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Lucia Paolo; Aterini Santini
Il paese a fianco dei tedeschi «Castelfalfi deve crescere»
12 Novembre 2007
Toscana
Sulla privatizzazione di un borgo storico e di un paesaggio splendido un servizio de il Tirreno dell’11 novembre 2007. Se questo è lo "sviluppo" che vuole la Toscana…

Il grandioso progetto Toscana Resort Castelfalfi miete anche consensi. Se all’inizio la colata di cemento aveva fatto solo paura, ora in paese aumenta il partito dei favorevoli. E, durante l’ultima assemblea pubblica dell’altra sera, la quarta, si è costituito un comitato pro sviluppo turistico di Castelfalfi.

Tui Ag, la società tedesca quotata in borsa proprietaria della Tenuta di Castelfalfi, ancor prima di convincere l’amministrazione comunale sembra aver già convinto i montaionesi che, del resto, già da venti anni vivono in un’economia turistica.

Fuori dal coro di assensi, durante l’affollatissima assemblea dell’altra sera, sono rimasti però le associazioni ambientaliste, Legambiente, Wwf e Italia nostra, sempre più convinte che si tratti di una colossale cementificazione di colline, tra l’altro tra le più belle in Toscana. E decise a dare battaglia a tutti i costi cercando di creare un clamore nazionale su Castelfalfi sull’onda della “edilizia drogata” che sta facendo nascere una rete di comitati in tutta la Toscana contro gli interventi particolarmente lesivi del paesaggio.

I paladini del Resort. L’altra sera fuori dal teatro dove si svolgeva la riunione c’è stata una raccolta di firme per costituire il “Comitato a favore dello sviluppo di Castelfalfi”. Un centinaio le adesioni. Nel documento diffuso dal gruppo si legge che «è vero, i numeri del progetto Castelfalfi sono grandi, ma non dobbiamo lasciarci impressionare. Più volte la discussione pubblica si è incentrata sulla questione delle nuove volumetrie. E’ giusto valutarle attentamente, ma dopo averle valutate dobbiamo andare avanti senza lasciarci spaventare da niente e da nessuno: il compito dell’amministrazione è quello di pensare non solo all’oggi ma anche al domani». Nel documento del gruppo di cittadini si confeziona un lasciapassare alla multinazionale: «Oggi l’amministrazione comunale ha di fronte a sé un soggetto che ci può far guardare al futuro con speranza - si spiega - Tui è un interlocutore serio, cha dà ampie garanzie. Pertanto, il sindaco e la giunta non devono perdere l’occasione offerta da Tui di far ripartire “il motore Castelfalfi”. Che avrà ricadute positive sull’economia locale e sulla vita di noi montaionesi: se il progetto decollerà Montaione e il suo indotto ne trarranno beneficio. Ne siamo convinti».

I numeri. Nel continuo valzer di cifre, che sono cambiate più volte, ne rimane una fissa, invariata, ed è la più eloquente. Sono oltre 140mila metri cubi in più di nuova edificazione sui 391mila complessivi a disposizione del nuovo complesso. Il totale dei posti letto sarà 1452. Attualmente i posti letto erano 443. Quindi sarebbero creati con l’operazione 1009 posti in più. Da Tui rassicurano preventivamente: la presenza massima stimata è di 955 visitatori al giorno per il mese di luglio, mentre per il periodo di minima affluenza, in gennaio, sono previsti 16 visitatori al giorno. Gli arrivi complessivi sarebbero 15mila e 982 per un totale di 179mila e 205 pernottamenti. Tutto questo tra Iberhotel, previsto accanto all’attuale hotel “Medici”, Robinson club, accanto alla ex scuola, casali e quattro villaggi in campagna.

«Siamo in linea con il piano strutturale - spiega Martin Schluter, responsabile del progetto Tui - il Comune ha previsto 430 nuovi posti letto in più oltre 40 alloggi per altri 160 posti. Poi abbiamo altri 80 posti letto dai circa 20 casali (sui 30 di proprietà) che vogliamo restaurare. E infine abbiamo vecchi capannoni agricoli abbandonati che vogliamo riutilizzare per altri 300 posti letto. Ecco che arriviamo ai mille previsti».

«Noi vogliamo presentare un programma di sviluppo sostenibile - ha affermato l’architetto Wolf Uwe Rilke, uno dei progettisti Tui - piuttosto che un programma di sviluppo immobiliare. Il nostro obiettivo è salvaguardare la qualità del paesaggio e delle caratteristiche architettoniche del borgo. Quando si parla di volumi non dobbiamo guardare soltanto ai dati, alle volumetrie, ma alla qualità degli interventi che si vanno a fare».

Golf. Il nuovo campo da golf si sviluppa su 170 ettari rispetto agli attuali 70. L’aumento è di 100. «Ma per realizzare le 18 buche in aggiunta sarebbero serviti solo 60 ettari - spiega Schluter - sul resto avremo boschi e alberi da frutto». Per l’irrigazione Tui confida nel riciclo delle acque di scarico e nel rastrellamento dell’acqua piovana anche con un sistema di pompe in grado di convogliare l’acqua nei laghi principali. In più verranno usati terra e semi in grado di trattenere l’umidità. «Così come sarà importante posizionare i getti dell’acqua in modo da ottenere il massimo risparmio», aggiunge Schluter.

Piscine e giardini. Ancora non è stato quantificato il numero di piscine che potrebbero essere decine e decine. «Stiamo lavorando per prevedere quelle con un minor impatto», spiega Schluter. E così consistente sarà anche la superficie ricoperta dal verde annesso ai villaggi e ai casali.

