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C. J. Hughes
Il mio primo libro di urbanistica
24 Febbraio 2009
Recensioni e segnalazioni
Anche negli Usa (che da un certo punto di vista sono la patria di queste esperienze) un volume illustrato dedicato a spiegare la città ai più piccoli.The New York Times, 20 febbraio 2009 (f.b.)

Agli architetti basta indicare un edificio, per spiegare ai loro figli che mestiere fanno.

Gli urbanisti non sono tanto fortunati.

E in realtà, a meno di tirare in ballo la veduta dal finestrino di un aereo, è una bella scommessa cercare di spiegare come organizzano strade, case e negozi per costruire i quartieri.

Ma c’è un nuovo libro per bambini che potrebbe gettar luce sull’argomento, proprio quando sembra crescere l’interesse.

Where Things Are, From Near to Far (Planetizen Press, $19.95), di Chris Steins e Tim Halbur, racconta di una mamma e del suo bambino che passeggiano in città e nei dintorni.

Steins, urbanista di formazione, spiega di volersi rivolgere a bambini come i suoi gemelli, Rowan e Grant, di 3 anni. “Se insegniamo ai bambini come costruirle, avremo di sicuro delle città migliori”.

Una delle venti pagine colorate del libro raffigura una caserma dei pompieri in stile Beaux-Arts che sembra affacciata su Great Jones Street a Manhattan. In un’altra pagina, su come si organizzano i quartieri, figurano case a schiera con balconate tonde che assomigliano a quelle di Park Slope,Brooklyn.

Ma David Ryan, l’illustratore, che ha abitato parecchi anni all’East Village, ribadisce che le somiglianze sono del tutto casuali.

Secondo Steins, c’è stata anche una stesura precedente molto critica col suburbio, che restituiva il punto di vista di architetti New Urbanism come Andrés Duany, i quali sostengono la necessità per i quartieri di dipendere meno dalle automobili.

Alla terza stesura però “abbiamo eliminato i giudizi di valore” racconta Steins. “C’è tanta gente che abita nel suburbio, e ogni tipo di spazio ha dei valori”.

E in effetti la trafficata strada a due corsie che si vede alle pagine 9 e 10, di fronte a un enorme piazzale a parcheggio, pare distante anni luce da Seaside, Florida, la cittadina a orientamento pedonale che si vede nel film The Truman Show, probabilmente la più nota creazione di Duany.

Nonostante la gran quantità di libri per bambini che mostrano poliziotti, pompieri, dottori, ci sono decisamente meno titoli sulle professioni legate all’ambiente costruito, spiegano i librai.

Certo resta famoso quello di Richard Scarry del 1968, What Do People Do All Day?(Random House) che descriva un muratore, un falegname e un idraulico, poi ingegneri e geometri che realizzano una strada.

Più di recente, Meghan McCarthy con City Hawk: The Story ofPale Male (Simon & Schuster, 2007) si è tuffata nel settore immobiliare, con tanto di particolari sul nido, in un condominio di 12 piani con finiture in pietra al 927 di Fifth Avenue. Un edificio che, si informano i giovani lettori ha ospitato l’attrice Mary Tyler Moore“e altri ricchi inquilini”.

I bambini studiano sempre più argomenti come l’urbanistica a scuola, spiega Elizabeth Bird, bibliotecaria responsabile del settore alla New York Public Library. Negli ultimi anni i più grandicelli hanno anche fatto ricerche in biblioteca cercando informazioni sul costruttore pubblico Robert Moses [ famosissimo funzionario che ha realizzato alcune fra le principali opere di New York n.d.t.].

Ci sono in generale più libri per bambini di settore, aggiunge; sull’ambiente, sulle cose fatte dal’uomo, o addirittura titoli sulla paralisi cerebrale, o magari la pirateria informatica.

“Credo che ci si stia allontanando dall’epoca in cui gli adulti vogliono vedere solo libri [per bambini] pieni di dolcezze e toni tenui” continua la Bird. “Ora hanno più fiducia nei figli e propongono argomenti realistici”.

Altri, come Ethel Sheffer, professore di urbanistica alla Columbia University, pensano che sia stata anche la stampa con la copertura di temi quali la ricostruzione del World Trade Center ad alimentare interesse.

Un interesse che pare in crescita. La sezione di New York dell’American Planning Association ha 1.500 associati, erano 500 vent’anni fa, più della media nazionale, racconta la Sheffer, che ne è stata presidente.

Sei anni fa a New York si è anche istituita la Academy of Urban Planning, scuola superiore con sede a Bushwick, Brooklyn, e 450 studenti.

Iniziando a interessarsi dell’argomento sin da piccoli, spiega la signora Sheffer, che ha scoperto la propria vocazione solo dopo il college, i giovani possono raffinare meglio le proprie capacità di osservazione.

“Possono imparare a guardare con occhi attenti gli spazi che attraversano. Ed è una cosa fantastica”.

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