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Alessandro Agostinelli
Edoardo Salzano, "Ma dove vivi?"
24 Gennaio 2009
Recensioni e segnalazioni
Una recensione sul sito di poesia e letteratura Alleo, dicembre 2008

Pochi in Italia hanno più a cuore il destino delle città di Edoardo Salzano, urbanista, docente universitario, amministratore pubblico (a Roma e a Venezia soprattutto) e giornalista. Ma, da sempre, animatore e cultore di principi equi, solidali e sostenibili per la cura delle città, per la difesa del suolo, per la conoscenza del territorio. E proprio questo suo nuovo libro, che racconta delle città, è stato scritto per contribuire a far conoscere la natura delle forme urbane [...]

E proprio questo suo nuovo libro, che racconta delle città, è stato scritto per contribuire a far conoscere la natura delle forme urbane mettere in gioco le conoscenze urbanistiche al fine di aiutare i più giovani a comprendere che il luogo dove si vive non è un posto da consumare, ma un organismo vivente che vive del nostro respiro collettivo, della nostra capacità di fare scelte con tutti e non contro i più deboli, della nostra consapevolezza che affogare di cemento la città significa togliere il fiato al futuro dei nostri figli. Dalla scomparsa di Antonio Cederna, credo che Salzano sia forse il più strenuo difensore delle ragioni della pianificazione territoriale come baluardo contro lo sfruttamento del nostro paesaggio, contro lo sviluppo capitalistico che ha contribuito, con l’insediamento indiscriminato dei “capannoni industriali”, a rovinare buona parte della penisola italiana. Tante piccole e medie industrie di questa nazione che hanno contribuito al boom dell’economia degli anni Ottanta, creando anche ricchezza diffusa, sono nate però sullo sfruttamento dell’ambiente in una irreversibilità dal brutto e dal compromesso che offende. Quante fabbrichette si sono insediate nelle aree di espansione di certi bacini idrici e fluviali? Quante aziende hanno costruito edilizia senza standard? Il peccato italico è stato, in parte, quello di distruggere il bel Paese.

Salzano non si è mai tirato indietro, e questo libro ne è la prova convinta: il desiderio di trasmettere, in una forma chiara e semplice, il testimone della cura del territorio, e dell’equilibrio razionale di urbs e civitas insieme alle giovani generazioni. Perché non c’è forma fisica della città che sia armonica, senza una forma di collettività, di cittadinanza etica e democratica, senza la partecipazione attiva degli abitanti alle questioni politiche della propria comunità.

Oggi, dopo aver redatto piani regolatori in tutta Italia e dopo aver insegnato all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia per oltre due decenni, Salzano dedica la sua vita alla divulgazione di un’urbanistica del piano, soprattutto attraverso il sito web eddyburg.it, dove vengono lanciate anche campagne contro lo sfruttamento del suolo e il consumo dello spazio pubblico. Proprio questo concetto di “spazio pubblico” contro lo spazio asservito al privato e al capitale è ancora oggi il pallino di Salzano.

In questa dimensione totalmente scevra da interessi localistici e tecnocratici, c’è un di più che descrive questo intellettuale italiano come una delle figure più coerenti e limpide, cioè che le ragioni di Salzano non sono mai state piegate al personalismo e all’azione individualistica dell’architetto-ingegnere “fai da te”. Egli ha sempre saputo che una efficace politica della salvaguardia del territorio si attua soltanto con la condivisione di strumenti tecnici sostenibili, ma soprattutto con la persuasione della politica, e con il contributo di molti. In questo Edoardo Salzano ha imparato benissimo la lezione di Berlinguer: rallentiamo se c’è bisogno, ma arriviamo in fondo tutti insieme, cerchiamo di rendere consapevoli tutte le persone democratiche della bontà della salvaguardia delle nostre città.

In questa missione non è mai stato solo. Sono molti gli amici e i collaboratori che insieme a lui operano per far sì che politiche scellerate non disperdano quelle ricchezze territoriali che il nostro Paese, in parte, ancora mantiene. Tuttavia, su tutti, c’è una persona che è sempre stata vicina a Salzano, l’urbanista Luigi Scano, un veneziano colto e sottile, che sapeva discernere, con una capacità analitica inesauribile, le fonti legislative e le pratiche giuridiche buone dettate da pochi governi, dalle azioni governative scellera

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