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Carlo Alberto Bucci
Il Mibac vincola una bella fetta di Agro Romano, il comune protesta
28 Gennaio 2010
Roma
Alemanno difende i metri cubi del prg di Veltroni nell’Agro romano con l’alibi dei “diritti acquisiti” (che non esistono). La Repubblica del 27 gennaio e Repubblica online del 28 gennaio 2010

la Repubblica, 27 gennaio 2010

Agro, tagliato 1 milione di metri cubi di cemento

Il vincolo del ministero tutela 5400 ettari di verde tra Laurentina e Torvaianica - Prg da rivedere Alemanno: "Attenzione per i diritti già acquisiti"

È un vincolo "vestito" quello del ministero Beni culturali che definisce di «notevole interesse pubblico paesaggistico ampi compendi dell’Agro romano meridionale nell’ambito del Comune di Roma». Ma è un abito che va parecchio stretto sia ai costruttori sia agli amministratori locali. Lo strumento di tutela prevederebbe un taglio secco ai due milioni di metri cubi di cemento che si sarebbero dovuti riversare sui 5400 ettari dell’area compresa «tra le vie Laurentina e Ardeatina e, in senso Nord-Ovest - Sud-Est, tra la Cecchignola e il confine comunale meridionale costituito dalla strada provinciale Albano-Torvaianica, fino ad est dell’Ardeatina, verso la fascia pedemontana del vulcano laziale». Secondo le indiscrezioni ci sarà spazio invece per un milione di metri cubi, e basta.

La nota tecnica che entra nel dettaglio del vincolo preparato a luglio dalla Soprintendenza statale ai beni architettonici e paesaggistici di Roma è nel computer della Direzione regionale del Lazio: la firma al decreto è del direttore Mario Lolli Ghetti. Ma nei prossimi giorni il dossier dovrebbe andare online sui portali del ministero. Si potrà così saperne di più del vincolo che ha spaventato Campidoglio e Associazione dei costruttori romani.

«Prima di esprimere un giudizio bisogna fare una valutazione molto attenta di come il vincolo è stato corretto in base alle osservazioni» ha detto ieri il sindaco Alemanno, facendo eco al presidente dell’Acer Eugenio Batelli. Ma poi il primo cittadino ha annunciato che dopo l’analisi «prenderemo una posizione molto netta e definita perché vogliamo che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Qualsiasi correzione rispetto al piano regolatore approvato dalla giunta Veltroni, e non dalla nostra, rappresenta comunque un problema di diritti acquisiti che vengono violati».

Certo, il Piano regolatore generale del 2008 va rivisto. Il vincolo del ministero - che ha ricevuto il plauso dell’opposizione attraverso il vice presidente della commissione Ambiente Athos De Luca, e che è passato dopo l’analisi (una per una) delle più di novanta controdeduzioni - in realtà non prevede nessuna barricata nei confronti degli edili. Neanche nella zona centrale, dove l’identità paesaggistica è più integra.

Mentre nelle parti più vicine al Gra e ai quartieri storici della periferia, le compensazioni ottenute dai costruttori romani non vengono toccate (cantieri e progetti insomma vanno avanti) nel cuore antico dell’Agro romano il vincolo è più stringente. Ma permette comunque agli imprenditori agricoli presenti di espandersi, anche attraverso nuove costruzioni, a patto che rispettino l’ambiente e precise norme edilizie. Ed è in questo senso che - spiegano gli architetti del ministero - il «vincolo è "vestito"», come ha detto l’altro ieri il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Diversamente dagli strumenti di tutela del paesaggio messi a punto in passato, quello sull’Agro romano ha una visione globale che fornisce anche un corpus di norme dettagliate, strumenti che ne permettono in ogni momento l’attuazione e la difesa.

Repubblica online, 28 gennaio 2010

Vincolo sull'Agro, il Comune ricorre al Tar

L’assessore all’Urbanistica Corsini: "Contro i divieti ci appelliamo ai magistrati". I Verdi: "Difenderemo noi il decreto di Bondi"

Eccola la mappa del vincolo della discordia [i punti rossi indicano i luoghi dove era consentita l'edificazione - ndr]. Il perimetro esatto degli ettari dell’Agro romano intorno ai quali è scoppiata una guerra tra Campidoglio e ministero Beni culturali a suon di ricorsi al Tar. L’assessore all’Urbanistica Marco Corsini ieri ha annunciato: «Dopo una approfondita valutazione dell’iter seguito, il Comune ha deciso di far valere le sue censure davanti all’autorità giudiziaria». «Abbiamo sempre detto che il metodo seguito dalla Soprintendenza lasciava molte perplessità» ha aggiunto, sottolineando che «il Prg del Comune è stato approvato con il parere favorevole della Soprintendenza e che il tavolo istituzionale costituito dal ministro non è mai stato convocato».

Una prima difesa della bontà dell’operato del soprintendente Federica Galloni arriva dal leader nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli: «Il ricorso del Comune è un atto contro l’ambiente e i cittadini. Difenderemo presso il Tar il decreto del ministro Bondi per impedire la cementificazione di una parte importante dell’Agro». Il dossier sul decreto che stabilisce di «notevole interesse pubblico» l’area «sita nel Comune di Roma, Municipio XII, qualificata "Ambito Meridionale dell’Agro Romano compreso tra le vie Laurentina e Ardeatina» è da ieri sul sito della Direzione regionale guidata dal firmatario del decreto, Mario Lolli Ghetti.

La mappa dell’area tutelata ha la forma di un cuore. E al suo interno prevede diversi punti in cui erano state rilasciate o si prevedevano autorizzazioni a costruire. Le compensazioni di Prato Smeraldo 2, vicino alla Cecchignola, e di Valleranello più avanti sulla Laurentina, ad esempio. E poi gli insediamenti di edilizia popolare (legge 161) a Porta Medaglia, Trigoria, o a Falcognana (Divino Amore). Più i cosiddetti "toponimi" (altre concessioni di metri cubi di

Nel rapporto scaricabile dal sito laziobeniculturali.it ci sono anche le bellissime foto di casali e torri messi al riparo dalla speculazione: Falcognana, Torre Medaglia, Donna Olimpia. E c’è il quadro completo delle osservazioni al vincolo: 124. Con le risposte, una per una, della Soprintendenza. «Rigettato» è ad esempio il «parere genericamente contrario» della Provincia. «Rigettate» sono le «osservazioni varie» del Comune. «Accolta con prescrizioni» invece l’osservazione dell’Acea per la «rete infrastrutturale» su un quarto di ettaro. «Rigettata» la richiesta di «trasformazione urbanistica» su 10 ettari presentata dalla Immobiliare Domizia. «Rigettata» anche quelle della Cecchignola Immobiliare srl che chiedeva lo «stralcio dell’area dal vincolo» per più di 110 ettari di Agro. E se il «parere complessivo sul vincolo» della Regione Lazio ha avuto come controdeduzione «motivatamente disatteso», «rigettata» è la «previsione edificatoria del comprensorio di Castel di Guido» avanzata dalla Gestione ristoranti romani srl.

In attesa di analizzare bene le carte, il comitato "Liberagro", per voce di Massimiliano Di Gioia, difende l’operato della Soprintendenza statale: «Ha svolto un lavoro di grande importanza nella pianificazione del territorio, un ruolo mortificato per troppo tempo dalle amministrazioni locali».

A proposito di "diritti edificatori" vedi l'articolo di Edoardo Salzano e il parere pro veritate di Vincenzo Cerulli Irelli

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