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http://www.patrimoniosos.it
24 Marzo 2004
Beni culturali
Aiutiamo a schiacciare il serpente! Con questa immagine di Caravaggio si apre il sito di patrimoniosos (qui sopra il link), costruito e gestito da un gruppo di cittadini. È uno strumento per lavorare insieme: per denunciare i più distruttivi episodi della turpe iniziativa di svendita del patrimonio comune, per far crescere un sentimento diffuso della necessità di proteggerlo, per contribuire a far maturare una rinascita della civiltà in Italia. Inserisco di seguito l’appello che apre l’iniziativa.


Lettera

Cari amici,

la legge che istituisce la “Patrimonio S.p.A”, approvata il 15 giugno 2002, ha sollevato e continua a sollevare forti preoccupazioni. L’idea di mettere in vendita porzioni dell’eredità naturalistica, culturale, storica, artistica, architettonica, archeologica del nostro Paese costituisce una novità di cui si esaltano speranzosamente ipotetici risvolti utilitari e non si valutano concretamente i rischi di perdite certe ed irreparabili.

L’11 luglio, dopo aver raccolto in pochi giorni quasi 2000 firme, abbiamo inviato al Presidente della Repubblica e alle più alte autorità dello Stato (Presidenti di Camera e Senato, della Corte Costituzionale e del Consiglio) un appello in cui esprimevamo i nostri timori, chiedendo la sospensione del provvedimento legislativo e proponendo l’apertura di un dibattito ampio su un argomento così fondamentale per il nostro Paese. L’unica risposta ufficiale è stata quella giuntaci dalla Segreteria del Presidente della Repubblica, che richiama la lettera inviata dallo stesso Ciampi a Berlusconi all’atto della promulgazione della legge. Anche l’eco dell’appello sulla stampa italiana è stato limitato, forse per la concomitanza fra il legittimo desiderio di quiete estiva ed il profilarsi sull’orizzonte politico di questioni altrettanto preoccupanti.

La situazione è dunque grave. A parte le estemporanee e contraddittorie dichiarazioni cui ci ha purtroppo abituato la nostra classe dirigente, sul piano gestionale si sta muovendo tutta una serie di iniziative, che va dalla più strampalata quantificazione del “valore” venale di isole e fabbricati alle più discutibili sostituzioni ai vertici di organismi variamente preposti alla tutela. Anche i progetti legislativi che avrebbero voluto correggere le evidenti storture introdotte dalla legge “Patrimonio S.p.A.”, sono stati respinti.

A questo punto, visto che le adesioni all’appello di luglio continuano a pervenire numerose, sentiamo la necessità di mantenere aperto il discorso. Lo facciamo attraverso questo sito che, come tutta quanta la nostra iniziativa, non può che mantenere un carattere “artigianale” e necessita più che mai della vostra collaborazione.

Oltre all’appello (cui può aderire chi non lo abbia già fatto) ed ai documenti ad esso relativi, mettiamo a vostra disposizione sia i materiali raccolti in questi mesi (leggi, rassegna stampa) sia quelli che riusciremo a mettere insieme in futuro. Tenete conto che questo impegno non costituisce il nostro mestiere, per cui certamente non potremo offrire una documentazione sistematica né tanto meno esauriente. Anzi, vi saremo grati di qualsiasi segnalazione pertinente e documentata che sarà inserita, con la vostra firma e responsabilità, nella sezione “beni in pericolo”.

Coerentemente con l’auspicio espresso nell’appello, vorremmo aprire un dibattito elettronico, dal momento che non abbiamo la possibilità finanziaria e organizzativa di promuovere un incontro reale. Vogliamo sperimentare alcuni spazi distinti: uno dedicato a interventi articolati, tendenzialmente elaborati da addetti ai lavori (non solo operatori e studiosi dei beni culturali e ambientali, ma anche giuristi, economisti, politologi, amministratori, …), uno organizzato secondo le modalità di un forum tradizionale ed un terzo esemplato sul tipo di certe trasmissioni radiofoniche e consistente in un appuntamento mensile, della durata di un paio d’ore, durante il quale un esperto metterà gentilmente a disposizione le sue competenze per dialogare con i “navigatori” interessati. Solo il primo è pronto mentre gli altri due sono in preparazione.

La nostra intenzione è di provare quest’esperienza per qualche mese e di proseguirla se troverà una certa rispondenza.

Grazie per la vostra attenzione e cordiali saluti

Marco Collareta

Università di Bergamo

Donata Levi

Università di Udine

Pisa, ottobre 2002

P.S. Il sito che vi invitiamo a visitare si basa sul lavoro entusiastico e volontario di tanti amici che condividono in pieno le nostre preoccupazioni

Sullo stesso argomento leggi l’intervista a Francesco Erbani rilasciata da Salvatore Settis,Se l’arte finisce in mano ai privati

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