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Sandro Roggio
I libri e la città
9 Novembre 2007
4° Forum del libro e promozione della lettura a Cagliari, Manifattura Tabacchi, 3/4 novembre 2007. Dalla sessione “Città per leggere”, un resoconto per eddyburg

La città per leggere (e da rileggere). Una attenta lettura della città com’è oggi è lo spunto scelto da Francesco Erbani, per introdurre e orientare il dibattito tra una sociologa, un urbanista, un filosofo. Raccoglie immediatamente il testimone Edoardo Salzano, cercando di spiegare meglio quanto sia difficile interpretare, descrivere con chiarezza la città di oggi, spazio e contesto che ha perduto i caratteri che conoscevamo, per assumerne di nuovi che impariamo ogni giorno con molta più fatica ad assimilare. La crescita non governata / invadente dell’edificazione e di spazi artificiali e artificiosi ha reso la città sempre più incomprensibile anche a chi la abita. E Salzano prova a fare un po' di chiarezza, riformulando un quesito essenziale, a proposito del rapporto fra spazi pubblici ed esigenze private che sta all’origine stessa della convivenza, non solo urbana. Leggere un libro è un fatto privato, ma quando l'azione si svolge dentro a spazi pubblici esprime un enorme potenziale di cittadinanza.

L’intervento del filosofo Remo Bodei prosegue nella vena di un giudizio pessimista sullo stato di salute della città: ribadisce l’idea di piazza come luogo di incontro e comunicazione, spazio pubblico con massima evidenza , ma che via via si è impoverito riducendosi quasi a puro significato simbolico: l’unico che anche la “valorizzazione immobiliare” riconosca.

Ma succede anche, che avvenimenti paralleli alla lettura/atto privato possano sottolineare l’importanza dello spazio pubblico: le piazze dei festival, ad esempio.

Nei paesaggi urbani più suggestivi, che non sono necessariamente i più noti, si organizzano oggi eventi che sono sì dedicati al libro e alla lettura, o ad altre iniziative culturali, ma legati al bel luogo dove si decide che accadano e che li rende possibili. La bellezza suscita la coesione sociale?

La domanda rimane sospesa e genera altre riflessioni e domande: è chiaro a tutti che occorre insistere sul ruolo della piazza, anche con reinvenzioni. E’ ancora Salzano che attraverso Carlo Cattaneo, richiama il concetto di municipalità, “l’ordine municipale che fa la città”, e indica modi per conseguire oggi questo obiettivo: i luoghi della comunità fanno la città.

Si tratta di trovare nuove relazioni – anche spaziali – fra il bisogno di leggere e la città, perché la lettura di un libro è un’ immersione in uno spazio altro, che si può praticare ovunque ci siano servizi che lo permettano. L’esperienza di Bibliomigra, raccontata dalla sociologa Elisabetta Forni, dice delle potenzialità di molte città, in questo caso di Torino dove una biblioteca allestita su un carro da ambulanti, a Porta Palazzo, offre libri in più lingue alla consultazione sul posto, e un luogo di emarginazione, neppure marginale, riprende fiato.

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