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Matt Bevilacqua
Fatti da solo il ghetto sul telefonino!
20 Gennaio 2012
Dalla stampa
Con la scusa della sicurezza, del resto abbastanza ragionevole, una nuova applicazione della Microsoft mappa le città in modo arbitrario e un po’ razzista. Next American City, 18 gennaio 2012 (f.b.)

Titolo originale: Redlining 2.0: Microsoft App Would Help You Avoid Blighted Areas—And Keep Them Blighted - Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

Qualche giorno fa è stato annunciato il brevetto di una nuova app che consente a un pedone di usare il GPS per costruirsi un percorso attraverso la città.

Direttamente dal brevetto:

”Quando si parla di costruire percorsi si pensa sempre a un veicolo, meno al pedone. Certo sono molti coloro che si spostano in auto, ma sinora si sono ignorate le applicazioni per chi va a piedi. Mentre invece si averte molto forte la necessità di funzioni di questo tipo rivolte a chi di norma non usa l’auto, ad esempio perché non ne possiede una a causa del reddito, e abita in zone con problemi economici” .

Una buona notizia. Pare interessante vedere che una grande compagnia come Microsoft riconosca l’esistenza di modi per spostarsi anche diversi dall’auto. Mentre invece a guardare politici e amministratori cittadini parrebbe scontato che tutta l’attenzione vada in esclusiva agli automobilisti, quasi nulla agli altri (pedoni, ciclisti, utenti dei mezzi pubblici). Insomma che un marchio tanto importante si rivolga al pedone con un prodotto tanto utile è un piccolo ma fondamentale passo avanti per legittimare anche i non-guidatori.

Ma, come qualcuno ha già osservato, quella app fa sorgere un grosso problema: volendo, si può anche attivare un meccanismo che aiuta a evitare i “quartieri non sicuri”.

E quel “quartieri non sicuri” per tanti si traduce automaticamente in “ghetto” sollevando una serie di questioni razziali, di classe, violenza, cose già discusse da parecchi blog in modo più o meno approfondito e condivisibile. Comunque la si pensi sugli orientamenti più o meno marcati di consapevolezza – su cosa dovrebbe o non dovrebbe fare Microsoft e con quale urgenza – l’applicazione sembra proprio almeno confermare le cose così come stanno oggi: i quartieri degradati si devono distinguere in modo netto da quelli vivaci, e occorre avvisare la gente perché li eviti.

Ma allontanare i pedoni da certe aree può solo rafforzarne la condizione di “ghetto” allontanando ulteriormente quel passaggio che magari potrebbe riempire negozi, far vivere le strade quel tanto che basta per reagire al degrado. Rendersi visibili dall’esterno attira l’attenzione sulle potenzialità di un quartiere, scuote dal ristagno e dalla rassegnazione. Ad esempio il corridoio H Street a Washington DC con l’incredibile sviluppo degli ultimi cinque anni, o quanto sta ancora accadendo sulla St. Claude Avenue di New Orleans.

O ancora Brewerytown, un quartiere appena a nord ovest del centro di Filadelfia. Da tanto tempo emarginato, con elevati tassi di criminalità, ma zona ad elevata accessibilità pedonale individuata dall’amministrazione quando qualche anno fa si è voluta rilanciare la tranvia lungo Girard Avenue. Sollevando l’interesse di operatori immobiliari e investitori, e innescando un processo di calo della criminalità e incremento delle attività.

Una piccola precisazione: fra chi ha aperto una sede su Girard Avenue c’è anche Next American City, e io stesso ci ho comprato un appartamento. Come lo classificherebbe l’applicazione Microsoft un quartiere in piena trasformazione tipo Brewerytown? La app mi inviterebbe ad allontanarmi da casa, dal lavoro? Magari facendomi fare un giro lunghissimo per “quartieri sicuri”?

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