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Jolanda Bufalini
Il Pincio fa litigare sindaco e governo
31 Agosto 2008
Roma
Faide trasversali, giochi di potere e ricatti espliciti: gli interessi economici esplodono nell' "affaire” romano. Da l'Unità, ed. Roma, 31 agosto 2008 (m.p.g.)

Alla fine il botta e risposta fra il sindaco aennino Alemanno e il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro (forza Italia), condito da una fulminante battuta di Francesco Storace ha fatto capire gli schieramenti delle forze in campo sulla vessata questio della costruzione del parcheggio nel ventre della collina del Pincio.

La giornata, infatti, era cominciata molto diplomaticamente con un’agenzia che annunciava che il ministro dei Beni culturali aveva dato mandato al Capo di Gabinetto, Salvatore Nastasi, di acquisire tutta la documentazione per fornirgli ogni elemento utile per una valutazione complessiva della questione. Si veniva anche a sapere che fra ministro e sindaco c’era stata una telefonata e che Alemanno, fresco di un sopralluogo (venerdì) al cantiere, ringraziava il ministro di una collaborazione certamente capace di «dare una spinta per una soluzione positiva». A rompere il minuetto arrivava la dichiarazione da cater pillar del leader de La Destra: « Se entra in campo Bondi è evidente che il rischio che il parcheggio al Pincio si faccia cresce e di molto». E dal fioretto si è passati alle armi pesanti, infatti a quel punto è sceso in campo Francesco Giro, il sottosegretario ai beni culturali che ha appena lasciato il ruolo di coordinatore di FI nel Lazio, per il quale «se non verrà trovata una soluzione equilibrata per il parcheggio (occasione positiva per un punto di equilibrio ormai inderogabile e non più rinviabile fra sviluppo urbanistico e architettonico della capitale), allora temo che il confronto per la realizzazione della metro C sarà impervio e pieno di ostacoli penso insormontabili».

Frase piuttosto minacciosa che mette su un piatto della bilancia il parere positivo sulla continuazione dei lavori sotto la collina del Valadier e sull’altro quelli per la realizzazione di una infrastruttura fondamentale per la città. A questo punto anche Alemanno ha dovuto abbandonare il riserbo: «Ammiro le granitiche certezze di Giro ma solo nel caso della metropolitana è assolutamente evidente l’interesse pubblico dell’opera».

Intanto slittano ( e per chi non vuole il parcheggio il rinvio è una boccata di ossigeno) le decisioni, martedì la questione doveva andare in Giunta ma il confronto è stato rinviato perché nella stessa data si riunisce il comitato dei saggi che deve valutare i pro e i contro fra il definitivo via libera al parcheggio interrato di 700 posti o il blocco dei lavori, come chiesto da Italia Nostra che, proprio su questo aveva cercato, prima delle elezioni, un rapporto con l’attuale sindaco. Il progetto è infatti una eredità della giunta Veltroni, per il quale l’opera doveva servire a pedonalizzare completamente il Tridente.

Ancora, la precisazione: alla fine deciderà il Campidoglio, il ministero offre le sue competenze tecniche e tutto sarà risolto entro la fine della settimana.

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