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«Il parcheggio del Pincio non si farà»
10 Giugno 2008
Roma
Dal Corriere della sera, ed. Roma, del 9 giugno 2008 questa bella notizia, in un ampio servizio di Paolo Foschi ed Edoardo Sassi. Con una breve postilla

Per la più contestata delle opere volute dall'ex sindaco Walter Veltroni, il parking sotterraneo del Pincio — sette piani interrati nel colle, con ingresso delle auto dagli emicicli ottocenteschi del Valadier su piazza del Popolo — si profila un non-futuro. Nella migliore delle ipotesi, un ridimensionamento con varianti del progetto e riduzione dei posti auto previsti (circa 700) a causa dei recenti ritrovamenti archeologici che i responsabili della Soprintendenza definiscono «più estesi di quanto rivelato dai sondaggi » (una riunione tecnica decisiva è annunciata a giorni). In sintesi, si tratta di strutture murarie con quote di profondità ancora da capire a fondo e un criptoportico del I secolo avanti Cristo. Osteggiato in campagna elettorale dal sindaco Alemanno (An e Forza Italia votarono sempre contro l'opera quando erano all'opposizione), criticata da alcuni comitati cittadini, da molti celebri intellettuali, da «Italia Nostra», da esponenti dei Verdi, il parcheggio, secondo quanto detto dal neoassessore comunale alla Cultura Umberto Croppi, «semplicemente non si farà».

Addio al parcheggio voluto da Veltroni

Antiche strutture, muri e un criptoportico, non si sa bene ancora quanto profondi. La Soprintendenza archeologica: «I resti più estesi di quanto emerso nei sondaggi fatti quattro anni fa». Per il futuro del parking, lo stop o una considerevole riduzione del progetto

Prima ipotesi, tecnica, una variante di progetto, con «significativa riduzione dei posti auto». E a dirlo sono gli archeologi. Seconda ipotesi (ma è molto di più che un'ipotesi) uno stop definitivo del Comune all'opera più contestata — e spericolata secondo i suoi numerosi critici — dell'ex giunta Veltroni: il parcheggio sotterraneo del Pincio, 700 posti auto interrati in sette piani da scavare nel cuore del colle più famoso di Roma, con rampe di accesso per auto sugli eleganti emicicli ottocenteschi disegnati da Valadier e uscite pedonali, bocchettoni, prese d'aria ecc. sulla terrazza panoramica. Il «parking della vergogna», come recita un'enorme scritta vergata da qualche anonimo writer sulla palizzata che delimita il cantiere in corso.

Che alla nuova giunta guidata dal sindaco Alemanno non piacesse il progetto-Pincio è cosa nota. Lo stesso primo cittadino lo aveva più volte detto in campagna elettorale. Da ricordare, inoltre, che tra i più acerrimi nemici dell'opera, c'è sempre stata l'ex opposizione in Campidoglio, oggi maggioranza, compresa la pattuglia di An nel vecchio consiglio del primo Municipio, centro storico, di cui era capogruppo Federico Mollicone, oggi eletto consigliere comunale. E oggi è un assessore, Umberto Croppi, responsabile della Culturali, che in tutt'altro contesto, interpellato sul tema, a domanda ha risposto: «Il parcheggio del Pincio non si farà». Secco. La notizia non è da poco. La domanda, per sicurezza, viene riformulata. Stessa risposta: «Può tranquillamente attribuirmelo, nessun problema». Esulterà Italia Nostra, acerrima nemica di quel progetto. Esulteranno molti cittadini. E quei tanti intellettuali, urbanisti, storici dell'arte, ambientalisti, che nel corso degli anni hanno firmato petizioni e appelli (inascoltati, fino all'oggi): da Salvatore Settis a Italo Insolera, da Vezio De Lucia a Marisa Dalai Emiliani, da Anna Coliva a Fulco Pratesi. Ma a mettersi di traverso alle ruspe (operative solo dal novembre scorso) della Sac — società del costruttore Cerasi da sempre considerato vicinissimo al duo Rutelli Veltroni che vinse l'appalto — c'è anche l'archeologia.

Previsti, paventati, annunciati dalle tante «voces clamantes in deserto » (sempre minimizzate dalle istituzioni) i ritrovamenti ci sono, eccome. E oggi, a scavo avviato, risultano già «di entità ed estensione maggiore, indubbiamente, di quanto ipotizzato». Parola di archeologi. Sul tema, così interviene il soprintendente di Stato all'archeologia di Roma Angelo Bottini: «L'esito su una parte del sito è positivo. Grandissime novità non ce ne sono. Un criptoportico interrato, strutture di età imperiale, marginali per ora rispetto a un antico complesso sul Colle. Stiamo comunque approfondendo la questione, per fare un quadro completo e il punto della situazione ci sarà un incontro a giorni. Può parlare con la direttrice dello scavo per saperne di più».

