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E sabato torna in piazza il comitato «No grandi navi»
5 Giugno 2014
Venezia e la Laguna
I resi­denti rima­sti e quanti amano la città e la laguna a testa alta continuano a rivendicare il loro diritto di vivere la città e il dovere di tutelare, proteggere e salvare il bene comune che è la laguna. A dispetto e al di sopra degli scandali.

I resi­denti rima­sti e quanti amano la città e la laguna a testa alta continuano a rivendicare il loro diritto di vivere la città e il dovere di tutelare, proteggere e salvare il bene comune che è la laguna. A dispetto e al di sopra degli scandali. Il manifesto, 5 giugno 2014 (m.p.r.)

Di nuovo… in movi­mento per sal­vare la città e la Laguna. Sabato alle ore 13 in piaz­zale Roma il Comi­tato No Grandi Navi rilan­cia la sfida con un cor­teo che punta a fer­mare il pas­sag­gio di quat­tro «mostri del mare».

Un appun­ta­mento pre­pa­rato con cura. Il 22 mag­gio sul cam­pa­nile di San Marco è stato issato l’enorme stri­scione (anche in inglese) che anti­ci­pava la mani­fe­sta­zione. Poi il pre­si­dio a Porta Pia davanti al mini­stero delle Infra­strut­ture, durante il cor­teo in difesa dell’acqua bene comune. Infine assem­blee, incon­tri, ban­chetti e con­tro­in­for­ma­zione che cul­mi­ne­ranno nel week end in cui a Vene­zia si inau­gura la Bien­nale di Architettura.

«Sarà blocco delle grandi navi. E non sim­bo­lico, di qual­che ora: le navi non devono par­tire per tutto il giorno. È la rispo­sta che la città darà alla dram­ma­tiz­za­zione del governo e del Porto che vogliono acce­le­rare sullo scavo del Canale Con­torta», pre­an­nun­cia Tom­maso Cac­ciari a nome del Comi­tato. Con un espli­cito invito a par­la­men­tari ed euro­par­la­men­tari affin­ché par­te­ci­pino alla mani­fe­sta­zione di sabato, prima di aprire il con­ten­zioso a Roma e Bru­xel­les. Il governo Renzi – dopo aver resu­sci­tato il Comi­ta­tone – si è impe­gnato a trac­ciare una nuova rotta per le città gal­leg­gianti. Ma ci sono anche le norme Ue sulle acque da rispet­tare, con il rischio che per l’Italia si apra una nuova pro­ce­dura di infrazione.

Vene­zia finora è rima­sta stri­to­lata dalle “lar­ghe intese”, sull’onda della sus­si­dia­rietà e del busi­ness delle Grandi Opere. Con due pro­ta­go­ni­sti poli­tici: il ciel­lino Mau­ri­zio Lupi e l’ex ret­tore e sin­daco Paolo Costa. Un ber­lu­sco­niano appro­dato al Ncd per via mini­ste­riale (Expo com­presa) e un pro­fes­sore del Pd votato alla causa della mega base Usa di Vicenza o al pro­getto miliar­da­rio del porto off shore. Lupi&Costa non solo difen­dono a spada tratta il turi­smo delle mega-crociere che let­te­ral­mente eclissa Vene­zia, ma soprat­tutto nutrono le ambi­zioni del solito “giro” di imprese, lobby e mandarini.

Al di là dell’inchiesta della pro­cura della Repub­blica che ieri ha dispo­sto 35 arre­sti (vedi la cro­naca in que­ste pagine), resta evi­dente la con­nes­sione fra Man­to­vani Spa (ora pre­sie­duta dall’ex que­store Car­mine Damiano) con le vicende degli appalti per Expo 2015.

Non basta. L’ex mini­stro Cor­rado Clini (che firmò insieme al col­lega Pas­sera il decreto dopo il nau­fra­gio della Con­cor­dia) è sem­pre agli arre­sti domi­ci­liari. Fra Fer­rara e Roma gli con­te­stano l’associazione a delin­quere fina­liz­zata alla cor­ru­zione con tanto di conto cifrato a Lugano. E nel pro­getto di riqua­li­fi­ca­zione idrica in Iraq com­pare un altro pro­fes­sio­ni­sta pado­vano, anche lui agli arre­sti domi­ci­liari: Augu­sto Calore Pret­ner, inge­gnere con stu­dio a Sar­meola di Rubano che ha col­le­zio­nato pro­get­ta­zioni per conto di nume­rosi Comuni, della mul­tiu­ti­lity Ace­ga­sAps e del Cen­tro Veneto Ser­vizi di Monselice.

Insomma, un “governo” della futu­ri­bile città metro­po­li­tana che sem­bra quasi clo­nato dai “dogi” della Prima Repub­blica. A Vene­zia, però, non si piega la testa. Anzi: c’è stata la sot­to­scri­zione popo­lare nell’asta dell’isola di Pove­glia (aggiu­di­cata, per ora, a Luigi Bru­gnaro di Umana Hol­ding per 513 mila euro). Torna in primo piano la tutela dei 58 mila resi­denti rima­sti in città. Ine­vi­ta­bile resi­stere alla deriva di Vene­zia stu­prata dagli inte­ressi di pochi pri­vati a danno di tutti: i “dino­sauri” in bacino San Marco pro­du­cono inqui­na­mento, deva­sta­zione e peri­coli. Luigi D’Alpaos, mas­simo esperto di idrau­lica a Nord Est, sin­te­tizza così la situa­zione: «Da una parte ci sono gli impor­ta­tori degli inte­ressi forti, come Porto e Con­sor­zio Vene­zia Nuova, che tutto hanno fatto tranne che tute­lare il benes­sere della laguna, pen­sando invece che sia loro e di poterne fare ciò che vogliono. Dall’altra parte ci sono quelli che sosten­gono che la laguna sia un bene comune indi­spen­sa­bile da pro­teg­gere e da sal­vare. Poi c’è una poli­tica becera che favo­ri­sce il gigan­ti­smo navale che sem­bra non porre più limiti alle dimensioni».

C’è chi vuole ancora la città-cartolina, men­tre i riflet­tori inter­na­zio­nali si accen­dono sulla Bien­nale. In piaz­zale Roma sabato pome­rig­gio l’alternativa si rimette in movimento…

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