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Silvio Buzzanca
Il Capo dello Stato ha promulgato il decreto omnibus: ora i giudici decidono sulla moratoria
27 Maggio 2011
Articoli del 2011
Disco verde da Napolitano allo scippo del referendum sul nucleare. Mercoledì battaglia in Cassazione. La Repubblica, 27 maggio 2011

Giorgio Napolitano ha promulgato la legge, appena approvata dalla Camera, che contiene la "moratoria" nucleare voluta dal governo. Dunque la parola può passare ora alla Corte di Cassazione che dovra decidere se il testo uscito dal Parlamento supera o meno il quesito referendario. E i magistrati dell´Ufficio centrale per il referendum sono stati già convocati alle ore nove del primo giugno.

Dunque mercoledì prossimo si saprà se gli elettori che si recheranno alle urne il 12 e il 13 giugno troveranno, oltre alle schede sull´acqua e sul legittimo impedimento, anche quella sul quesito che chiede di bloccare per sempre i progetti nucleari del governo.

Un passaggio scontato e previsto quello della Cassazione. Anche se ieri il Quirinale, annunciando la promulgazione della legge, ha sentito il bisogno di ricordare che non tocca al presidente della Repubblica, ma proprio alla Cassazione, stabilire se il referendum sul nucleare si deve fare o meno.

Replica indiretta a chi chiedeva a Napolitano di non promulgare la legge. Questa richiesta, per esempio, era arrivata dal senatore democratico Felice Casson e dall´ex procuratore di Firenze Ubaldo Nannucci.

In questo caso al coro non si è unito Antonio Di Pietro. «Prendiamo atto e rispettiamo la decisione di Napolitano: non poteva fare altrimenti», dice il leader dell´Idv. L´ex pm però aggiunge: «Resta il fatto che gli effetti di questa legge sono una truffa ai danni dei cittadini, perché governo e maggioranza tentano in maniera prepotente di impedire che si svolga il referendum, calpestando il diritto di voto degli italiani».

L´Idv annuncia una sua memoria all´Ufficio centrale per il referendum che chiede di tenere ugualmente il referendum. Una richiesta che si aggiunge a quelle annunciate dal Pd e dai comitati referendari. Lo scontro adesso si trasferisce sui i tempi e i modi dell´informazione su referendum.

La Rai doveva iniziare a informare il 4 aprile, ma i balletti in commissione di Vigilanza Rai hanno "mangiato" quasi tutto il tempo a disposizione. Ieri, per discutere di informazione e referendum c´è stato un incontro fra i comitati promotori e il vicedirettore Antonio Marano. Secondo il comitato Viale Mazzini ha assicurato che «le tribune elettorali saranno spostate in momenti della giornata di maggior ascolto televisivo e verranno fatte puntate di approfondimento dei più seguiti talk show sui referendum». Fumata bianca, invece, per gli spot negli spazi di maggior ascolto, per le tribune referendarie in prima serata e sulla presenza di rappresentanti dei comitati promotori nei talk show. I comitati sono alla fine insoddisfatti e adesso chiedono di incontrare Sergio Zavoli.

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