La direttrice dello scavo è l'archeologa Maria Antonietta Tomei, che conferma quanto detto dal soprintendente, e soprattutto chiede che siano evitati inutili clamori e anticipate decisioni ancora da prendere: «Tra qualche giorno ne sapremo di più». Sullo stato attuale dello scavo (almeno quattro gli archeologi impegnati ogni giorno nel cantiere) qualcosa aggiunge. Alla lettera: «Strutture antiche di notevole estensione, primo secolo avanti Cristo, fine età repubblicana con vari rifacimenti più tardi, ora bisogna capire quanto sono profonde, quanto si estendono, siamo in fase di interpretazione. Esiste un criptoportico, ancora non scavato. Sì, i resti sono più estesi di quanto visto e constatato anni fa dai sondaggi. Ora occorre capire come queste strutture si collocano, il piano di profondità, le quote, per ora il tutto sembrerebbe ancora compatibile con i solettoni, ma si stanno facendo verifiche. Si può adeguare il progetto, con solettoni più bassi. Ciò comporterebbe una riduzione di posti auto. Ma ancora per qualche giorno è tutto prematuro».

Breve storia del parking più odiato

Storia travagliatissima, quella del parking nelle viscere della collina del Pincio, opera che nel 2004 — 29 luglio — l'allora sindaco Veltroni, parlando di «riconquista della parte più bella di Roma», annunciò «pronta nel 2007».

Cavallo di battaglia della maggioranza nella scorsa consiliatura, considerato opera propedeutica e necessaria per una pedonalizzazione del cosiddetto Tridente, il parking è sempre stato difeso da chi lo ha voluto e pensato nonostante una marea di critiche e un'opposizione che fu, anche politicamente, trasversale. Nel 2006, ad esempio, un ordine del giorno del primo municipio (consultivo e non vincolante) per la costruzione del parcheggio fu sì approvato, ma i no arrivarono, oltre che Forza Italia, An e Udc, anche dai Verdi. All'epoca, tra le prime e più tenaci oppositrici del progetto, la giovane consigliera municipale dei Verdi Francesca Santolini, oggi assessore nello stesso municipio a guida Orlando Corsetti, che «sparigliò» la maggioranza arrivando anche, e siamo al febbraio 2008, a scrivere una lettera aperta all'allora ministro per i Beni culturali Rutelli, in procinto di candidarsi di nuovo a sindaco, contro l'opera monstre.

Ricostruire lo «storico» di quest'opera, contro la quale nel tempo si sono schierati anche, oltre a Italia Nostra, vari comitati di cittadini, «Rosa nel Pugno» e l'ex presidente del Consiglio della Provincia Adriano Labbucci (Sinistra democratica) non è cosa facile. La primogenitura del progetto, stando alle cronache, è dell'allora presidente della Sta (società per la mobilità del Campidoglio poi fusa in Atac, che è il committente dell'opera) Chicco Testa (tramontarono presto le alternative Borghetto Flaminio e piazzale Flaminio, mentre si parlava anche di un analogo parcheggio sotto il Colle del Quirinale). Tra i grandi sostenitori del progetto anche Fulvio Vento, attuale presidente di Atac spa, ex sindacalista e manager comunale vicino a Rutelli e Veltroni.

I costruttori

Gara europea vinta dalla Sac

È una delle famiglie di imprenditori considerate più vicine al centrosinistra a gestire i lavori per il parcheggio del Pincio. La gara europea bandita dall'Atac era stata vinta infatti dalla Sac di Claudio Cerasi.

L'azienda è guidata da Emiliano Cerasi, figlio di Claudio, che peraltro siede nella giunta esecutiva dell'Associazione costruttori edili romani con la carica di presidente del Comitato promotori.

Esponenti della famiglia Cerasi in questi anni non sono mai mancati alle cene elettorali di Walter Veltroni e Francesco Rutelli. Fra i vari lavori hanno partecipato alla costruzione del Maxxi (insieme alla famiglia Navarra). A conferma del forte legame fra la vecchia amministrazione e la dinastia dei costruttori, il Comune di Roma, con Veltroni sindaco, qualche mese fa ha indicato come amministratore delegato della Fiera Ottavia Zanzi, moglie appunto di Emiliano Cerasi, nomina considerata in quota Margherita.

Recentemente la Sac ha vinto la gara per la realizzazione del nuovo auditorium di Firenze, opera da un centinaio di milioni di euro finanziata all'interno del programma di interventi infrastrutturali per i festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità di Italia, programma avviato da un comitato presieduto dall'allora ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli.

Postilla

Come diceva Deng Xiao Ping, non importa di che colore sia il gatto, l’importante è che prenda il topo. Siamo contenti che la giunta Alemanno abbia mangiato l’orrendo topo inventato dalla giunta di Veltroni (e dai suoi “ambientalisti del fare”). Ha avuto ragione il Corriere della sera a dare la notizia con ampiezza nella sua edizione romana, a partire dalla prima pagina. Non l’abbiamo trovata sull’edizione romana dell’altro grande quotidiano nazionale che frequentiamo,la Repubblica. L’adesione al leader del PD è così forte, nel quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, da indurlo a errori giornalistici così clamorosi? Nascondere sotto il tappeto gli errori dei propri amici non è cosa bella, né utile agli stessi che si vogliono coprire.

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