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Guido Piga
Il piano casa regionale nasce a Villa Certosa
13 Maggio 2009
Sardegna
Minacce dulle coste della Sardegna. Dopo il Codice del paesaggio, dopo il piano paesaggistico, vogliono tornare ai 300 metri del 1985. La Nuova Sardegna, 12 maggio 2009

OLBIA. Accusato di fare leggi su misura per Berlusconi, Niccolò Ghedini si sta ora occupando delle forme della Sardegna. Quanti chilometri di costa, quanti metri cubi edificati ed edificabili. L'avvocato numero 1 del premier ha una missione: applicare il piano casa, a cominciare dall'isola. Con un impegno: «Niente cemento nei 300 metri dal mare». E così, alla Certosa, ha convocato Cappellacci e Asunis.

Il summit segreto si è tenuto venerdì scorso. Berlusconi non c'era: era impegnato a Roma, a palazzo Grazioli, con le nomine per la Rai e, poi, è volato in Abruzzo. Il delicato compito di far partire il piano casa senza intoppi, né giuridici né politici, l'ha affidato a lui, Niccolò Ghedini, uno che solitamente lo tira fuori da altri guai: quelli giudiziari. L'avvocato di Padova (e deputato del Pdl) ha ampia autonomia, per via della sua competenza. Sicché ha chiamato a Porto Rotondo sia il presidente della Regione che l'assessore all'Urbanistica. A Cappellacci e Asunis, Ghedini ha spiegato come stanno le cose. «Il piano è pronto, dopo l'intesa alla conferenza Stato-Regioni. Ora il consiglio dei ministri lo approverà, dopodiché la Sardegna, come tutte le altre regioni, avrà tre mesi di tempo per recepirlo». Questo è il ragionamento generale. Quello particolare, Ghedini l'ha fatto, secondo alcune fonti, molto direttamente: la prima Regione che dovrà applicarlo è la Sardegna.

Per Berlusconi, ovviamente, sarebbe un doppio colpo. Da una parte sbloccherebbe l'edilizia, e dunque l'economia, nel giro di pochi mesi. Dall'altra, lancerebbe un segnale chiarissimo: mantenendo fede a un impegno elettorale con i sardi, cambierebbe il piano paesaggistico fatto dall'odiato Soru e aiuterebbe i settori imprenditoriali a lui elettoralmente più vicini.

Cappellacci e Asunis hanno capito il messaggio, adesso dovranno tradurlo in un atto politico e amministrativo. Non a caso, due giorni fa a Cagliari, parlando a un convegno sull'edilizia, l'assessore all'Urbanistica ha detto che il «piano casa sarà pronto entro l'estate». In due mesi la Regione dovrà fare quello che Berlusconi desidera, dunque. Possibilmente, senza mal di pancia degli alleati. Toccherà a Cappellacci, come capo della maggioranza, evitare le polemiche. Con i numeri di cui dispone in consiglio regionale, non dovrebbe avere problemi. Quelli arriveranno dall'opposizione e dall'esterno, specialmente dalle associazioni ambientaliste che temono una colata di cemento sulle coste.

«Sì, ho incontrato Cappellacci e Asunis - conferma Ghedini alla Nuova -. Abbiamo avuto uno scambio di idee sul piano casa, che sto seguendo personalmente. Nessuna imposizione, nessuna volontà cementificatoria. Sia il governatore che l'assessore sono per il massimo rispetto dell'ambiente».

La domanda è: come si fa a costruire subito, se c'è il piano paesaggistico accusato di aver ingessato la Sardegna? Ghedini è abituato ai codici e a interpretarli sempre a proprio favore. «I vincoli permaranno ancora, nella fase di adeguamento - spiega l'avvocato-deputato -. Lo dico con chiarezza: la fascia dei 300 metri dal mare non si tocca, lì non si faranno ville. Ma, siccome l'obbiettivo è costruire case per le famiglie, troveremo una soluzione legislativa per sbloccare i cantieri immediatamente».

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