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Giuseppe Guida
Il centrodestra e l’ambiente
23 Febbraio 2009
Il paesaggio e noi
Prosegue l’assalto al paesaggio, ma il centrosinistra non sembra avere una linea chiara e condivisa di opposizione. Da la Repubblica, ed. Napoli, 23 febbraio 2009 (m.p.g.)

Il paesaggio, che faticosamente pareva essere entrato nel novero dei beni comuni e con orientamenti bipartisan, ogni tanto viene rimesso in mezzo come un anfratto ideologico visto in maniera predatoria, in particolare da una precisa parte politica. E, soprattutto, la tutela del paesaggio rappresenta, ad occhi non scevri da interessi di piccolo cabotaggio, un esproprio anti-liberale che contrasta con le proprie, comode, concezioni di sviluppo.

Non è un caso che la prima dichiarazione del neo-presidente della Regione Sardegna Cappellacci è stata quella, incontenibile, sulla necessità di modificare l’odiato piano paesaggistico e l’armatura delle tutele messe in piedi dalla giunta Soru.

Dalla Campania viene un messaggio a volte contraddittorio e, soprattutto, subdolo perché nascosto dietro il fragile paravento del tradizionale ambientalismo di sinistra. Negli ultimi anni, infatti, si è forgiata una strisciante serie di leggi e norme regionali che in molti casi hanno, di fatto, deregolato buona parte della materia paesaggistica, affidandone la tutela non tanto alla norma tout-court, chiara, sufficientemente vincolante e inserita in un quadro pianificatorio nitido e di medio-lungo periodo, ma ad un farisaico sistema di verifiche ex-ante (di tipo auto-certificativo) e controlli ex-post, che nessuno tra Comuni, Province e Regione si prende la briga di fare concretamente e che si espone a cavillosità di tipo giuridico che molto spesso favorisce lo speculatore. Il caso della Penisola Sorrentina erosa dai parcheggi interrati è un esempio di incredibile attualità e affogato, tra l’altro, in un silenzio delle istituzioni colpevole e complice.

Tuttavia, almeno a parole, pochi a sinistra mettono in discussione acquisizioni fondamentali come piani paesistici, vincoli ambientali, tutela del verde residuo, ricostruzioni di ecologie urbane e di ecosistemi rurali, e così via. Ma secondo quali paradigmi, in questo campo, il centrodestra campano si candida a governare? Ad oggi non è noto un programma compiuto sui percorsi di sviluppo e di tutela del territorio che il centro-destra ritiene prioritari e intende applicare nell’eventualità di una vittoria. Un vuoto di idee e proposte che, in attesa che qualcuno si decida a colmarlo, non fa ben sperare, soprattutto se si fa riferimento ad alcune esperienze di governo locale.

A Roma, ad esempio, l’avvento della giunta Alemanno ha intensificato quanto già veniva in parte contestato a quella precedente: la saturazione edilizia dell’Agro romano, con venticinquemila nuovi appartamenti e 9 milioni di metri cubi, da costruire ancora su altri 750 ettari di quel che resta dell’Agro. Nella Milano della Moratti (opere per l’Expo a parte) siamo in piena epopea dei parcheggi interrati: si scava ovunque, in suoli pubblici e privati, nel centro città, con modifiche e varianti al programma parcheggi, in un processo continuo di privatizzazione del bene pubblico e con la nascita di comitati di cittadini spaventati da questa invasione nella loro quotidianità. L’assessore milanese allo sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, ipotizza con un po’ di fantasia, 700.000 abitanti in più nella città e paventa la necessità di un aumento dell´indice di fabbricazione da 0,65 a 1 mq/mq (fonti: Eddyburg.it).

Le dichiarazioni del neopresidente della Regione Sardegna sono chiare, ma anche nell’altra isola a gestione centrodestra, la Sicilia, le idee sullo "sviluppo" sono associate a gestioni private di beni pubblici, alla "valorizzazione" di aree tutelate (valorizzazione che in genere implica la "necessaria" costruzione di strade, locali di accoglienza, strutture "provvisorie", aree di ristoro, eccetera.), come si è ipotizzato, tanto per fare un esempio, per la Valle dei Templi di Agrigento. A livello governativo, poi, le leggi sul condono edilizio sono una specialità berlusconiana che non trova riscontro in altri Paesi d’Europa. Su questo breve sfondo dovrebbero innestarsi le candidature locali del centrodestra e i loro programmi, ancora taciuti, per il territorio e per il paesaggio. A cominciare dalla Provincia di Napoli. Sarebbe utile saperne qualcosa in più.

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