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Paolo Boccacci
Giovanni Caudo:"Così demoliremo via dei Fori imperiali"
3 Gennaio 2015
Roma
Dopo il parere del tavolo degli esperti l'assessore Caudo (intervistato da Paolo Boccacci) pronto a abbattere la strada del Ventennio. Finalmente parole chiare e la promessa di riprendere il progetto Fori, realizzando la visione di Antonio Cederna e proseguendo il lavoro di Luigi Petroselli.

Dopo il parere del tavolo degli esperti l'assessore Caudo (intervistato da Paolo Boccacci) pronto a abbattere la strada del Ventennio. Finalmente parole chiare e la promessa di riprendere il progetto Fori, realizzando la visione di Antonio Cederna e proseguendo il lavoro di Luigi Petroselli. La Repubblica online, 3 gennaio 2015

Qualè il piano del Campidoglio, assessore Caudo?
«Nel disegno urbano, i Fori devono diventare un'area aperta, proprio comeafferma l'ex soprintendente La Regina, da vivere prima ancora come cittadiniche come turisti. Si deve consentire di realizzare singoli interventi ma dentroun quadro unitario e, infine, si deve stabilire una modalità di coordinamentotra tutti i soggetti interessati, in primis lo Stato e Roma Capitale»
Ma il Campidoglio è per lo smantellamento della via e la riunificazione degliantichi Fori?
«Certamente. La commissione di esperti ha rimesso in discussione il vincolomonumentale su via dei Fori Imperiali, anche se sulla rimozione della stradamantiene una posizione contraddittoria e restituisce posizioni diverse. Per noila rimozione dello stradone tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci perliberare e dare continuità ai Fori Imperiali non può e non deve più continuaread essere un tabù. Chiunque, dopo aver visto la bellissima ricostruzionevirtuale del Foro di Augusto di Piero Angela, ha maturato la convinzione chenon può esserci un nastro di asfalto sopra i Fori. Ed è quanto prevedeva già ilProgetto di Leonardo Benevolo e di Francesco Scoppola nel 1988, bisognaripartire da lì».
Dunque la via è questa?
«La Commissione scrive che l'area archeologica «va resa più frequentabile e piùvissuta dai cittadini, anche solo per la lettura di un giornale o di un libro,per una chiacchierata o per una semplice passeggiata o per il normaleattraversamento, accompagnando i bambini a scuola o con le buste della spesa,valorizzando i tracciati esistenti» E io sottoscrivo in pieno questa tesi, comequella per cui bisogna «evitare ogni forma di separatezza tra la città modernadi Roma, con i suoi bisogni e i suoi problemi, e quella antica».
Ora serve un progetto definitivo.
«I prossimi mesi, come chiede il sindaco Marino, ci vedranno impegnati amettere a frutto questo lavoro e ad aggiornare il piano urbanistico complessivodel Progetto Fori, lo faremo e lo discuteremo con il ministero Beni culturali.Bisogna avere il coraggio di un progetto unitario di grande respiro. SulColosseo e sulla proposta di ricostruire l'arena non ho elementi per potermiesprimere, mi fido di quanto ha detto La Regina e mi richiamo alla sua prudenzanel valutare le modalità con cui si possono portare avanti interventi incomplessi monumentali così delicati. Oltre, ovviamente, all'opportunità difarli».
Veniamo allo smantellamento di via dei Fori.
«Bisogna rimuovere via dei Fori imperiali fino a largo Corrado Ricci. Un progettoche sono convinto riuscirà a dare ancora corpo alle diverse stratificazioni chel'area ha avuto, compresa quella degli anni '30, ma che sceglie di ricostituirel'integrità degli spazi dei Fori, assicurando la continuità fra MercatiTraianei, Foro di Traiano, Foro di Augusto, Foro di Nerva, fino al Foro dellaPace voluto da Vespasiano. Un progetto che accetta la sfida dell'innovazione edella sperimentazione per disegnare i percorsi, anche a quote archeologiche,tra piazza Venezia e largo Corrado Ricci».
E poi?
«Bisogna ripristinare le trasversali tra l'area archeologica e la città modernache gli è cresciuta sopra e intorno. Ad esempio quella che, da piazza Monti,alla Suburra, attraverso via Baccina arriva al Foro di Augusto, lo attraversa epassando dietro il Campidoglio e dopo aver intersecato la via Sacra procedeverso il Velabro, il tempio di Vesta e quindi il Tevere e si prolunga fin versoil basamento dell'Aventino con la risalita fino al giardino degli Aranci, peraltro da poco ultimata. Una passeggiata unica al mondo, una esperienza urbanasenza pari che restituirebbe un senso di cittadinanza a chiunque l'attraversi».
Come si trasformerà piazza del Colosseo?
«Con la sistemazione di uno spazio pedonale che restituisca il rapporto con lepreesistenze archeologiche ridando dignità ad esempio alla Meta sudans dallaquale si misuravano tutte le distanze ai tempi dell'antica Roma. Unasistemazione che superi l'attuale aiuola che «arreda« la piazza, che risolval'uscita dalla stazione metro Colosseo e indirizzi i flussi pedonali versol'inizio della via Sacra e, oltre l'arco di Costantino, verso l'ingresso alPalatino».
E via dei Cerchi?
«Sarà pedonalizzata e si aprirà un accesso al Palatino. Palazzo Rivaldi saràtemporaneamente centro servizi e spazio espositivo in attesa dellarealizzazione della stazione della Metro C che potrà ospitarne uno piùfunzionale. Mentre a piazza Venezia, venuto meno il collegamento stradale convia dei Fori Imperiali, si può superare l'attuale sistemazione a rotatoria, chela fa sembrare uno spartitraffico. Ora, dopo i lavori della commissione,possiamo dare corpo al Progetto Fori come previsto dal Prg del 2008 e dare vitaall'area archeologica più importante del mondo che sarà il cuore vivo epulsante di una città millennaria ora estesa su un territorio metropolitano dicui sarà possibile comprendere e apprezzare la modernità e declinarla al futuro».
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