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Il Mo.S.E. non salva Venezia
20 Agosto 2005
MoSE
Documento approvato dal Congresso Nazionale di Sinistra Ecologista, Roma 21/22 giugno 2003, su proposta della Sinistra Ecologista Venezia.

Premesso che la grande opera di chiusura con dighe mobili alle bocche di porto per regolazione dei flussi di marea denominata Mo.S.E. è stata inserita tra le infrastrutture della Legge Obiettivo ed il Governo ha approvato la sua realizzazione

ritenuto

che tale opera, eseguita da un pool di imprese private in regime di monopolio e praticamente prive di controllo:

- elude il principale e prioritario problema del riequilibrio ambientale dell’ecosistema lagunare;

destinata a giacere sul fondo marino per almeno 100 anni per emergere in autunno con ritmicità anche quotidiana è circondata da fondati forti dubbi sulla sua efficacia;

- non risponde a quelle caratteristiche di sperimentalità, gradualità e reversibilità previste dalle leggi speciali per Venezia vigenti;

- è priva di un giudizio positivo di impatto ambientale;

in previsione di un presumibile fenomeno di sostenuto eustatismo si rivelerebbe presto obsoleta, penalizzante per l’attività portuale e dannosa per l’ecosistema lagunare;

- con i suoi altissimi costi di investimento e gestione dragherà tutte quelle risorse necessarie invece per il proseguimento di quegli interventi altrettanto fondamentali per la manutenzione urbana e per la rivitalizzazione socio-economica, per il riequilibrio idraulico, morfologico ed ambientale della laguna e per il risanamento del bacino scolante.

considerato

che già da tempo esistono soluzioni progettuali alternative meno costose, di scarso impatto ambientale, continuamente negate ed oscurate dal governo e dalle istituzioni, capaci di fornire efficaci risultati in termini di abbattimento delle acque alte salvaguardando contemporaneamente lo sviluppo portuale ed il riequilibrio lagunare nonché meglio rispondenti all’applicazione del principio di precauzione sull’eustatismo.

Invita

i Ds, le forze della sinistra e le associazioni ambientaliste ad attivarsi affinchè:

- la lotta contro la realizzazione del Mo.S.E. assuma rilevanza nazionale ed internazionale

- sia data voce a quelle proposte alternative volte al riequilibrio della laguna, all’arresto ed inversione del processo di degrado del bacino lagunare ed all’eliminazione delle cause che lo hanno provocato, all’attenuazione dei livelli di marea in laguna con interventi che risolvono i nodi strutturali del problema, soprattutto la portualità lagunare e le compatibilità ambientali, ed affronti con soluzioni graduali e reversibili la regolazione delle maree alle bocche di porto.

esprime

infine un netto disaccordo verso tutte quelle posizioni, che hanno attraversato anche la sinistra veneziana, che hanno consentito all’ultimo Comitatone di poter deliberare la redazione del progetto esecutivo e la realizzazione del Mo.S.E.

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