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Roberto Ciccarelli
Dietrofront del governo sull’asta delle case popolari
24 Gennaio 2015
Articoli del 2015
«In Ita­lia non c’è biso­gno di disfarsi del patri­mo­nio pub­blico ma di incre­men­tarlo. Per risol­vere la sof­fe­renza abi­ta­tiva strut­tu­rale, occorre aumen­tare l’offerta di abi­ta­zioni sociali e non dismet­tere quelle che ancora ci sono».

Il manifesto, 24 gennaio 2015 (m.p.r.)

Il governo fa retro­mar­cia sulla ven­dita delle case popo­lari. Il prov­ve­di­mento dispo­sto dall’articolo tre del piano Lupi sulla casa è stato cam­biato a seguito di un’intesa rag­giunta dalla Con­fe­renza uni­fi­cata Stato e Regioni. La noti­zia è stata comu­ni­cata dal sin­da­cato dell’Unione Inqui­lini che si dice sod­di­sfatto: «È una vit­to­ria della mobi­li­ta­zione di inqui­lini e assegnatari».Il piano Lupi pre­ve­deva infatti la ven­dita all’asta dell’intero patri­mo­nio della case popo­lari a prezzi di mer­cato con la sola pos­si­bi­lità per l’assegnatario di eser­ci­tare la pre­la­zione sul prezzo di aggiu­di­ca­zione dell’asta. La mobi­li­ta­zione ha costretto il governo a modi­fi­care la pro­ce­dura di ven­dita e il prezzo.

Ora agli asse­gna­tari dev’essere comu­ni­cato pre­ven­ti­va­mente il prezzo fisso al valore cata­stale fino al 20%. Se non ha la capa­cità eco­no­mica di acqui­stare l’appartamento, entro il limite della deca­denza dev’essere indi­cato un allog­gio alter­na­tivo, nel comune di resi­denza. Gli anziani, i malati ter­mi­nali e i por­ta­tori di han­di­cap hanno il diritto di restare nell’appartamento nel caso in cui non siano in grado di acqui­starlo. Nel nuovo decreto non si parla più di ven­dita in blocco degli sta­bili interi.

«Per noi resta una cri­tica di fondo all’operato del governo – sostiene Wal­ter De Cesa­ris, segre­ta­rio dell’Unione Inqui­lini – In Ita­lia non c’è biso­gno di disfarsi del patri­mo­nio pub­blico ma di incre­men­tarlo. Per risol­vere la sof­fe­renza abi­ta­tiva strut­tu­rale, occorre aumen­tare l’offerta di abi­ta­zioni sociali e non dismet­tere quelle che ancora ci sono».

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