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Eric Jaffe
Grande distribuzione e trasporto pubblico: una promessa mancata
15 Febbraio 2012
Dalla stampa
Nonostante tutte le migliori intenzioni, l’urbanistica da sola può far poco per correggere certi annosi viziacci. The AtlanticCities, 15 febbraio 2012 (f.b.)

Titolo originale: At Charlotte's New Walmart, a Transit Promise Unfulfilled - Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

A fine estate 2009, dopo anni di attesa, la Walmart presentava un progetto di superstore nell’area di un ex centro commerciale abbandonato a East Charlotte. La città era stata duramente colpita dalla crisi del 2008, e molti, amministratori e non, vedevano questo arrivo sia come una possibilità occupazionale, sia come un segnale di ripresa per l’economia locale. Immaginavano, anche, si potesse trattare di un primo passo verso uno sviluppo urbano più sostenibile: “Credo ci sia l’occasione concreta per sperimentare e poi ampliare un sistema di transit oriented development. Il primo intervento ne attirerà altri” spiegava la consigliera Nancy Carter.

Sono passati due anni e mezzo, e una parte della promessa è stata mantenuta. A fine gennaio Walmart ha aperto con gran pubblicità un negozio su 13.500 metri quadrati. Creando 250 posti di lavoro, e il sindaco di Charlotte, Anthony Foxx, cita addirittura la famosa frase dell’allunaggio: “è un piccolo passo per il commercio, ma un grande balzo per tutta la fascia orientale di Charlotte”. Scusate se è poco. Però tutta la parte che riguarda il quartiere TOD orientato ai mezzi pubblici sta ancora aspettando. Invece di transit-oriented development, gli abitanti di East Charlotte vedono solo un intrico di traffico e congestione, come dimostrano parecchi articoli e studi. Il nuovo Walmart sta su Independence Boulevard appena a est di uno svincolo, e appena a ovest di un grosso incrocio con Albemarle Road. Anche se si chiama boulevard, l’Independence non è affatto un viale un po’ accogliente per i pedoni, ma una fragorosa superstrada a sei corsie.

Il che significa automobilisti che escono dal parcheggio del Walmart e si devono immettere nel flusso veloce, con altri diretti verso la Albemarle a spostarsi di varie corsie molto rapidamente, giusto il tempo che ci vuole e pronunciare la parola “offerte speciali”. Gli abitanti del vicino quartiere Amity Gardens lamentano il traffico delle auto verso l’ingresso posteriore del magazzino. Chi sperava che i mezzi pubblici potessero far qualcosa per allentare la congestione, per adesso dovrà sperare ancora: gli autobus che passano sull’Independence provenienti dal centro di Charlotte tirano dritti verso Sharon Amity Roar, parecchie centinaia di metri più in là, insomma non c’è alcuna fermata per il negozio. Per essere giusti, i responsabili cittadini dei trasporti spiegano ai giornalisti che entro il mese prossimo la fermata dovrebbe esserci.

Cosa semplice sul lato dell’Independence dove sta Walmart, ma sull’altro lato della freeway? Per fare le cose in piena sicurezza ci vorrebbe un attraversamento pedonale perfetto, con sei corsie di forte traffico: cosa improbabile, e comunque non di breve periodo. Il che significa per chi arriva dall’altra direzione cercarsi un punto di attraversamento sicuro a un’altra fermata, magari cambiando mezzo. Non è certo una cosa de genere che pensano gli urbanisti immaginando un transit-oriented development. Cos’è accaduto? La risposta più immediata è: la recessione. Charlotte si era dotata di un ambizioso Programma Trasporti Pubblici 2030, con tanto di strumenti di finanziamento sottoscritti dagli elettori, attraverso le imposte commerciali, una quota di mezzo centesimo. Ma con la crisi è crollato anche quel gettito, e dopo la realizzazione della metropolitana leggera Linea Blu si sono rinviate le altre (si sta almeno cercando di finanziarne una offrendola anche al trasporto merci).

Fra i progetti rinviati, la Linea Argento, sedici fermate di autobus veloce (o metropolitana leggera) per venti chilometri circa a trasportare 15.500 persone al giorno lungo Independence Boulevard. Progetto rinviato, certo, non abbandonato. Nella versione del nuovo piano cittadino approvata a maggio c’è ancora la Linea Argento come componente essenziale della trasformazione dell’area Independence Boulevard. Se si realizzerà, Walmart dovrebbe avere una fermata giusto davanti (il puntino sulla mappa sta a Amity Gardens): un giorno, forse, East Charlotte Walmart farà da traino a un vero transit-oriented development che interessa tutto il corridoio, come credeva fermamente l’amico Kaid Benfield. Per adesso però le cose appaiono molto diverse, la città pare avere un rapporto contraddittorio con lo spirito del programma trasporti pubblici.

Come scrive il quotidiano Charlotte Observer, si dovrebbe addirittura ampliare ulteriormente l’Independence Boulevard:

“Il tratto di strada dove oggi c’è Walmart ha visto chiudere parecchi esercizi, man mano l’Independence veniva allargato e diventava un’arteria a scorrimento veloce. Cosa che rende difficile accedere alle attività. Col progetto di ampliamento in corso il viale diventa un’arteria veloce per altri due chilometri fino a Wallace Road. Il che ha già fatto chiudere attività come Compare Foods o T.J. Maxx dentro all’Independence Shopping Center all’altezza della Idlewild Road, e anche demolizioni fra le vie North Sharon Amity e Idlewild. Alla fine per la superstrada saranno circa trenta gli esercizi demoliti”.

Insomma, gran cosa che a East Charlotte sia potuto arrivare un nuovo Walmart, e da qui a un po’ di anni gli abitanti magari considereranno quell’apertura come il momento in cui è iniziata la ripresa, e anche la trasformazione urbana per il meglio. Ma per ora c’è solo un enorme contenitore commerciale, con davanti un immenso parcheggio, e una superstrada che attira macchine invece che soprattutto trasporti pubblici, mentre prima del programma di quei trasporti, per cui scarseggiano i fondi, si allarga ancora la superstrada. È un transit-oriented development? A me pare l’ennesimo Walmart.

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