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Italia d'asfalto e cemento
24 Marzo 2007
Il paesaggio e noi
Un appello a Napolitano per la salvaguardia del nostro paesaggio. Da Il Tirreno, 24 marzo 2007 (m.p.g.)

Oggi e domani si tengono le Giornate del Fai di Primavera, con l'apertura di monumenti raramente visitabili. Un'occasione per mettere in luce i temi dell'ambiente e della cultura nel nostro paese. E proprio ora arriva sugli stessi temi un appello da parte del Comitato per la Bellezza per scongiurare «il saccheggio finale del paesaggio». L'appello del comitato – presieduto da Vittorio Emiliani - che si richiama ai dettati ecologisti di Antonio Cederna uno dei fondatori dell'ambientalismo italiano, è rivolto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio, Romano Prodi, ai ministri competenti, Francesco Rutelli e Alfonso Pecoraro Scanio, al presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali, Salvatore Settis.

L'obiettivo è quello di «uno strategico cambiamento di rotta che, nel rispetto del dettato costituzionale, eviti la definitiva rovina dell'Italia».

«Siamo all'ultimo assalto: il Belpaese - sostiene il Comitato - rischia di essere rovinato per sempre da una "febbre" edilizia senza tregua che sta spargendo cemento e asfalto anche nei più bei paesaggi, nei siti vincolati, nei parchi o ai loro margini. Il nostro è un drammatico, accorato, urgente appello: stiamo per approdare a quella "abrogazione del paesaggio italiano" predetta da Antonio Cederna in tempi già bui e che si rivelano comunque migliori degli attuali».

«Nella seconda metà del '900 - continuano i firmatari dell'appello - l'Italia ha divorato, spalmandoli di asfalto e cemento, oltre 11 milioni di ettari di su-perfici libere e quindi di paesaggi intoccati. Una superficie enorme, pari ad un terzo del territorio nazionale ancora libero nel 1951, pari cioè all'intero Nord del Paese».

«Bisogna, al più presto, con gesti coraggiosi, andare - sollecita il Comitato - a piani paesaggistici dettagliati e prescrittivi, destinare risorse meno avare alla tutela, ripotenziare i quadri delle Soprintendenze,

rendere stringente la normativa del Codice del paesaggio, ridare spazio all'edilizia economica e all'affitto, incoraggiare ogni forma corretta di restauro e di recupero del patrimonio vecchio e antico». IlComitato rivolge lo stesso appello ai media affinchè si facciano interpreti di questo che loro chiamano «autentico dramma nazionale che da un lato vede intaccata a colpi di speculazione il nostro Paese, un tempo bellissimo, e dall'altro condanna i più giovani, gli anziani economicamente deboli, i nuovi italiani dell'immigrazione a svenarsi per avere comunque un tetto».

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