Agricoltura. Al momento la Tenuta di Castelfalfi utilizza solo 10 ettari di viti. «Il progetto prevede l’aggiunta di circa 10 ettari su cui verranno impiantate viti nuove - spiega Schluter - vogliamo fare un prodotto di qualità. Abbiamo l’intenzione di incrementare la coltivazione di olive e destinare complessivamente 220 ettari a seminativo». Un ettaro, infine, servirà per un orto biologico.

La vendita dei casali. Rispetto alla vendita dei casali, il responsabile Tui ha spiegato che «ancora non è stato ceduto niente. Abbiamo fatto una prima valutazione dell’interesse che poteva esserci sugli acquisti e abbiamo scoperto che qualcuno vorrebbe comprare anche per stabilire qui la propria residenza». «In ogni caso - aggiunge Schluter - venderemo solo una volta avuti i permessi dal Comune e la gestione dei casali sarà comunque unitaria e gestita da Tui».

Le conclusioni. L’assemblea è stata chiusa dal sindaco Paola Rossetti che ha espresso una serie di caute riflessioni. «L’amministrazione comunale - ha puntualizzato - desidera approfondire tutti gli aspetti pubblicamente. I numeri delle volumetrie saranno valutati in maniera attenta ed anche per quanto riguarda la risorsa idrica e le eventuali ripercussioni sulla falda acquifera derivanti dalla trivellazione di nuovi pozzi valuteremo in maniera puntuale. L’acqua è una risorsa di tutti».

I prossimi appuntamenti. Domenica 18 è prevista un’altra assemblea che non sarà l’ultima. Ne è stata aggiunta un’altra per la domenica successiva, 25, dove ci saranno le conclusioni del professor Massimo Morisi, garante per la comunicazione della Regione.

«Troppo suolo consumato»

Aspre critiche di Wwf, Italia nostra e Legambiente

MONTAIONE. Il consumo del suolo per cementificare e il problema idrico. Questi sono i due punti su cui attaccano Legambiente, Italia Nostra, e Wwf. «Vorremmo conoscere - ha esordito Guido Scoccianti del Wwf durante l’assemblea - l’entità attuale e quella futura del prelievo d’acqua dalla falda attraverso i pozzi esistenti. In più sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale stessa con periti propri provvedesse a far effettuare uno studio sulle possibili conseguenze del prelievo dalla falda». «Non abbiamo dubbi sul fatto che Tui Ag riesca a reperire l’acqua necessaria per il Toscana Resort Castelfalfi - ha continuato Scoccianti - ma tutto intorno cosa accadrà? Per ora, nessuno lo ha detto». Polemica anche la posizione espressa da Margherita Signorini di Italia Nostra la quale ha sottolineato «la mancanza di serietà nella comunicazione a causa del continuo balletto di cifre proposte».

«Il quadro di quello che è il progetto Tui a Castelfalfi comincia a diventare più chiaro e, purtroppo, sempre più allarmante - spiegano Signorini e Scoccianti - un aumento di oltre 2 volte e mezza della superficie coperta da strutture e opere connesse; 260 metri cubi per ogni posto letto di nuova costruzione (pari a circa 86 mq, se si considerano volumi di 3 metri di altezza); 650 metri cubi per ogni nuovo alloggio (pari a 216 mq); un albergo da 240 posti letto e un villaggio vacanze di lusso da oltre 400 posti letto; la creazione di veri e propri nuovi piccoli borghi dove oggi c’è un casale isolato; un cambio di destinazione d’uso per 224.900 metri cubi di volumetrie, con i carichi urbanistici che una tale operazione; la perdita di 91 ha di seminativo e di 38 ha di arbusteto che è il luogo principe per la difesa della biodiversità poiché succedaneo del bosco in zone di creta come queste; la costruzione di parcheggi per 673 auto e per 5 autobus e la creazione di una nuova “circonvallazione” in luogo della panoramica strada provinciale “Delle colline”». «Un progetto di espansione urbanistica che va ad incidere su un’Anpil (Area Protetta di Interesse Locale) di recente costituzione - continuano - si tratta di snaturare Castelfalfi, un borgo medievale di origini antichissime. 233.000 metri cubi di volumetrie esistenti consentono operazioni turistiche di grande rilievo senza ulteriori consumi di territorio, di paesaggio e di risorse ambientali. All’amministrazione e a Tui chiediamo di riformulare in questa ottica il progetto». Forti critiche anche da Fausto Ferruzza, direttore regionale di Legambiente. «Legambiente - ha affermato - da giugno sta ricevendo telefonate dai più importanti network televisivi svizzeri, inglesi ed americani che richiedono di esprimere una posizione sulla vicenda della costruzione del Toscana Resort Castelfalfi. A Castelfalfi si gioca una partita delicatissima, non solo per noi, bensì per i futuri scenari del governo del territorio in Toscana». E prosegue: «Si vuole perpetrare un enorme falso storico urbanistico. Quel che si evoca qui è esattamente l’opposto dei fini di salvaguardia del piano strutturale vigente e di tutti gli altri strumenti di pianificazione territoriale di livello regionale come il Pit. Per noi è imprescindibile una totale revisione del progetto e un ridimensionamento quantitativo molto consistente».

Sull’iniziativa immobiliare di Castelfalfi eddyburg è stato tra i primi a intervenire, con una corrispondenza di Paola Baiocchi del 9 settembre scorso. In settimana inseriremo il servizio di Sandro Roggio e il commento di Edoardo Salzano, in corso di pubblicazione sul n. 41 del settimanale Carta, in edicola da sabato prossimo.

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