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Maurizio Bologni
"Gli scempi aumentano in progressione geometrica"
21 Agosto 2007
Toscana
Mentre nella Campania divorata dall’abusivismo domina un tollerante silenzio, in Toscana prosegue la denuncia della Rete dei comitati. La Repubblica, Firenze, 21 agosto 2007

«Gli scempi aumentano con progressione geometrica, la situazione è uscita da qualsiasi controllo e accentua la divaricazione tra amministratori e amministrati». Gli ultimi due casi, il progetto di villaggio turistico ai piedi del borgo medievale di Campiglia Marittima e il piano di ampliamento dell’aeroporto senese di Ampugnano, spingono Alberto Asor Rosa ad una nuova, durissima, presa di posizione. E’ un attacco frontale alle amministrazioni locali, accompagnato da richieste precise. Al ministero del beni culturali, Asor Rosa - che parla a nome della Rete toscana dei comitati per la difesa del territorio - chiede di porre il vincolo come è stato fatto per Monticchiello in modo da scongiurare la «villettopoli» di Campiglia Marittima. Alla Regione e alla Provincia di Siena, il leader dei comitati chiede di intervenire per evitare «lo scempio dell’inutile aeroporto di Ampugnano».

Fanno impressione i toni forti dell’intervento, che mostrano allarme da ultima spiaggia e rabbia da promesse tradite. «Gli scempi territoriali e urbanistici aumentano in Toscana con progressione geometrica, producendo effetti devastanti» esordisce lo scritto del leader del movimento. «Non si tratta più di casi isolati, come fino a qualche mese fa ci si era proposti di far credere, allo scopo di circoscrivere la protesta. Si tratta invece di una catena quasi ininterrotta di eventi, testimonianza di un’aggressione spietata, che non trova ostacoli, anzi spesso collusioni e appoggi, nelle amministrazioni locali». Ciò che ha fatto sobbalzare sulla sedia il professore, sono «gli ultimi due casi emersi in questi giorni». Quello di Campiglia Marittima e l’altro di Ampugnano, appunto, che per il professore sono «scempi» progettati che vanno assolutamente evitati.

Il primo caso, quello di Campiglia Marittima - ricostruisce Asor Rosa - appartiene alla classe dei fenomeni degenerativi, che il ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, ha recentemente definito "villettopoli". Si tratta infatti di un progetto per la realizzazione di 51 mini appartamenti in grado di occupare, con i servizi, ben più di 25.000 metri quadrati del tutto visibili dall’antica Rocca di Campiglia, il quale rappresenterebbe un intollerabile lesione di un territorio assolutamente prezioso e da conservare totalmente; anche per la sovrastante presenza dell’altra Rocca di San Silvestro». Il leader dei comitati boccia anche il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Siena. «Il caso dell’aeroporto di Ampugnano - afferma infatti Asor Rosa - appartiene al novero delle così dette grandi opere d’interesse pubblico il cui effetto in realtà è di apportare benefici nulli e di provocare inauditi disastri ambientali. La vicenda genera legittime preoccupazioni nella popolazione locale che rischia di subire passivamente la mercificazione del proprio territorio in nome di interessi non condivisi».

Giudizi lapidari sui due progetti, ai quali Asor Rosa fa seguire una allarmata riflessione generale. «Di fronte al moltiplicarsi di fenomeni di tale natura - scrive il professore - lecita è la valutazione che siamo di fronte ad una situazione uscita da qualsiasi controllo. In tal modo si accentua la divaricazione ormai endemica tra amministratori e amministrati e fra politiche di bassa cucina e interessi strategici autentici dell’ambiente toscano e nazionale». Quindi, a nome della Rete toscana dei comitati, Asor Rosa chiede «il pronto intervento del ministero dei beni culturali, perché, come accadde opportunamente a Monticchiello, sia apposto il vincolo tale da impedire tempestivamente la creazione di una nuova "villettopoli"». E invoca «il pronto intervento della Regione Toscana e della Provincia di Siena, perché, tornando sugli orientamenti in qualsiasi modo già espressi, evitino lo scempio dell’inutile aeroporto di Ampugnano». Infine una promessa: «La Rete toscana è comunque impegnata a fare anche di questi due casi emblematici delle vere e proprie bandiere nazionali, da sostenere con i mezzi più efficaci dell’informazione e dell’agitazione».

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