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Sandro Roggio
L' Avenida de la Ilusion è in Costa Smeralda
4 Febbraio 2013
Sardegna
Vendersi va bene. Ma almeno una volta il paesaggio lo vendevano come in una boutique, adesso siamo al mercato delle pulci.

La Nuova Sardegna, 4 febbraio 2013

Quatar Quatar , la Costa Smeralda, ilnuovo mini master plan. Sarebbe utile un riassunto delle puntate precedenticome per i lunghi sceneggiati televisivi. Ma qui, per comodità di sintesi, basta ricordare i vecchi famigerati master plan di taglia larghissima,spazzati via con ignominia (nonostante le regole permissive e scombinate, aloro volta cassate dai giudici).Non sono neppure rimasti negliarchivi ma hanno monopolizzato a lungo il dibattito, eccitato dai tentativi diprodurre consenso per le mirabolanti prospettive del ciclo edilizio. Del qualeoggi, nonostante la crisi senza tregua, è difficile nascondere i guasti.Bastano le immagini di Avenida de la Ilusion – le migliaia di case vuote schierate attorno algolf di Benalmádena nella Costa del Sol –, per spiegare ildissesto economico in Spagna e i rischi della bolla globale.
Per questo fa impressione lafiducia verso il mini master plan confezionato per i sindaci di Arzachena eOlbia. Ancora incoerente con le disposizioni del piano paesaggisticocorroborato da una lunga serie di sentenze che hanno dato torto ad agguerritiricorrenti.
Non si può fare quasi nulla diquello che nei disegni colorati simula il futuro radioso di quei lidi. Neppureaggiungendo “un tocco d'Oriente in quel tratto della costa orientale sarda” –com'è nelle espressioni più temerariesuggerite dagli addetti stampa della Costa Smeralda2, sempre rassicuranti suimpatto dolcissimo e rispetto della tradizione non si sa quale.
Evidente l'obiettivo dialimentare il solito groviglio di speranze con il noto programma nebuloso:il miliardo che sarà investito (chi ecome certificherà i flussi di spesa ?), gli alberghi, le villone e le villette“spalmate”, “nascoste nel verde”, senzaspiegare la suddivisone dei 500/600mila mc. (e infatti i conti non tornano). Epoi i soliti investimenti aggiuntivi a soccorso (università, trasporti,ospedali), le ricadute dappertutto, fino ai ritocchi da luna park (kartodromo eacquafan) che fanno rimpiangere le terrazze di Marta Marzotto.
Ma finalmente, tra le notiziesulle fantastiche intenzioni della holding con il cuore d'oro, si ammette che, insomma, senza un dietrofront delle disposizioni invigore il progetto della banca d'affari araba sarebbe respinto perché lesivodel paesaggio.
Ma com'è che un imprenditoreavanza proposte in contrasto con le leggi della Regione? La risposta è nel vento cagliaritano: neipalazzi della Regione dove si cerca affannosamente il modo per domare il pianopaesaggistico in funzione delle attese del Qatar. E' assurdo che le rigorose certificazionisulla bellezza di un luogo possano essere contraddette per compiacere interessisoggettivi. Ma siamo talmente abituati all'idea di leggi fatte su misura chenessuno chiede al sindaco di Arzachena di spiegare cos'è “la sinergia per superare i vincoli del Ppr” evocata nella intervista a «La NuovaSardegna» del 31 gennaio scorso. “Unapossibilità di cui parlammo già a novembre con il presidente Monti” – aggiunge, lasciando intendere incautamente che lo Stato sarebbe pronto a ricredersi su Monti Zoppu o Razza diJuncu che sarebbero indegni di tutela perché lo chiedono a Doha.
Colpisce questa propensioneall'inchino: una postura che diventerà definitiva “naturalmente” (“s'arvure torta nons'adderectat prusu” “l'albero storto non si raddrizza più” ) se la Sardegnacontinuerà a subire i disegni altrui. Occorre invece allacciarsi alle più moderne e evolute strategie di governo del territorio. Anche perinnovare la ricettività alberghiera in Costa Smeralda. Ma non con visioni e strumenti novecenteschi.Com'è paradossalmente il decaduto programma di fabbricazione (?) di Arzachena– degli anni Settanta! – renitente ad adeguarsi alle leggi dellaRegione Autonoma ma pronto ad accogliere, tempestivamente e docilmente, iprogrammi di un emirato.
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