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Sergio Brenna
Fuksas e la politica per la casa nel Terzo Millennio
17 Luglio 2008
Abitare è difficile
Una risposta all'intervento di Massimiliano Fuksas alla Triennale a proposito della casa, e alla postilla di F. Bottini sulle sue contraddizioni. Scritto per eddyburg. Con postilla

Per ben due volte Bertinotti, intervenendo in televisione come leader di Sinistra Arcobaleno, propose il ritorno ad una sorta di Piano Fanfani, ultimo episodio – a suo dire – di intervento pubblico in campo residenziale in Italia. Gli scrissi facendogli rilevare che così cancellava persino la memoria degli interventi attuati dal centro-sinistra col Piano decennale per la casa finanziato dalla Legge 865/71, fortemente voluta soprattutto dal lombardiano Michele Achilli, di cui pure per contiguità di origine politica avrebbe dovuto conservare il ricordo; che il senso politico di quel modo di intervento era radicalmente all’opposto del populismo episodico del Piano Fanfani, proponendosi invece un’edilizia popolare come quota programmata (40-70%) dell’insediamento totale previsto nei PRG.

Mi fece rispondere che avevo ragione e se ne scusava.

Vedo ora che analogo obnubilamento affligge Fuksas, già suo amico e strenuo sostenitore, ancorché oggi trasmigrato in altri lidi amicali, etico-sociali e politici, dopo averlo visto da Presidente della Camera esibire la spilla pacifista ad una parata del 2 giugno. Che volete: ognuno ha le sue suscettibilità, le sue inclinazioni, i suoi interessi da tutelare.

Mi rimane, però, un dubbio atroce: sarà stato uno dei due a condizionare l’altro in simili obnubilamenti della memoria storica e sociale ? E quale dei due sarebbe meno grave e preferibile l’avesse fatto ?

Giusto comunque preoccuparsi di cosa potrà succedere col faustiano “patto col diavolo” indotto da Expò 2015 a Milano: il nodo della questione sta proprio lì. Fondazione Fiera – egemonizzata da CL/Compagnia delle Opere – ha acquistato quasi un milione di metri quadri di aree agricole attigue al Nuovo Polo fieristico e la provvidenziale (?) occasione di sei mesi di Expò nel 2015 gliele renderà nel 2016 trasformate in aree edificabili ! Non è solo l’enorme guadagno (che pure ci sarà) a preoccuparmi, ma l’obiettivo di egemonia che con ciò CL persegue: per trovare casa a prezzi ragionevoli a Milano bisognerà passare genuflessi dalle cooperative di Compagnia delle Opere e di quanti verranno a patti con essa. Lo sanno bene i dirigenti di Coop Lombardia che hanno accolto il generoso invito a far parte del Consiglio direttivo di Fondazione Fiera; lo sanno bene gli architetti che attorno a queste occasioni di lavoro vedono svilupparsi il proprio futuro professionale !

E questo l’esito del fanfanismo del Terzo Millennio: l’assetto insediativo che ne sortirà sarà solo una variabile dipendente, quale che sia l’ecologismo e l’altermondialismo di cui si vorrà rivestirlo.

Che lo sappia bene Fuksas non mi sorprende, tutto concentrato com’è ad esaltare il suo ruolo di egocentrismo demiurgico, quale che ne sia l’occasione.

Ma la Sinistra riuscirà mai a ritrovare il senso di un proprio pensiero autonomo sul progetto della città e sul suo uso sociale?

Postilla

Adesso si comprende perchè Bertinotti, a proposito di politica della casa, è rimasto così arcaico da riferirsi al Programma Ina Casa. Si comprende perchè ha mancato di riferirsi alla ben più compiuta strategia delineata, a partire dalla legge 167/1962 (quartieri integrati nell'ambito delle zone d'espansione dei PRG), con le successive leggi per la programmazione dell'edilizia abitativa pubblica, per il recupero dei quartieri e delle case degradate e sottoutilizzate, e infine per il controllo del mercato privato (equo canone). L'ignoranza, si può supporre adesso, non era sua, ma dei suoi consiglieri.

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