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Piero Bevilacqua
Il potere dei poveri e della solidarietà
3 Aprile 2016
Articoli del 2016
«Premi. Il riconoscimento a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, da parte del settimanale
«Premi. Il riconoscimento a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, da parte del settimanale

Fortune. Ma tali riconoscimenti devono essere accompagnati da un po’ di risorse pubbliche». Il manifesto, 2 aprile 2016 (p.d.)

Il riconoscimento a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, daparte del settimanale Fortune, quale personaggio fra i più influenti del mondo,è un gesto paradossale di nobile generosità. Paradossale perché Mimmo è uomo dinessun potere, persona normale di grande coraggio e altruismo, alle prese con iproblemi di uno dei tanti paesi poveri della Calabria. Ma dopo Wim Wenders, checon il film volo ha reso universale la vicenda di Riace, un’altra autorità,nel nostro tempo atroce e spietata, esalta la potenza simbolica dell’umanasolidarietà che può dischiudersi tra i poveri.
E non è solo Riace, è anche Caulonia di Ilario Ammendola,e Lampedusa di Giusi Nicolini, cui Gianfranco Rosi ha dedicato il filmFuocoamare, appena premiato con l’Orso d’oro a Berlino. Ma tali riconoscimentinon devono esaurirsi nell’autocompiacimento. Sono segnali da raccogliere conl’iniziativa politica. Essi indicano alle migliaia dei sindaci italiani chevedono di anno in anno spopolarsi e decadere i propri comuni, spesso borghi disingolare bellezza, la possibilità di una rinascita delle loro terre, di farrivivere economie e luoghi, di far ritornare i bambini, con le loro grida, aspezzare il silenzio dei pochi vecchi che prendono il sole in attesa dellamorte. Certo, ci vuole un po’ di iniziativa, occorre individuare le terre chesi possono far coltivare, le botteghe che si possono riaprire, le case e gliedifici che si possono riparare e riabitare.
Certo ci vogliono un po’ di risorse pubbliche, niente dieccezionale, come è accaduto nel caso di Riace e Caulonia. Ma sarebbe forseoggi l’investimento pubblico più carico di potenza politica. Esso indicherebbeche i giovani disperati fuggiti dalle guerre possono diventare i nuovicittadini di un Paese solidale, che operano per ricrearsi una vita e insieme perrealizzare un grande progetto: far rivivere l’Italia interna che sta morendo.Ma perché, nessun leader, a sinistra, prova intestarsi una simile battaglia?
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