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Fanghi e pietrame nei canali, è polemica sul progetto
7 Maggio 2006
Terra, acqua, società
Proseguonoi tentativi di stravolgimento dell’unica Laguna rimasta viva dopo un millennio grazie a tecnologie e metodi opposti rispetto a quelli ottocenteschi proposti oggi dal Consorzio Venezia Nuova. Da la Nuova Venezia del 7 maggio 2006

Un milione e trecentomila metri cubi di fanghi da scaricare in laguna, tra le Vignole, Sant’Erasmo e le Fondamente Nuove. Tonnellate di pietrame per creare nuovi canali «a prova di moto ondoso». Sta sollevando furiose polemiche l’ultimo progetto presentato dal Consorzio Venezia Nuova alla commissione di Salvaguardia. Si propone di creare nuove «autostrade» d’acqua con barriere ai lati. I tecnici del Consorzio le chiamano «burghe», in sostanza argini in pietra e fango. Il materiale dovrebbe essere prelevato dai fondali delle bocche di porto con gli scavi del Mose. I massi trasportati dall’Istria, dove per creare le nuove dighe a mare è stata sventrata un’intera montagna.

«Un’assurdità», replica l’associazione Vas, Verdi Ambiente e Società. «Siamo fermamente contrari alla cementificazione della laguna», scrive il presidente nazionale di Vas Guido Pollice, «e in questo modo si proclama la resa totale al fenomeno del moto ondoso e agli interessi economici». «Il Magistrato alle Acque», continua l’associazione, «dovrebbe essere l’istituto che vigila sulla laguna, e non può consentire interventi che sono contrari allo spirito originario della Legge Speciale. Invece di lavorare per il riequilibrio della laguna si cerca di stravolgerne l’unicità».

«Non si affrontano le cause dei fenomeni e si cerca di limitarne gli effetti stravolgendo il paesaggio lagunare», replica Pax in Aqua, l’associazione che raccoglie migliaia di aderenti alle società di canottaggio, vela al terzo e voga alla veneta.

Un «no» secco viene anche dal Comune. «Non possiamo autorizzare autostrade di pietre in laguna», dice il vicesindaco Michele Vianello, «interventi di questo tipo dovranno per forza coinvolgere il Comune e il commissario contro il moto ondoso».

Il 23 settembre del 2004 la Salvaguardia aveva autorizzato un intervento sperimentale di «protezione» delle barene intorno a Burano, fornendo diverse prescrizioni. E autorizzando le pietre solo «in via transitoria». Ma adesso il Consorzio intende applicare quel sistema all’intera laguna. Il progetto sarà presentato la prossima settimana, per andare al voto il 16 maggio. E la battaglia è certa. Secondo gli ambientalisti e alcuni commissari si tratta di un intervento che «non rispetta la Legge speciale». (a.v.)

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