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Alberto Vitucci
I colossi del mare e la laguna. Decreto Grandi navi: senza alternativa, niente divieti
1 Marzo 2012
Vivere a Venezia
Caschi il mondo, si sfasci il patrimonio collettivo, purchè gli affari continuino a crescere. Nuova Venezia, 29 febbraio 2012

Decreto contro le grandi navi in dirittura d’arrivo. Ma il rischio è che «in assenza di alternative» la situazione rimanga quella di oggi. Il decreto annunciato nelle ore successive alla tragedia dal ministro per l’Ambiente Corrado Clini è stato «congelato» in attesa del concerto del ministro per le Infrastrutture Corrado Passera. Dal testo originario è sparito il limite di passaggio per le navi troppo grandi. O meglio, si pensa a una deroga senza limiti di tempo «finché non saranno previsti percorsi alternativi». Un’ipotesi che ha mobilitato i comitati. «Occorre mettere una data», dicono, «altrimenti si rischia che tutto rimanga com’è». Polemica aperta, anche perché il disegno di legge messo a punto dal senatore Felice Casson prevede invece l’esclusione dalle rotte delle navi da crociera dei siti ambientali pregiati. Venezia naturalmente è uno di questi.

Intanto fa discutere l’uscita del professor Luigi D’Alpaos, ingegnere idraulico di chiara fama, che l’altra sera in sala San Leonardo, davanti a una folla straripante, ha bocciato come «pericolosa per la sopravvivenza della laguna» l’idea di di scavare un nuovo canale, il Contorta Sant’Angelo, per far arrivare le grandi navi alla Marittima da Malamocco e non più dal Lido. Un’ipotesi invece già avviata dall’Autorità portuale, dal Magistrato alle Acque con il consenso del Comune e del governo.

«La straordinaria partecipazione dell’altra sera», dice il portavoce del Comitato Silvio Testa, «dimostra che i veneziani vogliono decidere sulle scelte che riguardano il loro futuro. Le autorità svolgono un servizio pro tempore al servizio del popolo, non sono boiardi svincolati da ogni dovere di trasparenza». «Ci dica dunque il Magistrato alle Acque», continua il rappresentante del Comitato, «a chi è stato affidato lo studio per il nuovo canale, quanto costerà e quali sono le domande poste. E come sia possibile escludere riflessi negativi sulla laguna dopo le pesanti parole sentite l’altra sera da uno dei massimi esperti di idrodinamnica lagunare, l’ingegnere Luigi D’Alpaos». Le alternative vanno trovate, dunque. Ma il canale, secondo il Comitato, sarebbe un rimedio peggiore del male.

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