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Sergio Brenna
Francia e Stati Uniti. Bicameralismo ed elezione Enti Locali: perché in Italia no?
31 Marzo 2015
Democrazia
«Peccato che nessuno abbia fatto notare che da noi l'equivalente istituzione delle Province si è vista sottrarre questa possibilità».

I francesi sono appena andati al voto per il rinnovo dei Dipartimenti e tutti l'abbiamo considerato non solo un importante test politico, ma anche una prova di democrazia di quel Paese. Peccato che nessuno abbia fatto notare che da noi l'equivalente istituzione delle Province si è vista sottrarre questa possibilità.
Ma loro non hanno le Regioni, mi sono detto: non è vero. La Francia ha 22 Regioni elette a suffragio universale ogni 6 anni. Ma almeno non avranno il Senato: sbagliato. Anche se eletto da 150.000 grandi elettori e non vota la fiducia al governo, perché una legge sia promulgata, essa deve essere approvata da entrambe le camere.

E negli Stati Uniti, modello di democrazia occidentale? Il Senato condivide con la Camera dei Rappresentanti il potere legislativo i senatori possono presentare proposte di legge; non possono però proporre leggi tributarie (questa funzione spetta in esclusiva ai rappresentanti), anche se possono modificarle senza limitazioni. Ciascuna proposta, per divenire legge, deve essere esaminata e approvata da entrambe le camere e il Senato possiede anche alcuni poteri esclusivi, tra cui la ratifica dei trattati internazionali e l'approvazione delle nomine di molti funzionari e dei giudici federali.
Non mi pare che il problema principale su cui si misura l'efficienza e la democrazia di questi due Paesi sia il cambiamento di questi sistemi istituzionali ed elettorali: Renzi crede davvero che quello da lui delineato costituirà un loro modello di orientamento?
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