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Alberto Vitucci
I danni delle grandi navi
18 Dicembre 2007
Vivere a Venezia
Sarà possibile, un giorno o l’altro, sconfiggere la lobby degli sfruttatori di Venezia? Una mostra documenta i danni. Da la Nuova Venezia, 17 dicembre 2007

Due grandi navi crociera da 100 mila tonnellate. E in mezzo, piccolo piccolo piccolo, il campanile di San Marco. Motoscafi e Gran Turismo che si muovono come pesciolini vicino a due enormi balene. E’ l’immagine simbolo della grande mostra sul «degrado veneziano» che l’associazione «Amici di Venezia» inaugurerà in gennaio ai Magazzini del Sale. Gondolieri, professionisti, cittadini armati di macchina fotografica che hanno immortalato i tanti problemi della città visti dall’acqua. Pietre danneggiate, moto ondoso, traffico acqueo impazzito. E, sosprattutto, le grandi navi.

Una polemica che torna attuale, dopo l’aumento di arrivi delle grandi navi crociera, e il dato record di un milione di passeggeri. Le crociere portano ricchezza. Ma è proprio necessario far passare i «mostri del mare» a due passi da San Marco? Il comitato ha raccolto dati e studi dell’Arpav e del Cnr, scattato immagini e messo insieme un vero dossier di denuncia. «Le grandi navi inquinano», sostiene Marco Zanon, gondoliere, tra i promoori della grande mostra, «danneggiano i fondali e le rive, spostando masse d’acqua enormi».

Secondo le indagini dell’Arpav una grande nave da crociera emette inquinamento da polveri sottili e zolfo pari a 14 mila automobili circolanti in un giorno, il 15 per cento dell’inquinamento totale dell’area veneziana. Le grandi eliche sollevano sedimenti e scavano i fondali. Dalle indagini effettuate non risulta che le navi producano «onde» più di altri motoscafi. Ma il fenomeno pericoloso, secondo gli esperti, è quello dello spostamento di enormi masse d’acqua, e il risucchio dai canali che «svuota» di colpa o rii accelerando il degrado delle strutture. Spostamenti di almeno 100 mila tonnellate d’acqua.

Una battaglia che si riaccende, quella contro le grandi navi a San Marco. Qualche anno fa si era progettato di farle approdare a Marghera. Succede in tutte le grandi città d’Europa meta di crociere. Le navi attraccano nelle aree portuali e i passeggeri vengono portati in città con il bus o i trimarani di bordo. Solo a Venezia le agenzie vendono il «passaggio» per San Marco. Mozzafiato, sicuramente, ma anche molto rischioso per i delicati equilibri della città. Qualche anno fa una nave si era incagliata davanti al palazzo Ducale in una giornata di nebbia. Il soprintendente Giorgio Rossini aveva annunciato un decreto per «sfrattare» le navi da San Marco. Il Comune aveva annunciato un progetto per attrezzare nuove banchine a Marghera. Ma non se n’era fato nulla. E il «business» aveva preso il sopravvento sulla discussione. Nonostante le denunce di Italia Nostra e gli allarmi lanciati dai tecnici.

Qualche giorno fa il problema è tornato di attualità, con la presentazione di una interrogazione al ministro Bianchi da parte del senatore veneziano Felice Casson. E quello delle grandi navi in Bacino sarà uno dei nodi che si troverà a dover sciogliere il nuovo presidente dell’Autorità portuale. Intanto le associazioni si sono messe insieme e annunciano battaglia. «E se dovesse perdere il controllo?» recita la didascalia sotto la foto delle due navi affiancate a poche decine di metri da San Giorgio. Il filmato, con efficace colonna sonora dei Pirati dei Caraibi, mostra immagini impressionanti. La via Garibaldi «murata» da una nave più alta dei campanili, e una grande scritta: «E se dovesse perdere il controllo?»

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