economiche segneranno le traiettorie future. Con questo pensiero fisso è nata una nuova rivista che si è voluto chiamare La città. Una rivista sulla polis che vuole diventare, essa stessa, spazio pubblico di confronto sulle idee e di proposte per la città.
Quello che ci proponiamo - si legge nella presentazione on line - è di costruire uno spazio che esca dai luoghi comuni, dalla propaganda, dal diffuso conformismo del verde pesto e del rosso carpet. Che contribuisca a raccontare ciò che da tempo non è più guardato: dal lavoro alla scuola, ai quartieri, all’innovazione sociale. La diffusione delle povertà. Con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un nuovo progetto per Genova. Senza nessuna aspirazione a definire una “linea” della rivista o un gruppo di consenso elettorale, ma a essere strumento di una sinistra plurale, anche disomogenea, che ha voglia di capire e misurarsi con il reale. Potremmo dire quella “sinistra che non c’è” e di cui in molti sentiamo la mancanza. O quella sinistra che ha compreso che la sconfitta è stata prima sociale e culturale e solo dopo politica.
Chi è interessato può leggere sul sito della rivista gli editoriali del direttore, Luca Borzani, e può abbonarsi. Noi seguiremo con tutto l’interesse che merita, perché Genova ci riguarda.
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