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I giovani e la tutela del paesaggio «Non ci fidiamo delle istituzioni»
21 Maggio 2008
Il paesaggio e noi
Una ricerca congiunta del FAI-IULM evidenzia una particolare sensibilità giovanile ai temi della tutela. Il Corriere della Sera, 22 maggio 2008 (f.b.) con allegato

MILANO — Il paesaggio italiano? In serio pericolo. Affidarsi a politici ed amministratori? Neanche per idea. Il poco edificante quadro sullo stato ambientale del Bel Paese emerge da una ricerca sui giovani e il paesaggio, realizzata dal Fai (Fondo per l'ambiente italiano, presidente Giulia Maria Crespi) e l'Università Iulm. Un lavoro, per certi versi inedito, svolto con il più classico dei metodi sociologici: il sondaggio. A rispondere a 12 domande sono stati 3000 studenti di tutta Italia tra i 15 e i 18 anni. La ricerca ha messo in evidenza diversi aspetti. Tuttavia, dice il sociologo Mauro Ferraresi, «il dato più significativo è stato scoprire l'impotenza dei liceali. Almeno il 62% si sente responsabile di fronte ad episodi classificabili come danni ambientali. Ma non sa a chi rivolgersi». Giulia Maria Crespi, se la prende con le speculazioni immobiliari: «L'unica politica di sviluppo pare essere quella dei centri commerciali». Giorni fa, dice, ha fatto l'ennesima scoperta. «Sono stata chiamata dal sindaco di Mantova. In area di pregio (450 ettari) al confine tra Lombardia e Veneto, vogliono costruire un autodromo e il più grande centro commerciale d'Italia. Si può andare avanti così?».

La denuncia della signora Crespi, in realtà, nasconde un inno d'amore per l'Italia: «Nessuno ha tante bellezze a così poca distanza. Pure da una disgraziata città inquinata come Milano in un'ora è possibile raggiungere il mare o montagne bellissime».

Nota: di seguito scaricabile una breve sintesi della ricerca (f.b.)

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